Omicidio di Momo, l’ombra del satanismo dietro l’omicidio di Torino: la rivelazione sull’amante della moglie e i nuovi misteri del delitto

L’omicidio di Momo

L’ombra del satanismo entra nella storia dell’omicidio di Mikel Rroku detto Momo, il 55enne di origine albanese ucciso a Torino, nel quartiere delle Vallette. A evocarla non è un’indagine su presunti rituali, ma una testimonianza che riguarda Duccio Fragiacomo, il nuovo compagno di Laura Bordello, moglie della vittima. Sarebbe stata proprio Laura, parlando con una conoscente, a descrivere l’amante come un satanista. Una rivelazione sorprendente, emersa mentre continuano ad affiorare particolari sulla relazione tra i due e sulle settimane che precedettero la morte di Rroku.

La vicenda è tornata al centro dell’attenzione anche durante Dentro la notizia, il programma condotto da Gianluigi Nuzzi. Tra le circostanze raccontate compare un episodio apparentemente lontanissimo dalla cronaca nera: Laura avrebbe cercato di regalare il canarino di casa a un vicino. Un gesto domestico che, inserito nella ricostruzione degli ultimi giorni della vittima, suscita nuove domande. Ma è soprattutto il riferimento al satanismo a introdurre un elemento finora rimasto ai margini del racconto pubblico dell’omicidio.

L’amante di Laura era satanista? La confidenza che riaccende il caso Rroku

A raccontare il particolare sarebbe stata la titolare di un’attività commerciale vicina all’abitazione di Mikel Rroku, in via Verolengo, a Torino. Secondo la sua testimonianza, Laura Bordello le avrebbe parlato del nuovo compagno definendolo un satanista. Un’affermazione che oggi assume una risonanza particolare, considerando che Fragiacomo è accusato, insieme alla donna, dell’omicidio del marito.

La domanda è inevitabile: che cosa intendeva Laura quando descriveva così il suo amante? Si riferiva a convinzioni dichiarate dall’uomo, a una particolare visione religiosa oppure utilizzava un’espressione provocatoria? Per il momento non emergono riscontri sufficienti per stabilirlo. E soprattutto non risultano elementi che colleghino il delitto a rituali satanici o a un movente occultistico.

Questo non rende meno interessante la testimonianza. La parola sarebbe stata utilizzata dalla stessa donna che oggi si trova al centro dell’inchiesta, e riguarda l’uomo con il quale aveva intrapreso una nuova relazione. Un particolare che potrebbe contribuire a ricostruire il contesto personale dei protagonisti, purché non venga confuso con una prova delle loro responsabilità o delle motivazioni dell’omicidio.

Omicidio di Mikel Rroku, il satanismo e le domande ancora senza risposta

L’inchiesta riguarda la morte di Rroku, avvenuta secondo la ricostruzione investigativa il 30 giugno 2026. Il corpo dell’uomo venne ritrovato il 6 luglio nell’abitazione di via Verolengo. Laura Bordello e Duccio Fragiacomo sono accusati di omicidio aggravato e premeditato, mentre gli investigatori lavorano per ricostruire la dinamica del delitto e i rapporti tra i protagonisti.

Secondo l’ipotesi accusatoria, al centro della vicenda ci sarebbero la nuova relazione della donna e la volontà di liberarsi del marito, considerato un ostacolo. Tra gli aspetti presi in esame figura anche la disponibilità dell’appartamento popolare nel quale viveva Rroku. Si tratta della ricostruzione degli inquirenti, che dovrà trovare conferma nelle sedi giudiziarie.

In questo quadro, il riferimento al satanismo rappresenta un elemento distinto dal movente finora ipotizzato. Non ci sono prove che le convinzioni attribuite a Fragiacomo abbiano influenzato il delitto. Resta invece da capire se l’uomo si definisse effettivamente satanista e se questa circostanza fosse conosciuta anche da altre persone vicine alla coppia.

Il mistero del canarino che Laura voleva regalare a un vicino

Un secondo particolare, emerso nel racconto televisivo di Dentro la notizia, riguarda il canarino che Laura avrebbe cercato di regalare a un vicino di casa. Una circostanza insolita soltanto se osservata alla luce di ciò che è accaduto successivamente, ma che potrebbe avere spiegazioni del tutto ordinarie.

La questione fondamentale riguarda il momento in cui la donna avrebbe tentato di affidare l’animale a qualcun altro. L’episodio precedette la morte del marito oppure avvenne nei giorni successivi? La collocazione temporale non risulta ancora sufficientemente chiarita e, senza questo dato, sarebbe scorretto attribuire al gesto un significato preciso.

Il canarino non costituisce un indizio di pratiche sataniche, né esistono elementi per collegarlo a eventuali rituali. Potrebbe però diventare un particolare utile a comprendere le decisioni quotidiane di Laura e i cambiamenti che stava affrontando. Il suo valore dipenderà dalle circostanze e dagli eventuali riscontri.

Il bar, le effusioni sul balcone e gli ultimi giorni di Momo

Altre testimonianze contribuiscono a ricostruire il clima che circondava la vittima. La mattina del 30 giugno Laura e Duccio sarebbero stati visti insieme in un bar vicino all’abitazione di Rroku. Poco dopo, Mikel avrebbe chiesto alla titolare del locale se la moglie fosse passata di lì. Un vicino avrebbe inoltre raccontato di aver visto la donna e il nuovo compagno scambiarsi effusioni sul balcone.

La titolare dell’attività commerciale avrebbe riferito anche alcune confidenze sulla separazione. Laura era consapevole della sofferenza del marito, ma avrebbe manifestato la volontà di frequentare persone capaci di farla stare bene. Parole che descrivono un matrimonio ormai in crisi e una nuova relazione che aveva modificato profondamente gli equilibri familiari.

Sono proprio questi racconti, confrontati con gli accertamenti degli investigatori, a poter contribuire alla ricostruzione delle ultime ore di Momo. Occorre però distinguere ciò che i testimoni ricordano dalle conclusioni che potranno trarne gli inquirenti.

L’ombra del satanismo resta, ma il movente del delitto è ancora al centro dell’inchiesta

La rivelazione sull’amante che Laura avrebbe definito satanista aggiunge un elemento inatteso alla vicenda torinese. È un particolare destinato a far discutere, soprattutto perché arriva dopo l’arresto della moglie e del nuovo compagno della vittima. Ma il suo significato resta tutto da chiarire.

L’inchiesta dovrà stabilire le responsabilità degli accusati e verificare il movente ipotizzato. La testimonianza sul satanismo, almeno per ora, non modifica la ricostruzione investigativa conosciuta. Solleva piuttosto nuove domande sulla vita privata di Fragiacomo e su ciò che Laura raccontava alle persone che frequentava.

Che cosa significava davvero quella parola, «satanista», nella relazione tra Laura e Duccio? E perché la donna aveva scelto di parlarne con una conoscente? Sono interrogativi che si aggiungono al mistero del canarino e alle testimonianze sugli ultimi giorni di Mikel Rroku. Dettagli che non dimostrano un movente occulto, ma che rendono ancora più complesso il quadro umano di un delitto consumato in un appartamento di Torino.