Bufera su Tajani per le frasi sulla sentenza Regeni, le opposizioni chiedono le dimissioni del ministro degli Esteri

Antonio Tajani

Tutti i partiti di minoranza, dal Partito Democratico ad Alleanza Verdi e Sinistra fino a Italia Viva, contestano duramente il ministro degli Esteri Antonio Tajani. I leader politici di opposizione esprimono forte indignazione per le valutazioni del vicepremier sulla recente sentenza che ha condannato in primo grado tre agenti dei servizi segreti egiziani per la morte di Giulio Regeni.

Tajani osserva che il tribunale ha riconosciuto la colpevolezza di tre persone ma non ha condannato l’Egitto come Stato. Di fronte alle proteste, il titolare della Farnesina esprime stupore per le polemiche e ribadisce la necessità di cercare la verità. Le critiche arrivano dopo la recente visita del vicepremier al Cairo e si aggiungono alle polemiche per le sue precedenti dichiarazioni sul rispetto del diritto internazionale e sulla lunghezza delle gonne.

Il governo Meloni affronta, infatti, una complessa gestione politica. Le dichiarazioni di Tajani evidenziano le difficoltà dell’esecutivo. L’Italia deve infatti chiedere l’esecuzione della pena al Cairo, pretendere i documenti ancora mancanti sulle torture e sull’omicidio, e sollecitare il risarcimento di due milioni di euro richiesto dall’Avvocatura dello Stato.

Le reazioni dei leader del centrosinistra

La segretaria del Partito Democratico Elly Schlein afferma che Tajani perde un’altra occasione per tacere ed evita un grave imbarazzo al Paese, dimostrando di non comprendere il significato della sentenza. Il deputato Giuseppe Provenzano giudica pessime le parole del vicepremier, mentre Debora Serracchiani sottolinea il rischio di assolvere l’Egitto e frenare la ricerca della verità.

Il presidente dei senatori dem Francesco Boccia evidenzia come le dichiarazioni eludano dieci anni di indagini. Il senatore Filippo Sensi manifesta vergogna per le affermazioni del ministro. Davide Faraone di Italia Viva chiede apertamente le dimissioni di Tajani per la sua inadeguatezza, mentre Nicola Fratoianni di Alleanza Verdi e Sinistra sollecita un passo indietro e ricorda la natura di sequestro, tortura e omicidio della vicenda Regeni.

Le posizioni di +Europa e Movimento Cinque Stelle

Il segretario di +Europa Riccardo Magi attribuisce al governo una posizione negazionista verso le responsabilità degli apparati del Cairo, evidenziando la copertura garantita dal regime agli agenti contumaci. La delegazione del Movimento Cinque Stelle al Parlamento Europeo annuncia la richiesta di un dibattito straordinario durante la prossima sessione plenaria a Strasburgo.

I parlamentari pentastellati ritengono inaccettabile il proseguimento delle normali relazioni tra Unione Europea ed Egitto e rifiutano la subordinazione della giustizia alla ragion di Stato. Le opposizioni unite chiedono inoltre un’informativa urgente in Aula al ministro per chiarire le future azioni del governo nei confronti delle autorità egiziane.

La replica del ministro Tajani

A margine del Forum Euromediterraneo dell’Acqua a Roma, Tajani respinge ogni accusa e dichiara di fotografare con precisione il testo della sentenza. Il ministro chiarisce che il governo intende proseguire l’azione diplomatica per individuare gli esecutori dell’omicidio. Il vicepremier ricorda i successi della diplomazia silenziosa, tra cui il rientro in Italia di Patrick Zaki e l’impegno costante per la liberazione di Nancy Guerra con la figlia. Tajani ribadisce che lo Stato italiano partecipa come parte civile al processo e garantisce il pieno rispetto della legge, definendo la sentenza di primo grado come un semplice punto di partenza per il raggiungimento della verità.