Alta velocità Napoli-Bari, il «pensiero» nascosto nel panettone: soldi, Porsche e orologi nell’inchiesta sui cantieri da 5,8 miliardi

Immagini della vettura Frecciarossa – esterno per gentile concessione dell’Ufficio Stampa Trenitalia

C’era il panettone, naturalmente. C’erano gli struffoli, le paste di mandorla e i pasticcini, come in qualsiasi pacco natalizio preparato con una certa generosità. Ma, secondo la ricostruzione degli investigatori, in mezzo ai dolci c’era anche una busta gialla gonfia di banconote da 50 euro. E il «pensiero» di Natale raccontato nelle intercettazioni sarebbe soltanto uno dei regali che ruotavano attorno ai cantieri dell’Alta velocità Napoli-Bari, una delle grandi infrastrutture italiane, dal valore complessivo di circa 5,8 miliardi di euro e finanziata in parte con risorse del Pnrr.

L’inchiesta coordinata dalla Procura di Napoli e condotta dal Nucleo di polizia economico-finanziaria della Guardia di Finanza ha portato agli arresti domiciliari dieci indagati, tra i quali l’imprenditore casertano Dante Salzillo. Il giudice ha disposto inoltre cinque obblighi di dimora, due obblighi di dimora accompagnati dalla sospensione per un anno dall’attività e altre tre sospensioni della stessa durata.

Ma sono soprattutto le carte dell’indagine a restituire il quadro sul quale ora dovrà fare luce la magistratura. Contanti, orologi di lusso, iPad, soggiorni gratuiti e persino automobili messe a disposizione compaiono nella ricostruzione accusatoria dei rapporti tra imprenditori e alcuni soggetti impegnati nei lavori e nei controlli della nuova linea ferroviaria.

«C’è un pensiero per te nel panettone»

Una delle scene più singolari risale al Natale del 2024. Secondo gli investigatori, Salzillo avrebbe preparato un pacco regalo destinato a un manager. Non soltanto dolci.

«Vedi che c’è un pensiero per te nel panettone», dice l’imprenditore in una conversazione intercettata. Prima della consegna, sempre secondo quanto ricostruito nell’indagine, discute con una collaboratrice su dove sistemare il denaro: «Sotto il panettone… in mezzo ai biscotti».

Qualche mese prima, nel luglio dello stesso anno, altre somme destinate secondo l’accusa a due dipendenti del consorzio Nacav sarebbero finite addirittura dentro confezioni di formaggi, inserite in plichi con una dicitura che suona quasi come una beffa involontaria: «Durc – regolarità contributiva».

Non mancano episodi ancora più diretti. Durante un controllo della Guardia di Finanza, un manager di Hirpinia AV viene trovato con 5 mila euro in contanti che, secondo gli investigatori, aveva appena ricevuto. La sua spiegazione è un’altra: «Sono la restituzione di un prestito».

Salzillo, durante l’interrogatorio preventivo davanti al giudice, ha respinto l’accusa di corruzione sostenendo di aver agito nella convinzione che i rapporti con gli esponenti dei consorzi rientrassero in normali relazioni contrattuali tra privati. Sarà naturalmente il procedimento giudiziario a stabilire responsabilità individuali e natura effettiva di quei rapporti.

Orologi, soggiorni e Porsche: i regali intorno ai cantieri

Il denaro contante rappresenta infatti soltanto una parte di ciò che compare nelle carte. L’inchiesta ricostruisce un sistema nel quale sarebbero circolati orologi costosi, dispositivi elettronici, soggiorni gratuiti e automobili di lusso date in uso, comprese Porsche.

I finanzieri hanno concentrato gli accertamenti su alcuni dei cantieri più importanti della Napoli-Bari: le tratte Napoli-Cancello, Apice-Hirpinia e Frasso Telesino-Telese-San Lorenzo-Vitulano, affidate a grandi raggruppamenti e consorzi di imprese.

In una delle conversazioni intercettate compare persino una definizione particolarmente eloquente. Parlando di un capocantiere, Salzillo lo indica come «un mangione di soldi».

La Procura dovrà ora dimostrare quali vantaggi corrispondessero effettivamente ai regali e alle somme contestate e quali condotte possano assumere rilevanza penale. L’indagine, però, non si ferma al capitolo delle presunte mazzette.

Il capitolo più delicato: calcestruzzo e rifiuti

Dietro l’immagine quasi grottesca delle banconote nascoste sotto il panettone emerge infatti una parte dell’inchiesta assai meno folcloristica.

Gli investigatori hanno acceso i riflettori anche sulla qualità del calcestruzzo utilizzato nei cantieri, che in alcuni casi viene ritenuto non conforme, e sulla gestione dei rifiuti prodotti durante i lavori. Gli accertamenti riguardano inoltre l’impiego di manodopera egiziana che, secondo la ricostruzione investigativa, avrebbe lavorato senza adeguate garanzie e tutele.

È questo il passaggio che porta l’inchiesta oltre il semplice racconto di regali e presunte corruzioni. Perché qui si parla di una delle infrastrutture strategiche più importanti del Paese, destinata a modificare i collegamenti ferroviari tra Campania e Puglia e sostenuta anche con risorse pubbliche legate al Pnrr.

L’indagine è ancora nella fase cautelare e le responsabilità degli indagati dovranno essere accertate nel corso del procedimento. Ma l’immagine che resta impressa nelle carte è già potentissima: una grande opera da miliardi di euro e, sotto un panettone, una busta piena di banconote da cinquanta.