Garlasco, Taccia contro Giletti in diretta tv: «Sempio sceglie conduttori super partes, si informi meglio». Scontro sui video intimi di Chiara Poggi

Angela Taccia

Garlasco, Angela Taccia contro Giletti: la nuova battaglia televisiva sul delitto di Chiara Poggi esplode in diretta su Rai 3, trasformando il confronto tra il conduttore e l’avvocata di Andrea Sempio in uno degli scontri più accesi delle ultime settimane. A innescare la polemica è una battuta di Massimo Giletti sulle frequenti apparizioni dell’indagato a Quarto Grado. Angela Taccia risponde mettendo in discussione, neppure troppo velatamente, l’imparzialità della conduzione. Ma il vero scontro arriva poco dopo, quando la discussione si sposta sui video intimi della vittima e sulle intercettazioni che, secondo l’accusa, collegherebbero Sempio alla conoscenza di quei filmati.

La scena si consuma durante la puntata di lunedì 5 ottobre de Lo Stato delle cose, dedicata anche alle ultime novità dell’inchiesta. In studio c’è Antonio De Rensis, uno dei difensori di Alberto Stasi, mentre Taccia rappresenta la posizione di Sempio. Il confronto, inizialmente concentrato sugli sviluppi giudiziari, diventa rapidamente una disputa sulla correttezza dell’informazione televisiva e sul rischio di presentare come dimostrati elementi ancora controversi.

Taccia contro Giletti: la frecciata su Quarto Grado e la risposta sull’imparzialità

A provocare la prima reazione è Giletti, che osserva come Andrea Sempio partecipi spesso a Quarto Grado, lasciando intendere una preferenza per quella trasmissione. La risposta di Angela Taccia arriva immediatamente: «Non colgo la sua provocazione, lui andrà dove pensa che la conduzione sia super partes». Una frase che trasforma una battuta sulle scelte televisive dell’indagato in una contestazione diretta al conduttore.

Taccia non indica esplicitamente Giletti come un giornalista di parte, ma il significato della replica appare evidente nel contesto dello scambio. Il tema, del resto, è particolarmente delicato per una difesa che da mesi contesta il modo in cui alcune indiscrezioni investigative vengono presentate al pubblico. La tensione aumenta quando il programma affronta uno degli aspetti più controversi della nuova inchiesta: la presunta conoscenza, da parte di Sempio, dei video intimi conservati su una chiavetta appartenente a Chiara Poggi.

I video intimi di Chiara Poggi: «Giletti, si informi meglio»

Il conduttore sostiene che l’esistenza dei filmati intimi sulla chiavetta sarebbe diventata pubblica soltanto quest’anno, mentre Sempio ne avrebbe parlato già nell’aprile 2025. Il ragionamento suggerisce quindi un possibile interrogativo sull’origine delle informazioni possedute dall’indagato. Taccia interrompe questa ricostruzione, affermando che l’argomento era stato affrontato pubblicamente molti anni prima.

L’avvocata richiama trasmissioni televisive e articoli risalenti al 2008 e al 2009, invitando Giletti a verificare la documentazione dell’epoca. «Si informi meglio, se dice una cosa non vera poi ci va di mezzo una persona reale», protesta la legale, che nega inoltre che Sempio abbia mai avuto materialmente tra le mani la chiavetta di Chiara. Il conduttore interpreta inizialmente la contestazione come una smentita della ricostruzione proposta dal programma, ma Taccia precisa di non averla definita falsa: sostiene piuttosto che potrebbe esserci stata un’interpretazione errata della consulenza tecnica.

Le intercettazioni di Sempio e lo scontro con Francesco Borgonovo

La discussione si accende ulteriormente quando interviene Francesco Borgonovo, richiamando un’intercettazione nella quale Sempio avrebbe parlato della chiavetta e dei video. Per il giornalista, quelle parole rappresenterebbero un elemento da confrontare con le dichiarazioni della difesa. Taccia contesta però la lettura dell’audio e sostiene che le conversazioni debbano essere analizzate tecnicamente prima di attribuire loro un significato definitivo.

La legale insiste sulla differenza tra l’interpretazione investigativa e ciò che, a suo giudizio, emerge realmente dalla registrazione. Precisa inoltre che non esisterebbe una prova certa del fatto che Sempio abbia visto i filmati, così come non sarebbe possibile dimostrare il contrario sulla sola base delle informazioni discusse in trasmissione. È proprio questa incertezza, secondo Taccia, a imporre prudenza nel racconto televisivo, soprattutto quando riguarda una persona ancora sottoposta a indagine.

La battuta di Giletti: «Se parlasse meno in macchina avrebbe meno lavoro»

Nel momento di maggiore tensione, Massimo Giletti osserva che, se Andrea Sempio parlasse meno durante i suoi spostamenti in automobile, probabilmente la sua avvocata avrebbe meno lavoro. Taccia replica con una battuta amara, ammettendo che vivrebbe certamente meglio, ma torna subito a contestare il modo in cui il programma presenta gli elementi dell’inchiesta.

La legale accusa la trasmissione di alimentare dubbi senza chiarire adeguatamente il valore delle informazioni disponibili. Giletti ribatte ricordando che Sempio ha scelto di non rispondere alle domande dei magistrati, una decisione che rientra pienamente nei suoi diritti difensivi e che non può essere interpretata come prova di colpevolezza.

Lo scontro televisivo mette in evidenza una delle questioni più controverse del caso Garlasco: il confine tra diritto di cronaca, ricostruzione giornalistica e tutela delle persone coinvolte nelle indagini. Alberto Stasi resta condannato in via definitiva a sedici anni per l’omicidio di Chiara Poggi, mentre Andrea Sempio respinge le accuse formulate nei suoi confronti. Le intercettazioni e le consulenze tecniche saranno valutate nelle sedi giudiziarie, ma intanto la battaglia sulla loro interpretazione continua anche davanti alle telecamere.