Palermo, bimba morta di difterite: indagati per omicidio colposo i genitori no-vax

I genitori della piccola Anna Rosa, la bambina di soli quattro anni residente nel quartiere Zen di Palermo deceduta a causa della difterite, sono stati iscritti nel registro degli indagati con l’accusa di omicidio colposo per omissione. L’inchiesta, coordinata dal procuratore Maurizio de Lucia e dalla procuratrice aggiunta Laura Vaccaro, ipotizza che la mancata somministrazione della vaccinazione contro la difterite (profilassi obbligatoria per legge) abbia causato la morte della minore.

Secondo le prime ricostruzioni investigative, la decisione della coppia di non immunizzare la figlia sarebbe maturata all’interno di un clima di scetticismo diffuso nel quartiere, alimentato dalla convinzione che i vaccini potessero provocare l’autismo, timore rafforzato dalla diagnosi riguardante un cuginetto della bimba.

Verifiche a tappeto nelle scuole materne

Sulla vicenda è intervenuta anche la Procura per i minorenni di Palermo, che ha disposto accertamenti urgenti negli istituti scolastici della zona nord della città. Gli inquirenti intendono verificare se vi siano altri minori non in regola con l’obbligo vaccinale e fare luce sugli accorgimenti utilizzati da alcune famiglie per aggirare i controlli al momento dell’iscrizione, come la presentazione della sola prenotazione dell’appuntamento.

Nel frattempo, Domenico Cipolla, direttore sanitario dell’Arnas Civico dell’Ospedale dei Bambini di Palermo, ha confermato che il cuginetto della piccola è risultato positivo al batterio della difterite. Il bambino, che presenta condizioni cliniche in miglioramento con sintomi assimilabili a una banale influenza, deve la forma lieve dell’infezione all’immunità garantita dai tre cicli di vaccino esavalente regolarmente ricevuti in precedenza.

Corsa alle vaccinazioni

La notizia del decesso ha scatenato un’immediata reazione tra i residenti della zona. Nei centri vaccinali della borgata Pallavicino e di via Giorgio Arcoleo si è registrata una vera e propria corsa alla somministrazione del siero esavalente, con file straordinarie che hanno richiesto il raddoppio del personale medico e il ricorso alle scorte di emergenza dell’Azienda Sanitaria Provinciale.

Mentre gli uffici dell’Asp di Palermo proseguono l’indagine epidemiologica per tracciare i contatti della bambina e risalire al cosiddetto “paziente zero”, le autorità sanitarie stimano che la copertura vaccinale nella zona potrebbe registrare un incremento fino al 10% nelle prossime ore.