Garlasco, guerra totale tra De Rensis e Chiara Ingrosso: «Agirò contro di lei». La giornalista: «Intimidazione, io parlo di carte»

Chiara Ingrosso e l’avvocato Rensis

Altro che schermaglie televisive. Tra Antonio De Rensis e Chiara Ingrosso ormai è guerra aperta e il prossimo terreno di scontro potrebbe essere un’aula di tribunale.

Il legale di Alberto Stasi ha annunciato di voler agire contro la giornalista dopo la diffusione di nuovi audio delle loro conversazioni. Ingrosso, dall’altra parte, rilancia e accusa De Rensis di esercitare un «potere mediatico» sul racconto del delitto di Garlasco, arrivando a definire «un’intimidazione» alcune delle dichiarazioni pubbliche dell’avvocato.

In mezzo ci sono registrazioni, esposti, trasmissioni televisive, accuse reciproche e soprattutto una battaglia parallela a quella giudiziaria sull’omicidio di Chiara Poggi, nella quale ormai anche chi racconta il caso è diventato protagonista del caso stesso.

Il nuovo audio tra De Rensis e Chiara Ingrosso

A riaccendere lo scontro è stata la diffusione di una conversazione nella quale Ingrosso parla con De Rensis dell’intenzione di contattare una donna legata agli approfondimenti giornalistici su Garlasco.

La cronista chiede all’avvocato come muoversi senza rischiare conseguenze giudiziarie e vuole sapere se quella persona sia già stata ascoltata dagli investigatori.

La risposta attribuita a De Rensis è sostanzialmente prudente: verificare prima se la donna sia già stata sentita dall’autorità giudiziaria e, in caso contrario, eventualmente ascoltare ciò che abbia da raccontare.

«Lei racconta e tu ascolti», dice il legale nella registrazione.

Per De Rensis quelle parole dimostrerebbero la correttezza del suo comportamento: «Ho dato delle risposte che dà un avvocato correttissimo dal punto di vista deontologico».

Ma la questione ormai supera il contenuto di quella singola telefonata.

De Rensis: «È finito il tempo dell’ironia»

L’avvocato sostiene infatti di essere da mesi bersaglio di un «attacco vergognoso» e parla addirittura di un «piano diabolico». Contesta soprattutto il modo in cui alcune conversazioni sarebbero state registrate e successivamente diffuse.

Poi l’annuncio: la stagione delle battute sarebbe terminata e comincerebbe quella delle carte bollate.

«Adesso è finito il tempo dell’ironia», ha dichiarato De Rensis, spiegando che i suoi legali gli avrebbero consigliato di tutelarsi nelle sedi competenti.

Il passaggio più duro riguarda direttamente Ingrosso: «Probabilmente questa persona è stata caricata come un proiettile impazzito da qualcuno che le ha fatto credere che può compiere quotidianamente dei reati e rimanere impunita».

Parole pesantissime, che naturalmente rappresentano la posizione di De Rensis: nessuna responsabilità penale della giornalista risulta accertata.

Il legale ha inoltre allargato l’avvertimento agli organi di informazione che, secondo la sua valutazione, dovessero amplificare comportamenti da lui ritenuti illeciti.

Ingrosso contrattacca: «Io parlo di carte, non di fagiani»

Se De Rensis annuncia azioni legali, Chiara Ingrosso non sembra intenzionata ad arretrare di un centimetro.

La giornalista ha riportato la questione sugli audio e sulle affermazioni che sostiene di avere registrato, contestando anche le ricostruzioni relative ai suoi contatti con altre persone entrate nel racconto mediatico dell’inchiesta.

Ma soprattutto ha replicato frontalmente all’avvocato.

«Io parlo di carte, non di fagiani. Il signor De Rensis ha detto che sono finiti i tempi delle chiacchiere. Io da lui ho sentito soltanto fagiani, non una parola di diritto».

Il riferimento è alle piste e ai racconti che negli ultimi mesi hanno accompagnato il dibattito televisivo sul caso. Ingrosso accusa inoltre il legale di avere contribuito a concentrare l’attenzione mediatica su persone che, sostiene, sarebbero state ascoltate dagli investigatori soltanto nella fase conclusiva delle indagini.

«E intanto hanno rovinato la vita a queste persone», è l’accusa della cronista.

L’accusa sul «potere mediatico» dell’avvocato di Stasi

Ma lo scontro diventa ancora più pesante quando Ingrosso torna su una precedente dichiarazione di De Rensis.

La giornalista sostiene che, dopo il suo esposto alla Procura di Milano, l’avvocato avrebbe dichiarato durante una trasmissione Rai che lei fosse una «ex giornalista» e che «non lavorerà mai più».

Ingrosso interpreta quelle parole come la dimostrazione di qualcosa di più grande della semplice antipatia personale.

«Io ritengo che questa sia una prova indiretta del potere mediatico di Antonio De Rensis», ha affermato, per poi domandarsi «quale avvocato di un condannato definitivo non revisionato, sulla televisione pubblica, si può permettere di licenziare una giornalista».

E arriva alla conclusione più dura: «Non capisco perché De Rensis debba avere questo atteggiamento da intoccabile. Questa è un’intimidazione».

Anche in questo caso si tratta della posizione espressa dalla giornalista e non dell’accertamento di una condotta illecita da parte del legale.

Dagli audio all’esposto: perché è scoppiata la guerra

La frattura tra i due viene da lontano. Nell’aprile scorso Ingrosso ha presentato un esposto alla Procura di Milano nel quale ha portato anche il contenuto di una conversazione con De Rensis registrata senza che il legale ne fosse consapevole.

Secondo la giornalista, quelle conversazioni avrebbero fornito elementi per interrogarsi sull’influenza esercitata dall’avvocato nel racconto televisivo del caso Garlasco.

De Rensis respinge questa rappresentazione e adesso passa al contrattacco.

A complicare ulteriormente il quadro ci sono altri audio e riferimenti alla famiglia Cappa, sui quali Ingrosso insiste: «Il punto è: cosa c’entra questo con le diffamazioni che fanno sistematiche al telefono con me sulla famiglia Cappa?».

Poi l’affondo: «La voce è quella di De Rensis, come pure quella di De Giuseppe. Le cattiverie e bugie che dicono non cambiano».

Accuse che, anche qui, restano attribuite alla giornalista e sulle quali saranno eventualmente le sedi competenti a stabilire se esistano profili giuridicamente rilevanti.

Garlasco, ormai la battaglia si combatte anche tra giornalisti e avvocati

La nuova inchiesta sull’omicidio di Chiara Poggi ha prodotto così un fenomeno sempre più evidente: alla battaglia investigativa si è sovrapposta una guerra mediatica combattuta quotidianamente tra televisioni, giornalisti, consulenti e avvocati.

Nel caso De Rensis-Ingrosso il confine è stato definitivamente superato. Non si discute più soltanto delle prove, delle piste investigative o della posizione di Alberto Stasi e Andrea Sempio. Si discute di registrazioni effettuate durante conversazioni private, presunte pressioni mediatiche, accuse di intimidazione ed esposti.

De Rensis dice che «è finito il tempo dell’ironia» e annuncia di voler passare alle vie legali. Ingrosso risponde che continuerà a parlare delle «carte» e rivendica il proprio diritto di raccontare ciò che ritiene giornalisticamente rilevante.

A questo punto il loro scontro non è più soltanto uno dei tanti duelli televisivi nati intorno al delitto di Garlasco. È diventato un caso dentro il caso. E la prossima puntata potrebbe non andare in onda in televisione.