Garlasco, Milo Infante querelato da Stefania Cappa: a difenderlo sarà la moglie Sara Venturi, avvocato penalista

Stefania Cappa denuncia Milo Infante per diffamazione

Sarà sua moglie, l’avvocato penalista Sara Venturi, a difendere Milo Infante nella vicenda giudiziaria che lo contrappone a Stefania Cappa. Il conduttore di Verità Nascoste – Il Diario, querelato per ricettazione dopo aver mostrato in trasmissione il contenuto di un atto presentato dalla cugina di Chiara Poggi, ha deciso di affidare la propria tutela legale alla persona che gli è più vicina anche nella vita privata.

Una scelta che Infante racconta prima di tutto sul piano personale. «Ne ho parlato con mia moglie e ho detto: “Sara, vorrei che tu fossi al mio fianco in questa battaglia”. Mia moglie, che è un avvocato penalista, mi tutelerà in questa battaglia».

Chi è Sara Venturi, la moglie che difenderà Milo Infante

Sara Venturi non sarà dunque soltanto accanto al marito durante uno dei momenti più delicati della sua carriera giornalistica, ma ne assumerà direttamente la difesa in qualità di avvocato penalista.

Infante spiega la decisione con parole che intrecciano inevitabilmente professione e vita privata: «Mi sembra giusto che sia una battaglia di famiglia, visto che è talmente infame questa accusa che mi fa piacere avere mia moglie, che è la persona che vorrei avere accanto sempre nella vita nei momenti difficili».

Il conduttore ha quindi scelto di affidarsi alla competenza professionale della moglie per affrontare la querela presentata da Stefania Cappa. E proprio con il passaggio della vicenda nelle mani dei legali ha annunciato di voler interrompere i commenti pubblici: «Non parlerò più di questa vicenda perché ormai è in mano agli avvocati».

Infante chiede di essere ascoltato dalla Procura di Milano

Contemporaneamente Infante ha fatto sapere di essersi messo a disposizione degli inquirenti. «Ho già chiesto di essere sentito dalla Procura di Milano dove dovesse essere utile per riferire di tutto quello che mi è consentito, che la mia deontologia professionale mi consente».

La querela per ricettazione di Stefania Cappa è legata alla scelta del giornalista di mostrare durante la prima puntata di Verità Nascoste – Il Diario il contenuto di un altro atto presentato dalla stessa Cappa.

In quell’esposto venivano chiamati in causa Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, Alessandro De Giuseppe, inviato de Le Iene, e Francesco Marchetto, ex comandante della stazione dei Carabinieri di Garlasco. Secondo quanto contenuto nell’atto, Cappa ipotizzava l’esistenza di una regia organizzata volta a indirizzare l’attenzione mediatica e investigativa verso la sua famiglia nell’ambito delle nuove indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.

La querela di Stefania Cappa e la risposta del conduttore

Infante aveva già reagito duramente alla contestazione, sottolineando la gravità del reato che gli viene attribuito e collegando la vicenda al tema della libertà di stampa. «Fa un po’ effetto che un avvocato contesti a un giornalista un reato che è molto grave, è un reato infamante, che non appartiene alla professione giornalistica», aveva dichiarato.

Il giornalista aveva anche raccontato di aver affrontato la questione con Mauro Crippa, direttore generale dell’informazione Mediaset, rivendicando la volontà di assumersi personalmente le conseguenze dell’eventuale procedimento: «Se io sono colpevole del reato di ricettazione è giusto che paghi di tasca mia, perché questo reato non appartiene alla professione giornalistica».

Adesso, però, la strategia cambia. Infante sceglie il silenzio sulla vicenda e affida la risposta alle carte giudiziarie. Al suo fianco ci sarà Sara Venturi: moglie nella vita privata e avvocato penalista nella battaglia legale aperta dalla querela di Stefania Cappa.