Inchiesta corruzione a Palermo, Gaetano Armao al palazzo di giustizia: “Sono sereno”

Gaetano Armao

Il professor Gaetano Armao, accusato di corruzione, intende chiarire la propria posizione davanti al giudice, sostenendo che la ricostruzione della procura non corrisponde alla realtà dei fatti. Nonostante le sollecitazioni dei giornalisti a fornire ulteriori dettagli, Armao si è poi diretto verso l’interno dell’edificio giudiziario, dove la giudice Giuseppa Zampino lo attendeva per l’interrogatorio di garanzia.

Chiesto l’arresto per Armao e e per il suo amico e collega Matta

La procura di Palermo ha richiesto la misura dell’arresto nei confronti di Armao e del suo amico e collega Pierluigi Matta. Secondo la ricostruzione degli investigatori della squadra mobile, Matta avrebbe beneficiato di svariate consulenze aziendali e una parte del denaro ricavato sarebbe successivamente giunta ad Armao sotto forma di contanti. Nella stessa mattinata erano programmati gli interrogatori del deputato regionale Giuseppe Lombardo, dello stesso Matta e di Luigi Zancla, esponente della Samo. Zancla ha scelto di avvalersi della facoltà di non rispondere, così come Matta, il quale ha tuttavia rilasciato alcune dichiarazioni spontanee.

Le argomentazioni della difesa e la richiesta per Matta

Uscendo dal palazzo di giustizia, l’avvocato Giovanni Di Benedetto ha ribadito il pieno rigetto delle accuse contestate dalla procura. La difesa di Matta ha presentato una memoria difensiva per contestare formalmente alcune intercettazioni, evidenziando come in due trascrizioni sia stato erroneamente inserito il nome di Gaetano. Il legale ha ricordato che tra Armao e Matta esiste un legame di amicizia quarantennale e che Matta ha assistito professionalmente il professore in diverse procedure esecutive, conoscendone in modo approfondito la situazione debitoria. Secondo questa linea difensiva non vi sarebbe stata alcuna tangente, ma soltanto un supporto economico fornito a un amico in difficoltà.

Nel corso dell’udienza la procura ha modificato la richiesta della misura cautelare destinata a Matta, passando dalla custodia in carcere agli arresti domiciliari. Il cambio di orientamento è legato al compimento dei settant’anni da parte dell’indagato, circostanza che ha spinto i pubblici ministeri ad adeguarsi alle disposizioni di legge in materia di età.

L’impianto accusatorio e le indagini della Squadra Mobile su Armao

L’indagine segna una seconda fase di interrogatori orientata a fare luce su un ipotizzato sistema di corruzione incentrato sulla figura di Armao, esperto del presidente della Regione e vertice della commissione tecnica specializzata sulle autorizzazioni ambientali. Nelle intercettazioni gli inquirenti hanno registrato la sollecitazione e l’ansia di Armao nell’incontrare l’amico Matta, chiedendo dettagli sui tempi e sulle somme previste. Per i magistrati palermitani tali espressioni costituiscono un chiaro riferimento ai versamenti illeciti.

Gli agenti della sezione anticorruzione della Squadra Mobile di Palermo hanno documentato fotograficamente gli scambi di denaro tra Matta e Armao, avvenuti sia all’interno di autovetture sia presso il collegio San Rocco, sede della facoltà di Scienze politiche. Un dispositivo di videoripresa ha inoltre individuato il luogo in cui il contante veniva custodito all’interno dello studio professionale di via Noto, nascosto in un contenitore cilindrico situato dentro la cassa di un orologio a pendolo.