La guerra si sposta sempre più in profondità nel territorio russo. Una nuova ondata di attacchi con droni ucraini ha colpito obiettivi strategici ed economici vitali per il Cremlino, arrivando a lambire regioni finora considerate sicure. Dal colosso dell’e-commerce Wildberries alla quarta raffineria di petrolio del Paese, il fumo degli incendi segna una notte di altissima tensione.
Wildberries sotto attacco
Le forze di Kiev sono tornate a colpire Wildberries, il principale rivenditore online russo (l’equivalente di Amazon per Mosca). Un attacco mirato ha colpito il centro logistico di Kotovsk, nella regione di Tambov, radendolo al suolo. Secondo le prime informazioni riportate dal governatore Yevgeny Pervyshov, il sito è stato completamente distrutto dalle fiamme e un dipendente è rimasto ferito, subendo una commozione cerebrale a causa dell’onda d’urto.
Non è la prima volta che l’azienda finisce nel mirino: già il 16 agosto scorso l’Ucraina aveva paralizzato il più grande centro logistico di Wildberries vicino a Mosca, confermando la strategia di colpire i pilastri dell’economia russa.
Droni sulla raffineria Lukoil a 800 km dal confine
Parallelamente, un attacco massiccio ha preso di mira la raffineria di petrolio Norsi (Lukoil-Nizhegorodorgsintez) a Kstovo, nell’oblast’ di Nizhny Novgorod. Si tratta di un obiettivo di importanza cruciale: è la quarta raffineria russa e il secondo produttore di benzina del Paese, fondamentale per il rifornimento delle truppe al fronte.
Nonostante la distanza di circa 800 chilometri dal confine ucraino, i droni di Kiev sono riusciti a penetrare le difese aeree, scatenando un vasto incendio visibile a chilometri di distanza. L’impianto, che lavora fino a 17 milioni di tonnellate di greggio all’anno, era già stato colpito ripetutamente nei mesi precedenti, mettendo a dura prova la capacità produttiva russa di carburante per aviazione e gasolio.
Due vittime civili nel rogo causato dai droni
Mentre gli obiettivi strategici bruciano, si registra anche un pesante bilancio umano. Nella regione di Lipeck, un drone ucraino ha colpito un’abitazione civile scatenando un incendio devastante. Secondo quanto riferito dal governatore Igor Artamonov alle agenzie Tass e Ria Novosti, nel rogo sono morti un uomo e un ragazzo di soli 14 anni. È l’ennesima conferma di come la guerra dei droni stia diventando sempre più letale anche per le popolazioni residenti nelle aree di confine.
Alta tensione in Asia
Il clima di instabilità non si limita al fronte europeo. Nelle ultime ore, la tensione è esplosa anche nei cieli del Pacifico. Diversi aerei militari russi sono entrati senza autorizzazione nella Kadiz, la zona di identificazione della difesa aerea della Corea del Sud, sorvolando le acque orientali nei pressi delle isole Dokdo.
“Le forze armate sudcoreane hanno rilevato gli aerei militari russi prima che entrassero nella zona di identificazione della difesa aerea e hanno dispiegato caccia dell’Aeronautica militare per prepararsi a possibili emergenze”, ha affermato il Jcs. Gli aerei russi, ha aggiunto lo Stato maggiore, non hanno violato lo spazio aereo sudcoreano.







