Anzio, cinque poliziotti arrestati per traffico di droga: avrebbero sottratto denaro e stupefacenti durante le perquisizioni

Poliziotti arrestati a Anzio


Cinque poliziotti del commissariato di Anzio-Nettuno finiscono in carcere al termine di un’inchiesta della Direzione distrettuale antimafia di Roma. I magistrati li accusano di aver stretto un patto con bande di narcotrafficanti attive sul litorale romano, trasformando alcuni controlli antidroga in un sistema che avrebbe favorito gli spacciatori invece di contrastarli.

Gli investigatori contestano ai cinque agenti, a vario titolo, traffico di stupefacenti, peculato e rapporti con organizzazioni criminali. Il questore di Roma ha già disposto la loro sospensione dal servizio.

Le intercettazioni fanno partire l’inchiesta

L’indagine prende avvio nel 2024 mentre gli investigatori intercettano alcuni narcotrafficanti impegnati in un’altra inchiesta sul traffico di droga. Nelle conversazioni ricorre spesso il riferimento a una squadra del commissariato di Anzio-Nettuno. I pusher accusano quei poliziotti di trattenere parte del denaro sequestrato durante le operazioni e parlano di un agente conosciuto con il soprannome di “il Cinghiale”.

Da quelle telefonate gli investigatori allargano gli accertamenti e ricostruiscono una serie di episodi che, secondo l’accusa, coinvolgono direttamente Mauro Maddalone, Sergio Forcina, Francesco Aversano, Alessandro Fortunato e Antonio Pucci.

Soldi, droga e informatori tra gli spacciatori

Secondo la Direzione distrettuale antimafia, i cinque agenti avrebbero trattenuto in più occasioni denaro contante e parte della droga sequestrata durante perquisizioni e controlli, indicando poi nei verbali importi e quantitativi inferiori a quelli realmente recuperati.

L’inchiesta descrive anche un presunto sistema di reclutamento degli informatori. Alcuni spacciatori arrestati avrebbero accettato di collaborare con gli agenti in cambio della possibilità di continuare a vendere droga senza subire nuovi controlli. In alcuni episodi, sempre secondo l’accusa, sarebbero stati gli stessi poliziotti a consegnare sostanze stupefacenti ai pusher.

Gli indagati potranno contestare tutte le accuse durante il procedimento.

I dubbi sulla morte di Arberi Mecaj

Tra gli episodi più delicati compare la morte di Arberi Mecaj, il corriere albanese di 38 anni morto nel maggio 2025 durante un inseguimento nelle campagne di Nettuno.

Gli investigatori ritengono che quell’operazione dovesse concludere una consegna controllata di circa 50 chilogrammi di droga. Dopo l’incidente, però, i poliziotti recuperano soltanto 25 chilogrammi di stupefacente. La scomparsa dell’altra metà del carico rappresenta uno dei punti centrali dell’inchiesta.

Nei prossimi giorni i cinque agenti compariranno davanti al giudice per l’interrogatorio di garanzia. Potranno rispondere alle domande del magistrato oppure scegliere di avvalersi della facoltà di non rispondere.