Caldo record in Italia, l’estate 2026 riscrive tutti i primati: mare a 31 gradi, zero termico a 5.000 metri e quasi 100mila ettari in fumo

il caldo di giugno

L’estate 2026 si chiude con una lunga serie di primati che raccontano una stagione eccezionale sotto ogni punto di vista. Il Consiglio nazionale delle ricerche (Cnr), insieme ai dati raccolti dalle Arpa regionali e dagli istituti meteorologici, descrive quella appena conclusa come l’estate più calda dall’inizio delle rilevazioni. Non è soltanto una questione di picchi estremi: a impressionare sono soprattutto la durata delle ondate di calore e il numero di record battuti contemporaneamente.

Dal mare sempre più caldo alle montagne con lo zero termico oltre i 5.000 metri, fino agli incendi che hanno devastato quasi 100mila ettari di territorio, il bilancio conferma un’accelerazione degli effetti del riscaldamento globale.

Zero termico oltre i 5.000 metri e ghiacciai sempre più in difficoltà

Uno dei dati più significativi arriva dalle Alpi. Per diversi giorni lo zero termico ha raggiunto e superato i 5.000 metri di quota, un valore eccezionale che ha accelerato la fusione dei ghiacciai.

Alla Capanna Margherita, sul Monte Rosa, a 4.554 metri, la temperatura minima media dell’estate si è fermata a -6,3 gradi, superando persino il precedente record del 2003. In Piemonte, durante i primi giorni di settembre, lo zero termico ha continuato a oscillare attorno ai 4.900 metri, mentre oltre i mille metri di quota diverse località hanno registrato temperature vicine ai 30 gradi.

Temperature record in tutta Italia e notti tropicali senza fine

Il caldo ha colpito praticamente tutta la Penisola. La temperatura media nazionale tra giugno e agosto ha raggiunto i 24,3 gradi, il valore più alto mai registrato, superando il primato del 2003. In Sardegna il termometro ha toccato i 48,4 gradi a Orani, nuovo record regionale, mentre sull’isola si sono contati oltre 36 giorni consecutivi con temperature superiori ai 40 gradi.

Anche Lombardia e Piemonte hanno archiviato l’estate più calda della loro storia recente. Milano ha registrato 75 giornate con massime oltre i 30 gradi, mentre Torino ha vissuto 81 notti tropicali, con temperature mai scese sotto i 20 gradi. A Genova si sono contate circa 60 notti con minime intorno ai 25 gradi, mentre in Liguria l’ondata di calore è durata 34 giorni consecutivi.

Mediterraneo bollente e incendi quasi raddoppiati

Il mare non ha offerto alcun refrigerio. Nel Tirreno diverse boe dell’Ispra hanno misurato temperature superficiali vicine ai 31 gradi, mentre nel Mediterraneo luglio ha fatto segnare il valore medio più elevato dall’inizio delle rilevazioni moderne.

Il caldo eccezionale, unito alla siccità, ha favorito anche la propagazione degli incendi. Secondo il sistema europeo Copernicus, fino alla fine di agosto sono andati in fumo oltre 95mila ettari di territorio, quasi il doppio della media registrata negli ultimi vent’anni. Sicilia, Calabria, Puglia e Sardegna hanno pagato il prezzo più alto, ma grandi roghi hanno colpito anche il Piemonte.

Gli esperti ricordano che nella maggior parte dei casi gli incendi hanno origine dolosa o colposa, ma le condizioni climatiche estreme hanno favorito una propagazione molto più rapida delle fiamme.

Gli esperti: il 2027 potrebbe essere ancora peggiore

Climatologi e ricercatori invitano alla prudenza ma anche alla consapevolezza. Molti dei record registrati quest’anno dovranno essere consolidati nei prossimi mesi attraverso le verifiche scientifiche, tuttavia il quadro generale appare già molto chiaro.

L’effetto combinato del cambiamento climatico e del fenomeno di El Niño potrebbe rendere il 2027 ancora più caldo. Secondo gli studiosi, senza una riduzione delle emissioni di gas serra e senza efficaci politiche di adattamento, eventi estremi come quelli vissuti nell’estate 2026 rischiano di trasformarsi da eccezioni a normalità.