Caso Genini, lo sfogo di Francesco Dolci: “Basta bugie contro di me, si indaghi sui soldi e sui viaggi a Bratislava”

Pamela Genini e Francesco Dolci

A distanza di mesi dal delitto di Pamela Genini – la ventinovenne uccisa a Milano il 14 ottobre 2025 dall’ex compagno Gianluca Soncin – il caso torna a far discutere, riaccendendo i riflettori sui retroscena e sulle dinamiche che gravitavano attorno alla vita della vittima. Ad intervenire pubblicamente è stato Francesco Dolci, imprenditore bergamasco ed ex amico della giovane, attualmente iscritto nel registro degli indagati come unico sospettato nell’inchiesta sulla profanazione della tomba di Pamela.

Ospite ai microfoni del programma Rai “La Vita in Diretta”, condotto da Manuela Moreno, Dolci si è lasciato andare a un duro sfogo, respingendo ogni addebito e puntando il dito contro la rete di conoscenti che ruotava attorno alla ragazza.

Le accuse sui patrimoni e le sollecitazioni agli inquirenti

“Sono stanco di tutte queste intimidazioni e bugie create ad arte per accusarmi. Bisogna guardare da altre parti e seguire differenti piste”, ha dichiarato l’imprenditore durante la trasmissione. Dolci ha sollecitato chi indaga a fare chiarezza sulla provenienza delle risorse economiche di alcune persone vicine alla vittima: “Non si è mai voluto approfondire da dove saltino fuori tutti quei soldi. Ci sono soggetti che conducono una vita da milionari pur non avendo mai lavorato un solo giorno in vita loro. A me vengono a fare le pulci, mentre su di loro, che hanno addosso ben peggio, si tace. Mi accusano soltanto per mettermi a tacere, ma la verità è un’altra”.

I misteriosi viaggi nell’Est Europa e le intercettazioni

Nel corso dell’intervista, Dolci si è rivolto direttamente a quanti hanno rilasciato testimonianze o sono apparsi in televisione muovendo contestazioni nei suoi confronti: “Coloro che testimoniano contro di me dicono cose false, ma sanno benissimo come stanno le cose. Conoscono la verità sui viaggi a Bratislava”.

Incalzato dalla conduttrice sul significato di tali trasferte, l’imprenditore ha chiarito che si trattava di “spostamenti verso l’Est Europa”, aggiungendo di aver già messo a disposizione degli inquirenti elementi utili: “Ci sono registrazioni telefoniche che i Carabinieri hanno già acquisito e di cui la Polizia di Milano era a conoscenza da mesi. Se certe persone negano, è soltanto perché hanno troppe cose da nascondere o hanno paura”.

Il richiamo ai timori della madre di Pamela

Dolci ha infine parlato della madre di Pamela, la signora Una, ricordando come già in passato fossero emersi segnali di allarme sui contesti frequentati dalla figlia. “Nel 2022 la signora confermò in TV che ero stato io a metterla in guardia sui brutti giri che Pamela frequentava. Non si trattava di mie fantasie, ma di dati oggettivi da cui bisognerebbe partire per condurre le indagini”, ha concluso l’imprenditore, auspicando che la magistratura faccia piena luce su tutte le figure che facevano parte della cerchia di amicizie della ventinovenne.