Un nuovo terremoto giudiziario scuote i palazzi della politica siciliana. La procura guidata da Maurizio de Lucia ha avanzato una richiesta di arresti domiciliari nei confronti di Gaetano Armao, figura di spicco della vita pubblica dell’isola. Avvocato amministrativista, docente universitario e marito dell’ex capo di gabinetto del ministero della Giustizia Giusi Bartolozzi, Armao ha ricoperto il ruolo di vicepresidente della Regione e di assessore all’Economia durante la giunta guidata da Nello Musumeci. L’incarico più recente affidato ad Armao e stato quello di presidente della commissione tecnica specialistica per le autorizzazioni ambientali.
Le contestazioni dei magistrati e l’interrogatorio di garanzia
Nella mattinata di oggi gli agenti della squadra mobile guidati da Antonio Sfameni hanno notificato ad Armao la convocazione emessa dal giudice per le indagini preliminari per svolgere l’interrogatorio. Il pool d’inchiesta coordinato dalla procuratrice aggiunta Francesca Mazzocco sollecita l’applicazione di misure cautelari non soltanto per l’ex presidente del comitato tecnico, ma anche per diversi professionisti, imprenditori e funzionari pubblici che avrebbero ottenuto presunti favori. Tra i destinatari delle richieste figura inoltre il deputato regionale dell’Mpa Giuseppe Geremia Lombardo, nipote di Raffaele Lombardo.
I reati ipotizzati e i soggetti coinvolti nelle indagini
Le misure cautelari sollecitate dai magistrati riguardano complessivamente una vasta platea di indagati, tra i quali figurano Giuseppe Argiro, Benedetta Costanzo, Mario Lupo, Marco Gentile Malacarne, Pietro Luigi Matta, Sergio Vella e Luigi Zancla. Attraverso una nota ufficiale, il procuratore Maurizio de Lucia ha chiarito il quadro delle accuse contestate, precisando che le ipotesi di reato vertono sulla corruzione per un atto contrario ai doveri d’ufficio e sulla corruzione per l’esercizio della funzione.







