Gelati sempre più cari: prezzi su del 40% in cinque anni

Gelati confezionati 1

Cono o coppa che sia, è un rito molto atteso nell’estate delle famiglie italiane. Aveva un costo alla portata delle tasche di tutti. Ora sta diventando un lusso che in molti possono permettersi di rado. Parliamo della consumazione dei gelati confezionati che troviamo nei banconi frigo dei bar e dei supermercati.

Ebbene, i prezzi sono aumentati del 40% negli ultimi cinque anni. Rincari che ai più di certo non sono sfuggiti e che in qualche modo hanno inciso sulle abitudini quotidiane degli italiani. In primis con il taglio del budget e la riduzione delle occasioni di spesa e di consumo. I rincari dei gelati confezionati superano abbondantemente il tasso di inflazione generale dei generi alimentari. A lanciare l’allarme è Altroconsumo.

Non si tratta solo di listini più alti, ma di una complessa combinazione di fattori che, dice l’associazione dei consumatori, include la shrinkflation (la riduzione silenziosa delle porzioni), la crisi energetica e gli aumenti delle materie prime, spesso poco trasparenti o ingiustificati.

Un’impennata senza precedenti: i dati Istat

Secondo i dati Istat analizzati da Altronsumo, i gelati hanno registrato un aumento complessivo del 39,6% in soli cinque anni. Il fenomeno ha subito una brusca accelerazione nel 2022, quando si è verificata la prima vera impennata con un balzo del +13% rispetto all’anno precedente. Nel 2023, i prezzi sono saliti ulteriormente, registrando un altro +16% rispetto al 2022.

Questi numeri appaiono ancora più critici se paragonati all’inflazione media annua degli altri beni alimentari, che, dice l’Istat, è stata del +8,8% nel 2022 e del +9,8% nel 2023. In sostanza, il prezzo dei gelati è cresciuto molto più velocemente rispetto al resto del carrello della spesa.

Il fenomeno della shrinkflation: meno grammi, stesso prezzo (o più alto)

Uno dei punti focali dell’indagine realizzata dall’associazione dei consumatori riguarda la shrinkflation, ovvero la pratica commerciale di ridurre le dimensioni o il peso di un prodotto mantenendo invariato (o addirittura aumentando) il prezzo di vendita. Meno grammi di prodotto, stesso prezzo, talvolta anche più alto. Parlando di gelati in confezioni, il prezzo per singola porzione varia, in aumento tra il 25 e il 43%. Se si guarda invece al prezzo al chilo, l’aumento è ancora più vertiginoso: gli aumenti medi sono del 37%, si arriva a punte del 53% e in alcuni casi si supera il 70% per marchi venduti dalla grande distribuzione. In termini di prezzo il gelato confezionato costa in media tra i 13,32 e 14,50 euro al chilo. Ipotizzando che una famiglia di 4 persone ne consumi 1 chilo alla settimana, la spesa mensile sarebbe compresa tra i 53 e i 58 euro, circa 12 euro in più rispetto a 5 anni fa.     

La crisi energetica, la logistica e il costo delle materie prime, cacao in testa, hanno contribuito ad aggravare le normali dinamiche commerciali riversando l’intero costo finale sui consumatori. Tuttavia, sostiene Altroconsumo, emergono dinamiche di prezzo “poco chiare”, con differenze di prezzo molto marcate che tra prodotti simili suggeriscono che non tutti gli aumenti siano direttamente proporzionali ai costi di produzione, tanto che l’Autorità garante della concorrenza e del mercato sta indagando per fare luce sulle cause di questo fenomeno.