Soldi nel sacchetto dell’immondizia e mazzette nell’orologio: l’inchiesta su Armao fa tremare la politica siciliana

«Mettili qua, nel sacchetto dell’immondizia», diceva Armao ridendo all’amico mentre contava i contanti all’interno dell’automobile. Le immagini registrate dagli investigatori della squadra mobile di Palermo mostrano l’ansia e la gestione quotidiana delle presunte tangenti da parte di Gaetano Armao, noto avvocato, docente universitario, ex vicepresidente della Regione Siciliana e marito dell’ex capo di gabinetto del ministro Nordio. Le cimici piazzate dalle forze dell’ordine hanno ripreso i passaggi di denaro con l’amico e collega Pierluigi Matta, anch’egli avvocato e cultore della materia a Scienze politiche.

Secondo la Procura a incassare le tangenti era Matta

Secondo l’accusa mossa dalla procura diretta da Maurizio de Lucia, Matta incassava le rate di consulenze fittizie pagate da aziende che cercavano corsi preferenziali presso la commissione per le autorizzazioni ambientali, presieduta proprio da Armao. I soldi, una volta riscossi, venivano consegnati in contanti al professore. Durante le perquisizioni disposte dagli inquirenti, la polizia ha perquisito lo studio di via Noto, sequestrando un involucro cilindrico nascosto all’interno di un orologio a pendolo, considerato il nascondiglio sicuro delle mazzette. L’indagato si difende respingendo le accuse e ricordando di aver gestito nella sua carriera amministrativa risorse per oltre duecentocinquanta miliardi di euro senza mai ricevere alcuna contestazione.

Lo scambio nell’auto di Armao

I passaggi di denaro documentati nell’inchiesta ricostruiscono una sequenza dettagliata di episodi. Il primo scambio tracciato risale al 6 ottobre dello scorso anno a bordo di una Smart Forfour, quando la somma consegnata sarebbe servita a favorire i dossier della Compagnia Valdostana delle Acque. In quell’occasione Armao sollecitava il collega a richiedere gli anticipi sulle parcelle, indicando dove riporre la busta con i contanti.

Un secondo episodio si è verificato il 9 febbraio successivo presso il Collegio San Rocco, sede della facoltà di Scienze politiche. Gli agenti di polizia, mimetizzati tra gli studenti, hanno seguito i movimenti dei due indagati. In quella circostanza Armao ha consegnato il proprio cappotto a Matta chiedendogli di lasciarlo in macchina insieme alle chiavi della vettura. Ha poi sistemato nella tasca del soprabito l’involucro di carta contenente il denaro prelevato poco prima in banca, trasferendolo successivamente nello studio professionale per riporlo nell’orologio.

I favori alla Onlus e le richieste di custodia cautelare

L’indagine mette in luce un sistema di favori che avrebbe coinvolto settori delicati come quello della sanità. Tra i dossier citati nelle intercettazioni figura la Onlus S.a.m.o., attiva nell’assistenza ai malati oncologici. Il presidente dell’associazione, Luigi Zancla, si vantava della rete di contatti spiegando la posizione di rilievo ricoperta dal suo referente all’interno della segreteria legale della presidenza regionale.

Tra le azioni contestate figura anche la raccomandazione rivolta al superburocrate Salvatore Iacolino per bloccare un decreto dell’assessore alla Sanità che avrebbe allargato la rete di assistenza oncologica, evitando così la nascita di possibili concorrenti per la struttura privata. I magistrati hanno sollecitato la custodia in carcere per Armao e Matta con la sospensione dagli incarichi per un anno, mentre per il deputato regionale Giuseppe Geremia Lombardo e per sei imprenditori sono stati chiesti gli arresti domiciliari e le interdittive. La decisione del giudice per le indagini preliminari Zampino giungerà al termine degli interrogatori fissati per il 12 e il 13 ottobre.

Il ruolo centrale di Gaetano Armao

Gaetano Armao rappresenta la figura di maggior rilievo tra i soggetti coinvolti nell’indagine della magistratura palermitana. Avvocato amministrativista, docente universitario ed ex vicepresidente della Regione Siciliana, ha ricoperto fino a tempi recenti l’incarico di responsabile della segreteria legale della presidenza regionale. I magistrati lo ritengono il beneficiario finale delle mazzette in contanti erogate per velocizzare le pratiche ambientali e sanitarie. La Procura ha sollecitato per lui la misura della custodia cautelare in carcere e la sospensione dai pubblici uffici.

L’intermediario e i referenti politici

Pierluigi Matta, avvocato e cultore della materia all’università, e indicato dagli inquirenti come il braccio destro e l’esecutore materiale dei passaggi di denaro. Il suo compito era quello di incassare le somme da aziende e Onlus attraverso la fatturazione di consulenze fittizie, provvedendo poi a consegnare il contante ad Armao. Per lui i pubblici ministeri hanno chiesto la custodia in carcere. Nell’inchiesta figura anche Giuseppe Geremia Lombardo, deputato regionale dell’Mpa, nei cui confronti è stata avanzata la richiesta degli arresti domiciliari con l’accusa di aver partecipato a dinamiche di favoritismi e pressioni politiche.

Gli imprenditori e il settore dell’assistenza sanitaria

Tra i soggetti appartenenti al mondo privato spicca Luigi Zancla, presidente della Onlus S.a.m.o., società attiva nell’assistenza ai malati oncologici. Zancla avrebbe fatto ricorso al presunto sistema di corruttela per proteggere la propria struttura dalla concorrenza, chiedendo interventi mirati sui decreti regionali in materia sanitaria. Insieme a lui figurano altri sei imprenditori del territorio e dirigenti di società private per i quali la magistratura ha richiesto gli arresti domiciliari e le interdittive professionali, in attesa delle decisioni del giudice per le indagini preliminari.