La vicenda giudiziaria del delitto di Garlasco continua a generare nuovi capitoli anche fuori dalle aule di tribunale. L’ultima polemica non riguarda le indagini o gli sviluppi processuali, ma una presunta docu-serie dedicata ad Alberto Stasi, il fidanzato di Chiara Poggi condannato in via definitiva per l’omicidio. Un progetto che, secondo un’indiscrezione giornalistica, avrebbe già trovato un accordo economico da circa 500 mila euro, ma che viene ora categoricamente smentito dalla difesa del condannato.
De Rensis: «Non mi risulta alcuna docu-serie»
A sollevare il caso è stato il giornalista Gabriele Parpiglia, che nella propria newsletter ha sostenuto che Alberto Stasi avrebbe ceduto i diritti della sua storia per la realizzazione di una docu-serie. Secondo questa ricostruzione, il progetto sarebbe affidato a Groenlandia e vedrebbe lo stesso Stasi protagonista del racconto, davanti alle telecamere, senza interpreti e senza ricostruzioni affidate ad attori.
Sempre secondo l’indiscrezione, la produzione sarebbe destinata a uscire nel 2028 e l’accordo tra partecipazione e cessione dei diritti avrebbe un valore complessivo di circa 500 mila euro.
Una ricostruzione che Antonio De Rensis, avvocato di Alberto Stasi, ha però smentito in maniera netta parlando con Open. «Non mi risulta», ha dichiarato il legale, respingendo l’ipotesi che esista un’intesa già definita per una serie televisiva dedicata al caso Garlasco.
La presa di posizione della difesa chiude, almeno sul piano ufficiale, ogni conferma dell’operazione, ma non basta a fermare il botta e risposta che si sviluppa nelle ore successive.
La replica di Parpiglia: «Confermo tutto al cento per cento»
Poche ore dopo la smentita dell’avvocato, Gabriele Parpiglia è intervenuto sul proprio profilo X rilanciando integralmente quanto pubblicato nella newsletter.
Il giornalista ha sostenuto che Antonio De Rensis «mentirebbe sapendo di mentire» e ha invitato il legale a contattarlo per visionare le prove in suo possesso. In un ulteriore intervento ha rincarato la dose, scrivendo: «Smentita uguale doppia conferma e se volete le prove, chiamatemi. Poi quel “Non mi risulta” detto dopo dieci ore dalla newsletter… dai su avvocato, si può far meglio. Confermo quanto scritto totalmente al cento per cento».
Le due versioni, al momento, restano quindi inconciliabili. Da una parte la difesa di Alberto Stasi esclude che esista un progetto già definito; dall’altra Parpiglia ribadisce di essere in possesso di elementi che confermerebbero la propria ricostruzione.
Il caso Garlasco continua ad attirare editori e produzioni
L’ipotesi della docu-serie arriva mentre il delitto di Garlasco è tornato al centro dell’attenzione mediatica dopo la riapertura delle indagini che vedono Andrea Sempio iscritto nel registro degli indagati. Parallelamente, Alberto Stasi ha ottenuto nelle scorse settimane l’affidamento in prova ai servizi sociali, dopo aver trascorso molti anni in carcere in seguito alla condanna definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi.
Al di là della vicenda della presunta serie prodotta da Groenlandia, esiste già un altro progetto cinematografico legato al caso. Colorado Film ha infatti acquisito i diritti del libro Il ragionevole dubbio di Garlasco, scritto dall’ex magistrato Stefano Vitelli, presidente del collegio che nel 2009 assolse Alberto Stasi in primo grado.
Resta invece senza conferme ufficiali la presunta docu-serie raccontata da Parpiglia. Allo stato attuale, l’unica posizione formalmente espressa è quella dell’avvocato Antonio De Rensis, che nega l’esistenza dell’accordo, mentre il giornalista continua a sostenere la fondatezza delle proprie informazioni, lasciando aperto un nuovo fronte di discussione attorno a uno dei casi di cronaca giudiziaria più seguiti degli ultimi decenni.







