Il mare che si ritira, la barca che comincia a muoversi in modo innaturale e poi la corsa verso la parte più alta dell’isola. Tredici turisti italiani, famiglie bolognesi in vacanza con i figli, sono rimasti bloccati a Flores dopo il violento terremoto che ha colpito l’Indonesia alla vigilia di Ferragosto. Le scosse continuano e ogni nuovo movimento della terra riaccende la paura di uno tsunami.
La comitiva si trovava su una barca impegnata in una breve crociera nell’arcipelago di Komodo. Intorno alle cinque del mattino alcuni passeggeri sono stati svegliati da oscillazioni che non sembravano provocate dalle onde. Poco dopo, il capitano li ha informati del sisma e del possibile arrivo di un’onda anomala.
«Abbiamo visto la marea ritirarsi. Non abbiamo fatto in tempo a renderci conto del pericolo», hanno raccontato. Dopo aver raccolto rapidamente i bagagli, i turisti sono sbarcati nel villaggio più vicino e hanno raggiunto in auto le alture dell’isola insieme agli abitanti.
Terremoto in Indonesia, la fuga verso la collina
Il sisma ha raggiunto una magnitudo di 7,7, con epicentro a circa 68 chilometri dalla zona nella quale si trovavano gli italiani. Nonostante la distanza, sulle abitazioni erano già visibili muretti abbattuti e altri segni lasciati dalla scossa.
Le guide hanno consigliato alla comitiva di abbandonare la costa e dirigersi verso la parte più elevata dell’isola. Sulla collina non si trovavano soltanto i turisti: molti residenti avevano seguito lo stesso percorso e apparivano visibilmente scossi.
Tra i tredici italiani ci sono il medico Gabriele Ghedini e l’imprenditore Francesco Geminiani. Insieme agli altri adulti devono gestire i contatti con le autorità, organizzare gli spostamenti e tranquillizzare i figli, mentre le informazioni disponibili cambiano rapidamente.
«La terra continua a tremare», hanno spiegato dopo avere avvertito un’altra scossa. L’assenza di stabilità rende impossibile capire se l’emergenza stia davvero rientrando oppure se sia necessario prepararsi a una nuova evacuazione.
Cinque ore in aeroporto, ma i voli sono pieni
Dopo la prima fuga, i turisti sono rientrati nel proprio albergo, che ha riportato danni lievi. Successivamente è stato chiesto loro di raggiungere l’aeroporto di Labuan Bajo, dove hanno trascorso cinque ore in attesa di una possibile partenza.
La comitiva è rimasta in contatto con la Farnesina e con l’ambasciata italiana a Jakarta. Sei connazionali sono riusciti a lasciare l’isola, mentre i tredici bolognesi non hanno trovato posto sui voli disponibili e hanno dovuto fare ritorno in albergo.
Le cancellazioni hanno rapidamente esaurito le sistemazioni rimaste agibili. I prezzi delle poche camere e dei bungalow ancora disponibili sono aumentati nel giro di poche ore. Le strutture sulla spiaggia, inoltre, non vengono considerate una soluzione sicura a causa del rischio di tsunami.
«Noi siamo pure fortunati a poter restare nel nostro albergo, che ha subito danni lievi», ha raccontato una delle turiste. La possibilità di avere un tetto non cancella però l’ansia provocata dalle scosse e dalla difficoltà di ricevere indicazioni certe.
Turni di notte per sorvegliare le allerte tsunami
La preoccupazione aumenta con l’arrivo del buio. Gli adulti devono rassicurare i bambini, ma sanno che una nuova scossa potrebbe far scattare un’altra allerta. Gli aggiornamenti arrivano principalmente attraverso i telefoni cellulari, diventati l’unico sistema per seguire l’evoluzione dell’emergenza.
La comitiva ha deciso di organizzare turni di sorveglianza per la notte. «Se riusciremo a dormire un po’, chi sta sveglio, cellulare in mano, è pronto a dare l’allarme se le cose tornano a complicarsi», ha spiegato una turista.
Nessuno sa ancora quando il gruppo potrà lasciare Flores. I voli in partenza risultano pieni e le scosse di assestamento rendono fragile anche la programmazione dei collegamenti. Fino a quando non verranno trovati posti disponibili, le tredici persone resteranno nell’albergo danneggiato, pronte a correre nuovamente verso le alture se la terra dovesse ricominciare a tremare con maggiore intensità.







