Femminicidio a Firenze, la premeditazione dell’ex e la piazza unita per Lorena

Lorena Isceri ucccisa da Federico Vella

L’ipotesi della premeditazione si fa sempre più forte nell’inchiesta condotta dalla squadra mobile e coordinata dalla procura di Firenze sul delitto di Lorena Isceri. Negli ultimi giorni prima dell’aggressione, l’ex compagno Federico Vella si aggirava con frequenza sotto il condominio della donna, attirando l’attenzione di diversi residenti per i suoi atteggiamenti sospetti.

Le ricostruzioni

Secondo le ricostruzioni investigative, l’uomo ha persino manomesso la sbarra del parcheggio condominiale bloccando la fotocellula con del nastro adesivo per garantirsi una via di fuga rapida. La mattina stessa del delitto, gli scontrini ritrovati nell’automobile confermano che Vella ha acquistato fascette plastiche, un martello, forbici e un telo da impiegare durante l’aggressione nel seminterrato, prima di guidare verso il cavalcavia di Barberino di Mugello e compiere l’estremo gesto.

La decisione di Lorena di non denunciare

La relazione tra la vittima e il suo aggressore era stata contrassegnata da comportamenti sempre più oppressivi e minacciosi da parte dell’uomo, giunti fino a episodi con l’uso di armi da taglio raccontati dai familiari agli inquirenti.

Nonostante il timore crescente per la propria incolumità e la scelta di interrompere definitivamente ogni contatto durante la pausa estiva, la giovane non aveva mai sporto una denuncia formale nel tentativo di evitare conseguenze giudiziarie all’ex compagno. Gli investigatori stanno ora esaminando l’ampio materiale informatico e la sequenza di messaggi inviati dall’uomo alla madre della vittima, tra i quali figura anche l’ultimo tragico testo inviato direttamente dal luogo del delitto poco prima di togliersi la vita.

La grande fiaccolata sotto l’abitazione di Lorena

Nella serata di domenica oltre duemila persone si sono ritrovate sotto l’abitazione fiorentina di Lorena Isceri per rendere omaggio alla sua memoria con un momento di raccoglimento promosso dalle istituzioni cittadine. Dalle finestre del palazzo sono stati calati drappi rossi mentre sull’asfalto sono stati posizionati centinaia di ceri e fiori bianchi, alla presenza dei sindaci e dei rappresentanti delle associazioni contro la violenza di genere.

La madre della vittima ha voluto ringraziare pubblicamente i presenti per la grande vicinanza dimostrata alla famiglia, mentre sul portone dello stabile è stato affisso un ritratto commemorativo per ricordare la giovane e ribadire l’impegno collettivo contro la piaga dei femminicidi.