Garlasco, conto alla rovescia per Andrea Sempio: difesa riunita a Roma, entro il 28 settembre la Procura decide sul processo

Andrea Sempio

Il conto alla rovescia è cominciato. Entro il 28 settembre la Procura di Pavia dovrà decidere quale strada imboccare nell’inchiesta che vede Andrea Sempio indagato per l’omicidio di Chiara Poggi: procedere verso il processo oppure fermarsi. E mentre la scadenza si avvicina, lunedì scorso avvocati e consulenti della difesa si sono riuniti a Roma per quello che potrebbe essere stato uno degli ultimi confronti tecnici prima della decisione dei magistrati.

Una riunione importante perché sul tavolo ci sono tutti gli elementi sui quali negli ultimi mesi si è consumato il confronto tra accusa e difesa: il Dna trovato sulle unghie di Chiara, la traccia 33, la ricostruzione medico-legale dell’aggressione e soprattutto quella misteriosa impronta di scarpa a pallini rinvenuta nella villetta di via Pascoli. È proprio quest’ultimo elemento a essere diventato uno dei punti centrali della strategia dei legali di Sempio.

Garlasco, la difesa di Sempio gioca la carta della scarpa Frau

Le indagini erano state formalmente chiuse il 7 maggio e successivamente la difesa ha depositato diverse consulenze. Gli approfondimenti tecnici sono però proseguiti e uno dei terreni di maggiore confronto riguarda l’impronta attribuita a una scarpa Frau numero 42.

Quella traccia ha attraversato praticamente tutta la storia giudiziaria del delitto di Garlasco. Nel processo conclusosi con la condanna definitiva di Alberto Stasi venne ricondotta a lui nella ricostruzione accolta dai giudici. Nella nuova indagine la Procura ha sottoposto nuovamente a esame anche l’impronta, confrontandola con Andrea Sempio. Ed è qui che accusa e difesa arrivano a conclusioni differenti.

Secondo la tesi difensiva, infatti, il piede di Andrea Sempio sarebbe troppo largo per poter essere contenuto nella calzatura presa in considerazione. La consulenza dei suoi legali sostiene che la larghezza del piede dell’indagato sia incompatibile con una scarpa la cui dima interna arriverebbe a un massimo di circa 9,2 centimetri.

Il numero 42 e la risposta degli investigatori

Sempio ha sempre sostenuto di calzare il numero 44. La difesa ha inoltre effettuato prove con scarpe Frau dello stesso tipo, sostenendo che il modello numero 42 non sarebbe materialmente calzabile dall’indagato. La questione non riguarda quindi soltanto il numero della scarpa, ma soprattutto la larghezza del piede.

Esiste però un problema destinato a diventare centrale nell’eventuale confronto processuale. Gli investigatori hanno rilevato che non è possibile stabilire quali scarpe Sempio avesse a disposizione il 13 agosto 2007 né quale taglia utilizzasse all’epoca. Le misurazioni effettuate oggi, a diciannove anni dal delitto, diventano quindi uno degli elementi sui quali le parti potrebbero scontrarsi.

Per la difesa il punto rimane fondamentale: se riuscisse a dimostrare scientificamente l’impossibilità per Sempio di indossare una calzatura compatibile con quella che lasciò la traccia nella villetta, potrebbe utilizzare questo elemento per contestare la presenza dell’indagato sulla scena del crimine.

Dal Dna alla traccia 33, tutti i nodi dell’inchiesta

La scarpa non è però l’unico fronte. I consulenti della difesa hanno lavorato anche sul materiale genetico recuperato dalle unghie di Chiara Poggi, sulla ricostruzione della dinamica dell’omicidio e sulla traccia 33, individuata sulla parete destra delle scale che conducono al luogo dove venne ritrovato il corpo della giovane.

Proprio la traccia 33 è diventata uno degli elementi più discussi della nuova inchiesta dopo che gli investigatori l’hanno attribuita a Sempio. La difesa contesta la capacità di quell’impronta di dimostrare la presenza dell’indagato durante l’omicidio e ha affidato ai propri consulenti il compito di analizzarne caratteristiche e significato.

Parallelamente la Procura ha disposto ulteriori verifiche sulle consulenze depositate dai legali, con l’obiettivo dichiarato di valutarne fondatezza, rigore e affidabilità scientifica. Il termine delle indagini preliminari resta fissato al 28 settembre.

Il 28 settembre si avvicina: cosa può succedere a Sempio

È questa la data attorno alla quale ruota adesso l’intero caso Garlasco. Conclusi gli ultimi accertamenti, la Procura dovrà determinare il percorso giudiziario dell’inchiesta su Andrea Sempio.

L’eventuale prosecuzione verso il processo aprirebbe un nuovo capitolo in una vicenda giudiziaria che sembrava definitivamente chiusa dopo la condanna di Alberto Stasi a 16 anni di reclusione. Un’eventuale richiesta di archiviazione dovrebbe invece passare al vaglio del giudice, al quale spetterebbe la decisione finale sulla chiusura del procedimento.

Per questo la riunione romana di lunedì scorso assume un peso particolare. La difesa sta mettendo in ordine gli ultimi tasselli di una strategia costruita soprattutto sugli elementi scientifici, cercando di smontare uno dopo l’altro quelli che collocano Sempio nella ricostruzione investigativa.

La partita, dopo diciannove anni dall’omicidio di Chiara Poggi, torna così ancora una volta a giocarsi su pochi centimetri, frammenti di Dna e impronte rimaste per quasi due decenni dentro i fascicoli. E il 28 settembre potrebbe segnare l’inizio di una nuova fase giudiziaria del delitto di Garlasco. Tag: Garlasco, Andrea Sempio, Chiara Poggi, Alberto Stasi, delitto di Garlasco, Procura di Pavia