Pamela Genini, l’uomo ripreso di notte fuori dal cimitero può essere Dolci: “Compatibile all’80-90%”. Prime luci sul caso del cadavere decapitato?

Pamela Genini – Ipa

Il caso Pamela Genini resta sospeso tra dolore, mistero e dettagli che continuano a non tornare. Dopo la scoperta della profanazione della salma della 29enne nel cimitero di Strozza, l’attenzione degli inquirenti si concentra anche su alcune immagini registrate dalle telecamere nella zona del camposanto. In quei filmati, girati di notte, si vede un uomo nei pressi del cancello. Secondo chi indaga, la corporatura e l’andatura sarebbero compatibili con Francesco Dolci “tra l’80 e il 90%”.

Un dato pesante, ma da maneggiare con prudenza. Dolci, infatti, non risulta indagato. Le immagini non riguarderebbero il giorno della profanazione, che l’autopsia sui resti ha collocato attorno a novembre, ma un momento successivo, vicino alla scoperta del corpo decapitato. È proprio questo uno dei punti più delicati: anche se quella figura fosse davvero lui, la presenza davanti al cimitero non dimostrerebbe automaticamente alcun coinvolgimento. Ma aprirebbe comunque una domanda: perché non dirlo?

Pamela Genini, il filmato davanti al cimitero e il nodo Dolci

L’uomo ripreso dalle telecamere arriva davanti al cimitero attorno alle 2 di notte. Si ferma per qualche minuto vicino al cancello, senza che le immagini permettano di capire con precisione che cosa stia facendo. Non sembra tentare di aprire l’ingresso, resta più spostato verso destra e poi si allontana verso il parcheggio.

La ripresa è parziale e poco nitida. In lontananza compare anche un’automobile. Non si vede se l’uomo salga a bordo, ma il mezzo potrebbe essere compatibile con un’utilitaria Opel, simile a quella usata da Dolci. Anche questo, però, resta un elemento da verificare, non una prova.

Il punto investigativo non è soltanto la presenza notturna. È il silenzio su quella presenza. Dolci, che negli ultimi giorni si è esposto molto in televisione parlando di Pamela Genini, dei soldi, delle minacce e di presunti ambienti criminali, non avrebbe mai detto spontaneamente di essere stato fuori dal cimitero di Strozza. Da qui il sospetto degli inquirenti e la necessità di capire se quella figura sia davvero lui.

Le cassette di sicurezza e il denaro di Pamela

Accanto al mistero del cimitero c’è quello del denaro. Dolci ha parlato più volte di somme importanti riconducibili a Pamela Genini, e su questo punto alcune conferme sarebbero arrivate anche agli investigatori. Risulterebbero infatti almeno tre cassette di sicurezza, in banche tra Milano e Bergamo, con una cifra complessiva stimata tra i 300 e i 400 mila euro.

In una delle cassette ci sarebbe anche il certificato di garanzia di un orologio di valore, mentre l’oggetto non sarebbe stato trovato. Pamela avrebbe avuto inoltre un conto corrente con altro denaro. Un patrimonio destinato, secondo la prassi successoria, ai familiari.

Resta però la domanda centrale: che cosa c’entrano i soldi con la profanazione della salma? Al momento non c’è una risposta. Dolci ha raccontato di aver dato a Pamela circa 400 mila euro nel corso della loro relazione, parlando di cene, regali e vacanze. Ma alcune amiche della ragazza hanno ridimensionato il rapporto, sostenendo che forse all’inizio ci fosse stata una relazione, mentre poi sarebbero rimasti solo amici.

Minacce, tv e indagini: che cosa non torna

Un altro fronte riguarda le presunte minacce. Dolci ha sostenuto di aver ricevuto intimidazioni e violazioni di domicilio, collegandole a un contesto oscuro fatto di soldi, frequentazioni pericolose e presunte organizzazioni criminali. La famiglia di Pamela, però, ha negato di aver ricevuto minacce. La madre, Una Smirnova, lo ha detto chiaramente: “Mai ricevute”.

I carabinieri hanno sentito la madre, il compagno, il fratello e la sorella della vittima proprio per verificare questo punto. Per ora, almeno da quanto emerge, non risulta un collegamento tra gli episodi denunciati da Dolci e gli ambienti criminali da lui evocati.

A rendere tutto più controverso c’è anche la sovraesposizione mediatica. Dopo la scoperta della profanazione, Dolci ha parlato moltissimo in televisione, spesso più dei familiari della vittima. Anche il giorno dell’autopsia sui resti era fuori dalla camera mortuaria, collegato in diretta. Ha risposto a domande pesanti, comprese quelle di chi gli chiedeva se fosse stato lui. Ha sempre negato.

Il caso resta quindi aperto su più livelli. C’è l’indagine principale sulla profanazione del corpo di Pamela Genini. C’è il mistero dell’uomo filmato di notte davanti al cimitero. Ci sono i soldi, le cassette di sicurezza, le presunte minacce e le dichiarazioni pubbliche di Dolci. E c’è una certezza: per ora nessuno di questi elementi basta a chiudere il cerchio.