Il culto della Madonna di Trevignano sembra essersi spento nel modo più contemporaneo possibile: non con una scomunica definitiva nella percezione dei fedeli, ma con gli streaming deserti, le dirette senza volto, i video di preghiera generati dall’intelligenza artificiale e un processo per truffa che resta sospeso in attesa di partire davvero. Gisella Cardia, la veggente che sostiene di ricevere messaggi dalla Madonna e che negli anni ha costruito attorno a sé una comunità di fedelissimi, oggi appare molto lontana dalle folle che si radunavano ogni tre del mese a Campo delle Rose.
Da Campo delle Rose al vuoto delle dirette
La vera frattura è arrivata con la perdita del luogo fisico. Campo delle Rose, la piana affacciata sul lago di Bracciano dove Gisella Cardia incontrava i suoi seguaci, rappresentava il cuore visibile del culto. Lì il rito aveva una forma, una geografia, una scena. Dopo la confisca del terreno, la veggente ha provato a trasferire tutto online, affidandosi alle dirette YouTube per tenere insieme la propria comunità.
Per un periodo il sistema ha retto. Poi anche quel legame si è assottigliato. Oggi chi si collega alle trasmissioni non trova più il volto di Gisella, ma una telecamera fissa, spesso storta, con preghiere confuse in sottofondo e un’atmosfera che sembra più clandestina che mistica. Il passaggio dalla piana dei raduni al video immobile ha cambiato tutto: senza il luogo, senza la folla, senza il corpo della veggente, il rito ha perso forza.
Le profezie su TikTok e la Madonna generata dall’IA
Non va meglio sul fronte social. Su TikTok, le presunte profezie di Gisella Cardia continuano a circolare attraverso il canale Maria Madre Mia, ma il linguaggio è ormai quello dei contenuti digitali seriali: musica di pianoforte, immagini di Gesù e della Madonna realizzate con l’intelligenza artificiale, frasi apocalittiche e inviti alla conversione. L’ultima immagine mostra Maria in preghiera con il cuore in fiamme avvolto da una corona di spine: «Cambiatevi, preparatevi a quello che dovrà avvenire».
Dopo anni di messaggi su guerre, catastrofi, terremoti e malattie, il tono appare però più prudente. E non è difficile capire perché. Su Gisella Cardia e sul marito Gianni pesa il processo per truffa, nato dall’inchiesta della procura di Civitavecchia dopo la denuncia dell’ex adepto Luigi Avella. Secondo l’accusa, le profezie avrebbero avuto lo scopo di «ingenerare nei fedeli il timore di un pericolo immaginario» per spingerli a effettuare donazioni, con circa 365mila euro raccolti tra il 2018 e il 2023.
Il processo rinviato e il seguito che si assottiglia
Il procedimento, però, non è ancora entrato davvero nel vivo. Per il 16 giugno era prevista l’udienza predibattimentale, ma il tribunale di Civitavecchia ha annullato la data. È già il secondo rinvio, dopo quello della prima udienza fissata inizialmente per il 7 aprile. Un tempo sospeso che per la veggente non rappresenta soltanto un’attesa giudiziaria, ma anche una lenta erosione del consenso.
La diocesi di Civita Castellana ha preso le distanze dai presunti miracoli, il terreno dei raduni non c’è più, gli adepti sono sempre meno e la comunicazione si è rifugiata in video senza presenza e immagini sintetiche. La Madonna di Trevignano, almeno come fenomeno di massa, sembra aver perso la sua forza originaria. Restano le profezie online, qualche fedele irriducibile e un processo che, quando partirà, dovrà stabilire se dietro quel culto ci fosse solo fede, suggestione o qualcosa di penalmente rilevante.







