Una caccia mirata, studiata nei dettagli, con un obiettivo preciso: gli orologi di pregio al polso dei ragazzi della Roma bene. È questo lo scenario che emerge dall’inchiesta sulle rapine ai Parioli, dove la Procura indica in Tancredi Antoniozzi, 23 anni, il presunto regista di una piccola ma aggressiva banda di ventenni. Per lui i pm chiedono una condanna a sei anni e mezzo per rapina, tentata estorsione e tentata violenza privata.
Come nasce la “caccia al Rolex” tra i giovani della Roma bene
Le carte raccontano un metodo lucido e inquietante. Le vittime venivano selezionate sui social, seguite nei loro spostamenti quotidiani, pedinate all’uscita da palestre o locali. Poi scattava l’azione. A parlare sono anche le intercettazioni: «Mi studio dove abitano, me le seguo il pomeriggio, quando escono dalla palestra per fargli poi le rapine […] sto gasato oggi». Parole che, secondo il gip, fotografano una “spregiudicatezza” senza filtri.
L’agguato ai Parioli e il Rolex da 20mila euro
Il colpo simbolo risale all’11 dicembre 2024. Un ragazzo viene seguito fino in via Cavalier d’Arpino, ai Parioli. Porta al polso un Rolex Daytona da circa 20mila euro. A entrare in azione è David Cesarini, 29 anni, che lo affronta con un coltello da cucina dalla lama lunga venti centimetri: «Dammi l’orologio, altrimenti ti devo accoltellare». Per lui la Procura chiede sei anni.
Dietro quell’agguato, però, secondo i magistrati c’è proprio Antoniozzi. Il ventitreenne avrebbe organizzato tutto: dalla chiamata alla vittima, fatta con un pretesto, fino al pedinamento a distanza. E non solo. Dopo la rapina, avrebbe tentato di estorcere 8mila euro al ragazzo con la promessa di aiutarlo a recuperare l’orologio.
Le minacce e il crollo di un componente della banda
Il sistema si incrina pochi giorni dopo. Manuel Fiorani, uno dei componenti del gruppo, cede e racconta tutto agli investigatori. Parla di pressioni, minacce, intimidazioni. «Sto andando ad ammazzare di botte tua madre, la uccido io oggi», uno dei messaggi finiti agli atti. Per lui, che ha collaborato, la richiesta è di tre anni e nove mesi.
Le indagini portano alla luce anche un altro tentativo di rapina fallito tra il 22 e il 23 febbraio, sempre ai Parioli. Stesso schema, stesso obiettivo. A fermare il colpo, quella volta, la presenza di telecamere e passanti.
Rolex rapinati ai Parioli, la parola ai giudici
Ora il caso si gioca a piazzale Clodio. Tutti gli imputati scelgono il rito abbreviato. La Procura insiste sulla struttura organizzata del gruppo, sulla ripetitività dei colpi, sulla pressione esercitata per evitare denunce. La parola passa ai giudici. La sentenza di primo grado è attesa entro l’estate.







