Il Bitcoin ha superato la soglia degli 80.000 dollari raggiungendo la quotazione massima da oltre tre mesi. Il rialzo ha coinvolto anche Ehter, la seconda criptovaluta per capitalizzazione di mercato, ed altre divise digitali.
Il Bitcoin ha registrato un incremento superiore al 25% nell’ultima settimana e un progresso del 28% da inizio agosto, avviandosi verso il suo maggiore guadagno mensile da novembre 2024.
L’intervento del Tesoro Usa
A innescare il rialzo con una nuova ondata di acquisti è stato un intervento cruciale del Tesoro statunitense sul mercato obbligazionario. Il segretario del Tesoro Scott Bessent ha annunciato il raddoppio del riacquisto di titoli di Stato a lungo termine nel tentativo di calmare le acque e frenare l’impennata dei rendimenti.
Nelle settimane precedenti, infatti, il rendimento del Treasury a 30 anni era schizzato ai massimi dal 2007, sotto la pressione delle preoccupazioni per il conflitto in Iran. E per un debito pubblico americano che ha ormai toccato la cifra record monstre di 40.000 miliardi di dollari.
Boom di vendite sul dollaro
Questo intervento ha calmato temporaneamente i rendimenti dei titoli di Stato, ma ha finito per scatenare forti vendite sul dollaro, spostando la pressione sul mercato valutario. In questo contesto è riemerso con forza il cosiddetto “debasement trade“. Con lo spostamento, cioè, dei capitali, dalle valute fiduciarie e dal debito sovrano verso beni rifugio più rari e non inflazionabili, come l’oro e lo stesso Bitcoin.
I timori degli analisti
Geoff Kendrick, responsabile globale della ricerca sugli asset digitali presso Standard Chartered, ha spiegato a Bloomberg che questa mossa del Tesoro rappresenta “esattamente il tipo di cosa che il Bitcoin ama“, ricordando che la criptovaluta è stata concepita proprio per consentire agli investitori di sottrarsi a simili interventi governativi.
Tony Sycamore, analista di IG, ha confermato che la decisione ha spinto gli acquirenti verso asset fisici e digitali.
Tim Sun di HashKey Group ha evidenziato in una intervista a Reuters come i messaggi di Bessent abbiano convinto il mercato che i decisori politici statunitensi avranno una tolleranza molto bassa per ulteriori aumenti dei rendimenti a lungo termine. Almeno fino alle elezioni di metà mandato, creando così un contesto macroeconomico favorevole per oro e Bitcoin.
Anche grandi figure della finanza tradizionale hanno avallato questa tesi. Il miliardario e gestore di hedge fund Ray Dalio, in un post sul suo blog, ha messo in guardia contro una crisi del debito imminente. Consigliando apertamente agli investitori di “sottopesare gli asset di debito come le obbligazioni e sovrappesare l’oro e una piccola quota di Bitcoin“.
La spinta di Washington: il Clarity Act e la scommessa di Trump
Accanto alle dinamiche monetarie, la politica di Washington sta giocando un ruolo decisivo per il momentum del settore. Il 20 agosto scorso, il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha ospitato alla Casa Bianca diverse personalità del settore crypto. Durante l’incontro, il tycoon ha esortato apertamente il Congresso ad approvare il Clarity Act, un disegno di legge da tempo bloccato che punta a stabilire linee guida legali chiare sugli asset digitali negli Stati Uniti. Trump ha espresso con forza l’urgenza di questo passo, dichiarando: “Abbiamo bisogno che il Congresso faccia il passo successivo approvando il Clarity Act, una versione equa del Clarity Act. È una legislazione strutturata molto, molto potente che ci manterrà avanti alla Cina e avanti a chiunque altro“. Lo scorso fine settimana il presidente è tornato a premere sul Congresso e, da allora, il Bitcoin ha registrato un balzo del 16%, dopo aver già superato quota 70.000 dollari subito dopo l’evento alla Casa Bianca.
I numeri del rally
Nelle contrattazioni asiatiche, la quotazione del Bitcoin si è attestata a 80.323,24 dollari, dopo aver toccato un picco intraday di 81.237,94 dollari. Sebbene la criptovaluta rimanga ben lontana dal suo massimo storico di 126.000 dollari raggiunto lo scorso anno, gli analisti guardano con ottimismo al futuro. Secondo Sycamore, una rottura stabile sopra i livelli attuali potrebbe aprire la strada verso la fascia dei 95.000-100.000 dollari. I risultati oltremodo positivi di Bitcoin hanno spinto altre divise. Ether, la seconda criptovaluta per capitalizzazione, è salita a 2.503 dollari, segnando un balzo di oltre il 30% in una settimana. Solana ha registrato un progresso del 32%. XRP è stata la migliore tra le grandi valute, con un decollo del 51,7%. Dogecoin e Binance hanno segnato rispettivamente rialzi del 31,8% e del 18,7%.







