Nuove ombre su Gaetano Armao: la Procura di Palermo indaga su una mazzetta consegnata al Senato

Gaetano Armao

Gli inquirenti della Procura di Palermo hanno depositato un’articolata nota della Squadra Mobile che documenta la consegna di una presunta tangente a Gaetano Armao all’interno del Palazzo del Senato della Repubblica. L’episodio, registrato dagli investigatori tramite uno spyware installato sul cellulare dell’avvocato ed ex esponente politico palermitano, colloca il momento dello scambio di denaro negli uffici romani di via degli Staderari durante un incontro con un imprenditore pugliese.

Le intercettazioni ambientali di Armao in Senato

Le microspie della polizia hanno captato il momento in cui l’imprenditore Mario Gaetano Doronzo, aggiudicatario dei lavori di risistemazione della fascia costiera di Santa Maria del Focallo nel comune di Ispica, avrebbe consegnato il denaro ad Armao, presidente del consiglio consultivo tecnico per l’opera. Nelle registrazioni si distingue chiaramente il fruscio di buste e la voce del costruttore che dichiara di saldo dell’accordo per accelerare l’iter di un’autorizzazione pubblica. Contestualmente, la conversazione ha toccato anche l’anticipazione sull’imminente bando di gara da quarantacinque milioni di euro per il porto di Santo Stefano di Camastra.

La richiesta di intervento su un magistrato del Consiglio di Stato

Oltre alla gestione delle pratiche amministrative relative all’appalto idrogeologico, gli atti giudiziari evidenziano la richiesta dell’imprenditore di intercedere presso un giudice del Consiglio di Stato per influenzare l’esito di un ricorso in appello dopo un giudizio sfavorevole del Tar. L’avvocato palermitano si sarebbe mostrato disponibile a verificare la fattibilità dell’aggancio, promettendo di approfondire la questione prima della discussione della causa prevista per la fine del mese successivo.

Le perquisizioni della Polizia e i riscontri documentali

I magistrati palermitani hanno disposto un imponente piano di perquisizioni nei confronti degli indagati, portando al sequestro di dispositivi informatici, archivi digitali e documentazione cartacea negli studi e nelle abitazioni private. Gli agenti della Squadra Mobile stanno attualmente esaminando il materiale informatico attraverso specifiche parole chiave legate a consulenze, fatturazioni e provvedimenti ambientali, estendendo i riscontri investigativi anche alle figure di vertice della burocrazia e dell’amministrazione regionale siciliana citate negli atti.