Giochi del Mediterraneo a Taranto, boato di fischi per Meloni allo stadio “Iacovone”

I circa ventimila spettatori presenti allo stadio “Iacovone” di Taranto per la cerimonia d’inaugurazione dei Giochi del Mediterraneo hanno riservato un’accoglienza decisamente contrastante alle alte cariche dello Stato.

Quando Massimo Ferrarese, presidente del comitato organizzatore, ha citato durante la diretta Rai la presenza della presidente del Consiglio Giorgia Meloni in tribuna d’onore, dagli spalti è salito un prolungato boato di fischi e contestazioni che lo ha costretto ad alzare il tono della voce per proseguire con le presentazioni.

Di tutt’altro segno la risposta del pubblico all’indirizzo del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, accolto da un lungo e caloroso applauso. Presenti in tribuna autorità anche il Presidente del Senato Ignazio La Russa, il Presidente della Camera Lorenzo Fontana e il presidente del Coni Luciano Buonfiglio.

La strategia geopolitica di Meloni

Per Giorgia Meloni la tappa di Taranto va ben oltre la pura rappresentanza sportiva. L’evento che riunisce 26 Paesi tra Europa, Africa e Asia mediterranea costituisce uno snodo strategico cruciale per la politica estera dell’esecutivo. I Giochi rappresentano l’occasione per proiettare il Piano Mattei e consolidare il ruolo dell’Italia nel bacino del Mediterraneo, intrecciando rilancio del Mezzogiorno ed efficienza nell’esecuzione delle opere pubbliche.

A testimonianza della rilevanza politica dell’evento, a margine della cerimonia la premier ha incontrato il presidente libanese Joseph Aoun, confermando il sostegno italiano al Paese e auspicando il raggiungimento di una pace giusta e duratura con Israele. Un passaggio geopolitico di primo piano, che si inserisce in una fase complessa per il governo, alle prese con il dossier dei “dublinanti”, i rincari di benzina e gasolio e le imminenti scadenze economiche.

La paternità dell’evento e il dossier ex Ilva

Nati sotto la presidenza di Giuseppe Conte nell’agosto 2019 e finanziati con i primi fondi per le infrastrutture sotto l’esecutivo guidato da Mario Draghi nel 2022, i Giochi del Mediterraneo sono stati ereditati dal governo Meloni, che ne ha fatto un manifesto della propria visione d’area. Parallelamente, resta aperto il nodo dell’ex Ilva: proprio alla vigilia della cerimonia, la premier ha annunciato per l’inizio di settembre l’avvio di un tavolo di confronto sull’acciaieria e di un tavolo specifico dedicato allo sviluppo della città.

Per due settimane, nelle intenzioni dell’esecutivo, Taranto punta a mostrare un volto diverso da quello legato alle crisi industriali, ambientali ed occupazionali dell’acciaio. I Giochi diventano così un imponente esercizio di comunicazione e rigenerazione urbana. Un’operazione che necessiterà tuttavia di continuità, lavoro, servizi e soluzioni strutturali per la fabbrica anche una volta spenti i riflettori della cronaca sportiva.

I costi dell’opera

La realizzazione dell’evento ha richiesto un impegno finanziario imponente da parte dello Stato. Ai primi 150 milioni di euro stanziati nel 2022 dal governo Draghi tramite il Fondo per lo sviluppo e la coesione, l’esecutivo Meloni ha aggiunto ulteriori 125 milioni per l’impiantistica sportiva, seguiti da 25 milioni per la gestione organizzativa e da un ultimo stanziamento di 6,5 milioni a giugno, portando la dotazione totale a 281,5 milioni di euro.