Il mondo piange Dolly Parton: dalle umili origini al successo di “Jolene”, i featuring con Miley Cyrus e Måneskin fino al “no” ad Elvis Prisley

Dolly Parton

Il mondo della musica piange una delle sue icone più luminose, un’artista che ha saputo trasformare un’immagine “artificiale” in un simbolo di autenticità assoluta. Dolly Parton ci ha lasciati all’età di 80 anni, ma la sua eredità – fatta di melodie immortali e scelte coraggiose – resterà scolpita nella storia della cultura country-pop.

La notizia della scomparsa di Dolly è arrivata come un fulmine a ciel sereno attraverso un video del nipote Bryan Seaver. Negli ultimi mesi, l’artista aveva annullato diverse apparizioni pubbliche, tra cui una residenza a Las Vegas e alcuni eventi a Dollywood, a causa di problemi di salute mai del tutto chiariti.

La morte del marito un anno fa

A pesare sul suo stato d’animo era stata probabilmente anche la scomparsa del marito Carl Dean, avvenuta nel marzo 2025. I due erano legati dal 1966: un amore riservatissimo, durato quasi sessant’anni, lontano dai riflettori di Hollywood. Dolly aveva scelto consapevolmente di non avere figli, dedicando ogni fibra del suo essere alla musica e ai suoi fan.

Cantautrice e performer, Dolly ha attraversato sette decenni di carriera restando fedele a se stessa: capelli platino, curve esibite con orgogliosa ironia e quell’inconfondibile accento del Tennessee. Definita scherzosamente “orgogliosamente artificiale, ma profondamente autentica”, Dolly ha trasformato i suoi capelli platino e la sua ironia in un marchio globale, nascondendo dietro l’estetica appariscente una delle penne più brillanti della storia, con oltre 3.000 canzoni firmate.

La storia

Nata quarta di dodici figli in una famiglia di agricoltori poverissima e devota, Dolly muove i primi passi cantando tra i banchi di una piccola chiesa di montagna. La sua non è stata una scalata facile, ma la determinazione era totale. Appena tredicenne incide i primi brani e, poco dopo, riceve la benedizione di Johnny Cash al Grand Ole Opry: “Non mollare mai”, le disse l’Uomo in Nero. Il giorno dopo il diploma, nel 1964, Dolly prende un autobus per Nashville. Ha diciannove anni, pochi dollari in tasca e il talento necessario per riscrivere le regole del country.

Dolly Parton
Dolly Parton

Il “no” a Elvis Presley

La carriera di Dolly Parton è costellata di successi, ma è nel 1974 che la sua vita cambia per sempre. Nasce “Jolene”, ispirata a una tentazione che minacciava il suo matrimonio, e nasce soprattutto “I Will Always Love You”. Pochi sanno che Elvis Presley moriva dalla voglia di inciderne una cover. Dolly, a malincuore rifiutò perché il manager di Presley pretendeva la metà dei diritti d’autore. Lei disse di no, preferendo restare l’unica proprietaria della sua creatura. Ad oggi possiamo dire una scelta visionaria perché la versione cantata da Whitney Houston ha generato guadagni multimilionari, trasformando quel brano in un inno globale cantato da intere generazioni. Tuttora attualissimo.

Il legame indissolubile con Carl Dean

Dietro le luci della ribalta, la vita privata di Dolly Parton è stata segnata da un amore rarissimo nello showbiz: quello per Carl Dean. Sposati nel 1966, quando lei aveva solo 18 anni, i due sono rimasti uniti per quasi sei decenni, fino alla scomparsa di Carl nel marzo 2025. Un’unione fatta di stima e rispetto che ha sfidato due secoli.

“Carl e io abbiamo trascorso insieme molti anni meravigliosi. Le parole non possono rendere giustizia all’amore che abbiamo condiviso per oltre sessant’anni”, aveva scritto Dolly sui social poco dopo la morte del marito. Una perdita che aveva segnato profondamente gli ultimi mesi della star, che nonostante il dolore ha continuato a essere un faro per i suoi fan fino all’ultimo.

La sua figlioccia: Miley Cyrus

Dolly Parton non ha avuto figli naturali, ma ha lasciato un’eredità artistica e affettiva enorme nella sua “figlioccia” più famosa: Miley Cyrus. Scelta come madrina dal padre di Miley, la star country Billy Ray Cyrus, Dolly non è stata solo una guida spirituale per la giovane popstar di Wrecking Ball e Flowers, ma anche una parente: le due erano infatti cugine di settimo grado.

Un legame di sangue e di talento che ha visto Dolly apparire anche nella serie Hannah Montana, accompagnando Miley nel suo percorso verso il successo mondiale. Celebre è stato il loro duetto sulle note di “Jolene” al Miley’s New Year’s Eve Party. Uno speciale di Capodanno condotto da Miley Cyrus e Dolly Parton trasmesso dalla NBC, in cui hanno riproposto il classico insieme ad altri brani.

Dolly Parton e Miley Cyrus nella serie Hannah Montana
Dolly Parton e Miley Cyrus nella serie Hannah Montana

Dolly Parton e la band italiana “Måneskin

Circa due anni fa il rock graffiante dei Måneskin ha incontrato l’anima country di Dolly Parton in una collaborazione che unisce generazioni e stili diversi. La celebre giovane band italiana, che in pochi anni ha scalato le classifiche internazionali diventando un fenomeno di successo in tutto il mondo, ha infatti duettato con l’icona statunitense sulle note di “Jolene”.

Il duetto è stato inserito nella versione deluxe dell’album Rockstar, progetto con cui Dolly Parton ha debuttato al terzo posto della US Billboard 200. Per celebrare l’uscita, la voce di 9 to 5 ha condiviso sui social un video dell’incontro con Damiano, Victoria, Ethan e Thomas, accompagnato da un caloroso ringraziamento: “Grazie Måneskin”.

Curiosità oltre il personaggio

Dolly Parton non è stata solo una voce, ma una forza della natura filantropica. Il suo impero non si limita ai 100 milioni di dischi venduti e agli 11 Grammy: dal 1995 ha donato milioni di libri gratuiti ai bambini di tutto il mondo con l’Imagination Library, durante la pandemia, la sua donazione milionaria è stata fondamentale per lo sviluppo del vaccino anti-Covid, ha fondato Dollywood, il suo parco a tema in Tennessee è oggi una delle mete turistiche più visitate degli Stati Uniti, un monumento vivente alla sua storia.

Pochi giorni prima di lasciarci, era stata inaugurata a Nashville la mostra Life of Many Colors Museum. Un ultimo regalo ai suoi sostenitori, per celebrare una vita vissuta a colori, tra paillettes, umiltà e un talento che non conoscerà mai il tramonto.

Bandiere a mezz’asta e omaggi

Il presidente Usa su Truth scrive: “Non c’è mai stata e mai ci sarà un’altra come lei”. Poi l’annuncio: “In suo onore, farò abbassare a mezz’asta la bandiera americana in tutti gli Stati Uniti per una settimana, a partire da stasera alle 18:00. Riposa in pace, Dolly! Il mondo ti vuole bene”. A seguito della diffusione della notizia, numerosi sono stati gli omaggi negli USA in ricordo dell’artista. Infatti l’Empire State Building a New York e la ruota panoramica di Santa Monica si sono illuminati di rosa per salutare la grande icona che è stata Dolly Parton.