Copyleaks rileva formule tipiche dei chatbot in diversi passaggi del manifesto di Futuro Nazionale. Il testo è scritto con l’IA?

Vannacci alle prese con l’IA

Il generale detta la linea, l’intelligenza artificiale potrebbe aver trovato le parole. Il dubbio riguarda il programma di Futuro Nazionale, il partito fondato da Roberto Vannacci per costruire «l’Italia del futuro» nell’arco di due legislature.

Migliaia di parole, un orizzonte di dieci anni e un progetto che spazia dalla remigrazione alla moneta fiscale, dal «patriarcato mediterraneo» al ritorno del gas russo. Un documento tanto ambizioso da promettere non una semplice stagione di governo, ma un intero ciclo politico.

Alcune pagine, però, avrebbero un’impronta particolare. Fanpage ha sottoposto il programma a Copyleaks e ad altri strumenti utilizzati per individuare i contenuti generati dall’intelligenza artificiale. Il risultato non dimostra che Vannacci abbia affidato il manifesto a un chatbot, ma segnala una probabilità elevata soprattutto in una sezione: quella dedicata all’energia.

Secondo Copyleaks, il 52,8 per cento di quel capitolo presenta caratteristiche compatibili con un testo prodotto dall’IA.

Il programma di Vannacci sotto esame

Il documento si intitola “B.I.P. – Base ideologica e programmatica di Futuro Nazionale per l’Italia del futuro 2027-2037”. Non è ancora definitivo e sarà ampliato nei prossimi mesi, ma contiene già le fondamenta del progetto politico vannacciano.

Il partito si definisce una forza di «destra patriottica e identitaria» e promette di riportare il Paese alle sue radici romane e cristiane. Tra le proposte compaiono un piano per la remigrazione articolato in 22 punti, il rilancio della famiglia naturale, l’ipotesi di uscita dall’euro, l’abolizione della legge Mancino e un modello educativo destinato a formare «maschi forti, capaci di dominare le emozioni e le passioni».

La Russia viene citata tredici volte. Futuro Nazionale propone anche di riaprire la possibilità di acquistare gas da Mosca a prezzi vantaggiosi.

L’intelligenza artificiale compare esplicitamente soltanto quattro volte e viene descritta come un’opportunità per aumentare la produttività, purché sottoposta a una «governance orientata alla tutela della persona e del lavoro». Il programma la considera inoltre un settore ad alto valore aggiunto e uno strumento indispensabile per conquistare la sovranità tecnologica.

Il sospetto non nasce quindi dai contenuti, ma dallo stile con cui alcune parti sono state scritte.

Quel 52,8 per cento segnalato da Copyleaks

Il primo elemento notato da Fanpage è l’uso frequente degli em dash, i trattini lunghi più comuni nella scrittura inglese che in quella italiana e diventati negli ultimi anni una specie di firma involontaria di ChatGPT. Da soli non dimostrano nulla: possono essere utilizzati perfettamente da un autore umano e i modelli più recenti ne hanno ridotto l’impiego.

L’intero programma è stato quindi analizzato paragrafo per paragrafo. Un primo avviso è comparso nella sezione dedicata alla moneta fiscale, ma le formule segnalate sono state considerate troppo deboli per attribuire loro un significato.

Il risultato più consistente è arrivato dal capitolo Energia, composto da 4.522 parole. Copyleaks ha classificato il 52,8 per cento del contesto come potenzialmente generato dall’intelligenza artificiale, concentrando l’attenzione sui paragrafi dedicati al fotovoltaico e all’eolico.

A far scattare l’allarme sono state espressioni ricorrenti come «questo approccio rispetta» e «contribuire a ridurre la dipendenza». Secondo l’archivio del software, la prima comparirebbe nei testi prodotti dall’IA con una frequenza 192 volte superiore rispetto a quelli scritti da esseri umani; la seconda 121 volte in più.

Il test è stato ripetuto anche con altri rilevatori, ottenendo risultati simili. Nessuno di questi strumenti, tuttavia, è in grado di certificare l’origine di un testo. I detector lavorano su probabilità, frequenze e strutture linguistiche e possono produrre falsi positivi, soprattutto davanti al linguaggio ripetitivo e impersonale tipico dei documenti politici.

Il verdetto corretto non è quindi «il programma è stato scritto dall’IA», ma «una parte del programma presenta caratteristiche compatibili con la scrittura artificiale».

Da Vannaccius al manifesto del partito

Per Vannacci non sarebbe comunque il primo incontro con l’intelligenza artificiale generativa. Sui social ha rilanciato i video della pagina Robertus Vannaccius, nei quali compare di volta in volta come imperatore romano, gladiatore o comandante impegnato a sbeffeggiare e condannare simbolicamente gli avversari.

Secondo una ricostruzione di Facta, quei filmati sono stati realizzati da una sostenitrice iscritta a Futuro Nazionale e almeno uno sarebbe stato visionato prima della pubblicazione da un esponente locale del partito. Non risultano però prodotti direttamente dalla struttura ufficiale di Vannacci.

L’uso dell’IA, in ogni caso, non rappresenterebbe di per sé uno scandalo. Chatbot e programmi automatici vengono ormai impiegati per correggere bozze, eliminare refusi, sintetizzare documenti e rendere più leggibili testi complessi.

La questione cambia quando lo strumento non assiste l’autore ma lo sostituisce. Un programma politico contiene promesse, dati e scelte delle quali qualcuno deve assumersi la responsabilità. Se alcune pagine fossero state generate automaticamente, gli elettori avrebbero il diritto di sapere chi le ha controllate, quali fonti siano state utilizzate e chi garantisca l’attendibilità delle affermazioni.

Futuro Nazionale promette di governare l’Italia per dieci anni. Prima, però, dovrebbe chiarire se il suo programma sia stato scritto interamente dai suoi dirigenti o se, almeno nel capitolo sull’energia, al tavolo fosse seduto anche un collaboratore sintetico.