L’incendio a Peschiera del Garda è scoppiato prima dell’alba, quando molti degli ospiti del camping Bella Italia stavano ancora dormendo. In pochi minuti le fiamme hanno investito bungalow, casette mobili, automobili e parte della vegetazione. Poi un’esplosione ha aumentato la paura tra i turisti, mentre il fuoco continuava a propagarsi nella struttura. Il primo bilancio sanitario parla di 24 persone soccorse, con un ferito in codice rosso, sette in codice giallo e 16 in codice verde. Tra le persone coinvolte figurano anche diversi turisti stranieri e alcuni minorenni.
Incendio a Peschiera del Garda, le fiamme sorprendono i turisti nel sonno
L’allarme nel camping Bella Italia di Peschiera del Garda, in provincia di Verona, è scattato poco prima delle 6 di domenica 4 ottobre. La struttura era aperta e ospitava ancora numerosi turisti. Il fuoco ha colpito soprattutto la zona delle casette mobili e dei bungalow, coinvolgendo anche alcune vetture parcheggiate e la vegetazione circostante. Le prime informazioni indicavano una ventina di strutture interessate, mentre alcune ricostruzioni successive hanno parlato di circa trenta bungalow coinvolti.
La situazione è diventata particolarmente delicata per la presenza di bombole di Gpl e automobili. Durante l’incendio i presenti hanno sentito anche una forte esplosione. Un turista ha raccontato di essersi svegliato dopo «un botto tremendo» e ha descritto quei momenti come una scena di guerra. Il sistema di allarme interno del campeggio sarebbe entrato in funzione prima dell’arrivo delle squadre di soccorso.
Sul posto sono arrivati circa venti vigili del fuoco con cinque mezzi, insieme a sei mezzi del Suem 118. Le squadre hanno lavorato per ore per spegnere le fiamme e mettere in sicurezza l’area. I vigili del fuoco hanno poi riportato l’incendio sotto controllo, mentre sono proseguite le verifiche nelle zone maggiormente danneggiate.
Camping Bella Italia, 24 feriti: ustioni e intossicazioni da monossido
Il bilancio provvisorio indica 24 persone soccorse. Una persona ha riportato ustioni alle gambe ed è stata classificata in codice rosso. I sanitari hanno assegnato il codice giallo ad altre sette persone e il verde a 16. Diversi ospiti hanno raggiunto il pronto soccorso soprattutto per problemi legati all’inalazione di monossido di carbonio. Tra le persone coinvolte ci sarebbe anche una famiglia svizzera con tre figli.
I soccorritori hanno attivato il protocollo previsto per una maxi emergenza e hanno allertato anche gli altri ospedali della zona. La maggior parte dei feriti ha ricevuto assistenza sul posto o nell’ospedale di Peschiera. Per il turista ustionato non si è reso necessario il trasferimento al centro grandi ustionati di Borgo Trento, a Verona.
I quattro pompieri tedeschi in vacanza che hanno visto le fiamme e sono corsi ad aiutare
Nel racconto di questa mattina di paura emerge anche la storia di quattro vigili del fuoco tedeschi di Dietzenbach. I quattro si trovavano in vacanza proprio all’interno del camping Bella Italia e avevano raggiunto la struttura il giorno precedente. Quando si sono accorti dell’incendio non sono rimasti a guardare.
I pompieri tedeschi sono intervenuti immediatamente e hanno contribuito a contrastare le fiamme in attesa dell’arrivo delle squadre italiane. Luca Zaia, presidente del Consiglio regionale del Veneto, li ha pubblicamente ringraziati insieme ai vigili del fuoco di Verona e agli operatori del Suem 118. Ha definito il loro intervento un gesto di «grande prontezza, senso del dovere e solidarietà».
Come è scoppiato l’incendio nel campeggio di Peschiera: l’ipotesi della candela
Resta ora da chiarire l’origine del rogo nel camping Bella Italia. Gli investigatori stanno svolgendo gli accertamenti necessari e, al momento, non hanno indicato ufficialmente una causa definitiva. Le prime ricostruzioni orientano però l’attenzione verso uno dei bungalow, dal quale il fuoco potrebbe essere partito accidentalmente.
Tra le ipotesi emerse nelle ultime ore compare quella di una candela o di un fornellino utilizzato per allontanare le zanzare. Si tratta ancora di una pista da verificare e non di una conclusione degli investigatori. Saranno gli accertamenti tecnici a stabilire il punto esatto dal quale sono partite le fiamme e la causa che ha trasformato il risveglio dei turisti in una mattina di paura.







