Per quasi cinque mesi le gemelle Stefania e Paola Cappa, cugine di Chiara Poggi, sono rimaste sotto intercettazione nell’ambito della nuova inchiesta sul delitto di Garlasco. Telefoni, conversazioni e persino le autovetture della famiglia sono finite sotto il controllo degli investigatori tra gennaio e maggio 2025, mentre la Procura di Pavia sviluppava il nuovo filone investigativo che vede al centro Andrea Sempio.La notizia, emersa dagli atti dell’indagine, racconta un’attività investigativa molto ampia. Ma racconta soprattutto il suo esito.
Cinque mesi di controlli senza sviluppi investigativi
Le intercettazioni hanno riguardato non soltanto le due sorelle, ma anche il fratello e i genitori. Gli investigatori hanno monitorato le conversazioni per mesi, cercando eventuali elementi utili all’inchiesta.
Alla chiusura delle indagini, però, nell’informativa del Nucleo investigativo dei Carabinieri di Milano depositata nel fascicolo non compare alcun riferimento significativo alle intercettazioni della famiglia Cappa. Un dato che, sul piano investigativo, assume un peso preciso: le attività di ascolto non hanno fatto emergere elementi tali da modificare il quadro delle indagini.
Le ricerche nel canale di Tromello
Le intercettazioni sono proseguite anche dopo le ricerche effettuate nel canale di Tromello, vicino all’abitazione della nonna delle gemelle Cappa.
L’ispezione era stata disposta dopo alcune dichiarazioni raccolte da un testimone che aveva riferito un racconto attribuito a una vicina di casa ormai deceduta. Secondo quella versione, una delle due sorelle avrebbe raggiunto la casa con un borsone per poi gettare qualcosa nel canale proprio la mattina dell’omicidio.
Gli accertamenti, però, non hanno portato al ritrovamento di alcun oggetto ritenuto utile alle indagini. Anche questo episodio, infatti, non compare tra gli elementi valorizzati nell’informativa conclusiva dei carabinieri.
Secondo quanto spiegato dall’avvocata di Stefania Cappa, Valeria Mettica, gli investigatori avrebbero deciso di proseguire le intercettazioni anche dopo le ricerche nel canale per verificare l’eventuale reazione delle due sorelle alla diffusione della notizia.
Solo sedici conversazioni sul delitto
Sempre secondo il legale, nell’arco di quasi cinque mesi sarebbero state soltanto sedici le conversazioni nelle quali veniva affrontato il tema del delitto di Garlasco.
«Su quasi cinque mesi di intercettazioni a tappeto di tutta la famiglia Cappa – ha dichiarato l’avvocata Valeria Mettica – solo 16 conversazioni hanno riguardato l’argomento Garlasco. Ritengo che nelle case degli italiani se ne sia parlato più spesso.»
L’avvocata ha inoltre sottolineato che quelle conversazioni «non sono state ritenute dalla Squadra Omicidi di rilevanza probatoria, ma solo investigativa ai fini del mantenimento delle intercettazioni per la verifica della posizione delle gemelle».
La posizione delle gemelle resta invariata
Al di là delle ricostruzioni e delle numerose ipotesi circolate negli ultimi mesi, la posizione delle sorelle Cappa non cambia.
Gli approfondimenti investigativi svolti dalla Procura di Pavia non hanno portato alla loro iscrizione nel registro degli indagati. Gli investigatori hanno verificato le segnalazioni ricevute e sviluppato gli accertamenti ritenuti necessari, senza che emergessero elementi idonei a modificare il loro status processuale.
È un passaggio che distingue il dibattito mediatico dall’attività giudiziaria: le verifiche sono state effettuate, le intercettazioni sono durate mesi, ma allo stato degli atti non hanno prodotto elementi tali da coinvolgere le gemelle Cappa nella nuova inchiesta sul delitto di Garlasco.







