Dalle bollette al nuovo mercato delle emissioni: il Piano sociale per il clima del Governo riparte dal bonus energia

Bollette 07

Nove miliardi per la transizione energetica. Tra i decreti approvati dall’ultimo Consiglio dei ministri c’è quello che finanzia il Piano sociale per il clima che mette in campo risorse destinate a sostenere le politiche verdi del Governo. Una via per molti versi obbligata: una quota consistente dell’investimento verrà impegnata a mitigare gli effetti economici e sociali derivanti dall’Ets2. Il nuovo sistema europeo di scambio delle quote di emissione per l’edilizia e il trasporto stradale sarà operativo dal 2028. Ma è già tempo di accantonare la risorse necessarie.

L’estensione dell’Ets2 comporterà inevitabilmente un aumento dei costi per i combustibili fossili utilizzati nel riscaldamento e nei trasporti. Senza misure di compensazione, il rischio è quello di esacerbare la povertà energetica, colpendo in modo sproporzionato le famiglie a basso reddito e le piccole realtà imprenditoriali.

La struttura del finanziamento, a valere dall’anno in corso fino al 2032, prevede l’impegno di fondi comunitari, 7 miliardi, e di risorse nazionali, 2,3 miliardi.

I principali destinatari delle misure di sostegno sono le famiglie vulnerabili, le microimprese e gli utenti vulnerabili dei trasporti.

Il testo è in fase di trasmissione alla Commissione europea per l’avvio delle procedure formali che porteranno all’approvazione definitiva.

Le quattro priorità d’intervento

La strategia del Governo poggia su quattro pilastri. Il primo è la riqualificazione energetica. Il consiglio dei ministri punta su interventi mirati sull’edilizia residenziale pubblica e sugli immobili delle microimprese per ridurne il fabbisogno energetico.

Il secondo è l’elettrificazione dei consumi. Previsto un sostegno attivo per incentivare il passaggio di famiglie e imprese verso tecnologie elettriche per il riscaldamento e le attività domestiche.

Il terzo è la mobilità sostenibile. Il Piano punta al potenziamento e al miglioramento dell’accessibilità del trasporto pubblico, per offrire alternative valide all’uso del mezzo privato.

Il quarto ed ultimo pilastro è il sostegno al reddito. Una misura temporanea di assistenza economica diretta per ammortizzare i costi immediati della transizione.

Il “Bonus sociale Energia Plus”

Tra tutte le misure previste, la più attesa dai cittadini è senza dubbio il Bonus Sociale Energia Plus, la cui entrata in vigore è prevista per il 2028. Questa agevolazione è stata concepita specificamente per ridurre l’impatto dell’Ets2 sulle spese per i consumi energetici essenziali, con un focus particolare sul riscaldamento domestico. Sono stati stanziati 1,34 miliardi di euro (1 miliardo dal Fondo europeo e 340 milioni da fondi nazionali). Il bonus spetterà ai nuclei familiari con un indicatore Isee non superiore a 25.000 euro. Il contributo sarà applicato direttamente in bolletta tramite le procedure automatiche di Arera, previa presentazione della Dichiarazione sostitutiva unica. L’agevolazione sarà valida esclusivamente per contatori con potenza non superiore a 4,5 kilowatt.

Un calcolo personalizzato e il meccanismo di “decalage”

Il Bonus sociale Energia Plus non sarà una cifra forfettaria uguale per tutti. Il suo valore sarà determinato dalla combinazione di tre fattori critici. Il livello di vulnerabilità economica calcolato con l’Isee, la zona climatica di residenza e la stima dell’impatto potenziale dell’Ets2 elaborata dall’Ispra.

Un elemento distintivo del Piano è il meccanismo di decalage: l’intensità del beneficio economico andrà a ridursi gradualmente nel tempo. Questa scelta riflette la logica strutturale del Piano: il sostegno al reddito serve a gestire l’urgenza iniziale, mentre nel lungo periodo i cittadini dovrebbero beneficiare dei risparmi derivanti dalle misure di riqualificazione edilizia e di elettrificazione previste negli altri pilastri.

Emergenza climatica: caldo estremo e costi occulti

L’importanza di un tale piano è sottolineata dalle attuali difficoltà che le famiglie italiane affrontano a causa della crisi climatica già in atto. Se il Piano Sociale guarda al 2028, i dati di Assoutenti ricordano che l’emergenza è già quotidiana.

Le ondate di calore estremo non sono solo un problema sanitario, ma una vera e propria voce di spesa pesante nei bilanci domestici. Secondo le stime dell’associazione, il “conto del caldo” può arrivare a pesare fino a 600 euro al mese per famiglia.

L’uso intensivo di condizionatori e ventilatori comporta un aggravio in bolletta stimato tra i 50 e i 100 euro mensili. L’aumento dei consumi di acqua portano a una spesa extra di circa 20-30 euro al mese.

Insieme ai necessari interventi strutturali di riqualificazione, sia in estate che in inverno gli italiani dovranno adottare sempre più misure di efficienza energetica.

Il ministro dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica, Gilberto Pichetto, ritiene che il Piano sociale per il clima possa coniugare “impegni ambientali con la tutela delle fasce più vulnerabili” in un’ottica di “decarbonizzazione sostenibile“. Sulla stessa linea la viceministro Vannia Gava, che ha sottolineato come i 9,3 miliardi di euro rappresentino “un investimento concreto per ridurre i costi dell’energia e rafforzare i servizi pubblici“.