Trump, l’anello da 30mila dollari e poi lo stop ai dazi sui diamanti: due senatori Usa indagano sulla «tangente mascherata»

Donald Trump

Un anello d’oro da circa 30mila dollari regalato a Donald Trump. Poche settimane più tardi, l’esenzione dai nuovi dazi americani per i diamanti europei. La successione temporale ha attirato l’attenzione di due senatori democratici statunitensi, che ora vogliono capire se tra i due fatti esista un collegamento e arrivano a evocare il sospetto di una «tangente mascherata».

Il gioiello arriva dal World Diamond Centre di Anversa (AWDC), la potente organizzazione che rappresenta uno dei principali distretti mondiali delle pietre preziose. Ufficialmente il regalo celebrava i 250 anni dell’indipendenza americana. Ma l’anello sembra decisamente costruito attorno alla figura del presidente: oro a 18 carati, 321 diamanti, 56 zaffiri, 13 smeraldi e sei rubini, con le pietre disposte a formare due lettere «T» e i numeri «45» e «47», quelli dei due mandati di Trump alla Casa Bianca.

L’anello per Trump e l’esenzione arrivata poche settimane dopo

Il punto sul quale si concentrano i senatori Elizabeth Warren e Richard Blumenthal riguarda soprattutto ciò che è accaduto dopo la consegna. A fine luglio l’amministrazione Trump ha infatti concesso all’industria europea dei diamanti – e quindi soprattutto al gigantesco distretto di Anversa – l’esenzione dai nuovi dazi doganali. Una decisione economicamente rilevantissima per il Belgio: ogni anno Anversa esporta negli Stati Uniti diamanti tagliati per circa 2 miliardi di dollari, pari a circa il 16% del commercio belga del settore.

Warren e Blumenthal hanno aperto un’inchiesta e il 10 agosto hanno inviato una lettera all’AWDC. Il sospetto espresso dai due democratici è pesante: il gioiello potrebbe rappresentare una «tangente mascherata» destinata a ottenere un trattamento commerciale favorevole dall’amministrazione americana. Non esiste, al momento, alcuna prova che dimostri uno scambio tra il dono e l’esenzione. Ma proprio la vicinanza temporale tra i due eventi ha spinto i senatori a chiedere chiarimenti.

Warren e Blumenthal: «Interrogativi inquietanti»

Secondo i due parlamentari, il caso solleva «interrogativi inquietanti» sulla possibilità che soggetti economici stranieri possano tentare di ottenere favori dal presidente attraverso regali di grande valore. Anche alcune comunicazioni iniziali dell’organizzazione belga hanno attirato la loro attenzione. L’AWDC aveva infatti presentato il dono facendo riferimento anche alle relazioni commerciali con gli Stati Uniti, principale mercato di esportazione per i diamanti di Anversa.

L’organizzazione respinge però qualsiasi collegamento. «La discussione sui dazi all’importazione e il dono dell’anello sono due cose del tutto distinte», sostiene l’AWDC, che lega il gioiello esclusivamente alle celebrazioni per il 250° anniversario dell’indipendenza americana. Anche la Casa Bianca nega qualsiasi rapporto tra regali e decisioni commerciali e sostiene che l’amministrazione agisca esclusivamente nell’interesse degli Stati Uniti.

Non è il primo regalo di lusso seguito da uno sconto sui dazi

A rendere il caso ancora più delicato c’è un precedente. L’amministrazione Trump aveva già ridotto i dazi sulle importazioni svizzere dopo che alcuni imprenditori elvetici avevano regalato al presidente un lingotto d’oro personalizzato del valore superiore ai 130mila dollari e un prezioso orologio da tavolo Rolex, anch’esso d’oro.

Anche in quel caso la successione degli eventi aveva alimentato polemiche. Adesso l’anello di Anversa riporta la questione al centro dell’attenzione politica americana. Per l’industria belga, del resto, la posta in gioco era enorme. L’introduzione della tariffa generalizzata del 10% sulle importazioni negli Stati Uniti aveva messo a rischio, secondo le stime del settore, circa 10mila posti di lavoro. Poi, il 24 luglio, è arrivata l’esenzione.

Il nodo dell’inchiesta: Trump sapeva cosa volevano i donatori?

La questione giuridica non riguarda dunque il semplice fatto che Trump abbia ricevuto un regalo costoso. Come spiega Daniel Richman, docente di diritto alla Columbia University, quando un dono coincide temporalmente con un successivo atto ufficiale diventa essenziale ricostruire che cosa sapesse il destinatario delle aspettative di chi gli aveva consegnato quel regalo.

È esattamente ciò che Warren e Blumenthal intendono verificare. Per ora restano due fatti distinti: un anello da 30mila dollari consegnato a Donald Trump e un’esenzione commerciale ottenuta poche settimane più tardi dall’industria rappresentata dai donatori. L’inchiesta dei due senatori dovrà stabilire se tra quei due fatti esista soltanto una coincidenza oppure qualcosa di più.