L’ultima frontiera dei contenuti virali viaggia sotto la superficie del mare. Non basta più immortalare la pinna di uno squalo dalla barca o osservarlo a debita distanza: per emergere nei feed di Instagram e TikTok si cerca il contatto ravvicinato e lo scatto ad alto tasso di adrenalina. Una tendenza che sta però mostrando il suo lato pericoloso: in meno di un anno almeno tre influencer sono stati morsi nell’intento di trasformare un’immersione in un video per i propri follower.
Gli incidenti da Fernando de Noronha alle Maldive
Tra gli episodi più discussi figura quello di Tayane Dalazen, turista brasiliana morsa a inizio anno durante un’immersione nell’arcipelago di Fernando de Noronha. Le immagini diffuse online mostrano la donna avvicinarsi ad alcuni squali prima che uno degli esemplari la azzanni a una gamba, trascinandola sott’acqua per diversi secondi. A luglio un altro content creator ha rischiato di perdere un arto durante una battuta di pesca in apnea, mentre a dicembre 2025 un analogo incidente ha coinvolto un influencer cinese alle Maldive.
Episodi che richiamano alla memoria quanto accaduto nel 2018 alle Bahamas alla modella americana Katarina Zarutskie, afferrata al polso e trascinata a fondo da uno squalo mentre posava per una sessione fotografica.
I rischi del turismo d’avventura e l’allarme degli esperti
Un’inchiesta condotta dalla BBC evidenzia come l’interazione con i grandi predatori marini sia diventata una delle opzioni più richieste nei pacchetti del turismo d’avventura tra immersioni, snorkeling ed escursioni dedicate.
I dati dell’International Shark Attack File registrano nell’ultimo triennio un incremento significativo dei morsi legati alla realizzazione di foto e video. Gli studiosi sottolineano che il fenomeno non indica un aumento dell’aggressività degli animali, bensì una crescente imprudenza dell’uomo, spinto dalle logiche degli algoritmi a violare lo spazio naturale della fauna selvatica pur di ottenere visibilità. L’appello della comunità scientifica ricorda che gli squali restano predatori selvatici e che l’habitat marino richiede le medesime cautele riservate ai grandi animali della terraferma.







