Cazzullo spernacchia Vannacci dopo la battuta sul cognome: «Generale, chi mi attacca così non ha argomenti. Lei può cambiare idea sul Duce»

Aldo Cazzullo – Vannacci

Alla fine, Aldo Cazzullo gliel’ha restituita senza bisogno di alzare la voce. Da una parte Roberto Vannacci, che davanti a un invito a discutere di storia ha scelto la battutaccia da bar sul cognome del giornalista. Dall’altra Cazzullo, che ha risposto portando il confronto esattamente dove era cominciato: l’8 settembre 1943, la Decima Mas e il fascismo. Uno scambio nato alla vigilia della puntata di Una giornata particolare e diventato rapidamente politico.

La miccia l’aveva accesa proprio Cazzullo. Presentando la puntata dedicata all’armistizio dell’8 settembre, il giornalista aveva rivolto un invito diretto a Vannacci: guardarla, perché a suo giudizio il generale sostiene «un sacco di inesattezze storiche» sulla Decima Mas. Il riferimento riguardava in particolare le vicende successive all’armistizio e il rapporto tra la Decima rimasta fedele alla monarchia e quella legata alla Repubblica sociale italiana.

Vannacci: «Cazzullo continua a fare il cazzullo»

Vannacci, però, invece di entrare immediatamente nel merito della ricostruzione storica, ha risposto all’invito con una battuta goffa destinata inevitabilmente a fare rumore: «Cazzullo continua a fare il cazzullo, non mi interessa quello che scrive, quello che fa».

Il leader di Futuro Nazionale ha poi spiegato di non avere tempo per vedere la trasmissione, salvo aggiungere che, qualora trovasse «un ritaglio di tempo», la guarderebbe con interesse. Ha anche puntualizzato che Cazzullo «non è uno storico, è un divulgatore, è un giornalista», per poi assicurare di essere disponibile ad approfondire e aggiornare le proprie conoscenze.

Il punto di partenza della polemica, però, era tutt’altro. Cazzullo aveva chiamato in causa Vannacci proprio sul terreno della storia. Nella puntata di Una giornata particolare il giornalista ricostruisce l’8 settembre 1943, l’armistizio, la fuga del re e di Badoglio, l’occupazione tedesca e l’inizio della Resistenza. E aveva collegato quel racconto alle posizioni espresse più volte da Vannacci sul fascismo e sulla Decima Mas.

Cazzullo risponde: «L’ho imparato alle elementari»

La replica di Cazzullo è arrivata attraverso Instagram. Il giornalista ha pubblicato il lancio con le parole di Vannacci e ha risposto direttamente al generale: «Generale, non è da lei. Argomenti, faccia valere le sue posizioni».

Poi la stoccata sul gioco di parole utilizzato dal suo interlocutore: «L’ho imparato alle elementari: chi mi attacca per il mio cognome di solito non ha argomenti». Cazzullo ha ricordato che quel cognome, per quanto possa prestarsi facilmente alle battute, apparteneva anche a suo padre e non può certo cambiarlo.

Ed è proprio qui che il giornalista ha piazzato la chiusura più tagliente dell’intero botta e risposta. Se lui non può cambiare cognome, ha osservato rivolgendosi al generale, Vannacci può ancora cambiare qualcos’altro: «Lei invece ha ancora tempo a cambiare idea sul Duce».

Lo scontro sulla Decima Mas e sul fascismo

Dietro la schermaglia personale resta infatti una divergenza politica e storica ben più sostanziale. Cazzullo contesta a Vannacci alcune ricostruzioni sulla Decima Mas e, più in generale, la posizione espressa dal generale quando sostiene di non definirsi antifascista, paragonando quella scelta alla possibilità di definirsi oggi «antinapoleonici».

Cazzullo sostiene invece che il punto non sia aspettarsi un ritorno del fascismo o del nazismo nelle forme storiche del Novecento. La questione, nella sua argomentazione, riguarda la permanenza di idee che riconduce a quelle esperienze, a partire dalla disuguaglianza tra esseri umani e dalle sue possibili conseguenze politiche e sociali. È su questo terreno che aveva invitato Vannacci al confronto.

Il confronto, almeno per il momento, si è fermato prima. Vannacci ha scelto il gioco di parole: «Cazzullo continua a fare il cazzullo». Cazzullo gli ha risposto senza restituire l’insulto, riportando tutto alla questione iniziale: «Argomenti, faccia valere le sue posizioni». E lasciandogli, alla fine, quell’ultima frase sul Duce.