Il Governo riapre la partita dell’Ecobonus, ponendo la riqualificazione energetica al centro delle nuove politiche economiche.
Il viceministro dell’Economia, Maurizio Leo, ha confermato l’intenzione di innalzare dall’attuale 50% al 65% la detrazione fiscale per gli interventi di efficientamento sugli immobili. L’operazione punta a sfruttare i margini concessi dalla clausola di flessibilità europea in materia di energia che concede all’Italia 14 miliardi di sovraindebitamento.
Aliquote a confronto: il rischio del calo e la svolta dell’esecutivo sull’Ecobonus
L’intervento governativo si rivela fondamentale per evitare un drastico ridimensionamento delle agevolazioni vigenti. In assenza di modifiche legislative nell’imminente legge di Bilancio, la normativa prevedrebbe infatti una contrazione automatica delle aliquote: la detrazione per le prime case scenderebbe dall’attuale 50% al 36%, mentre per le seconde case registrerebbe un calo dal 36% al 30%.
Per scongiurare questo scenario, Palazzo Chigi intende spingere sulla transizione ecologica con un focus specifico sull’elettrificazione dei consumi. In particolare, il nuovo Ecobonus mira a incentivare la diffusione di pompe di calore e l’installazione di impianti fotovoltaici (inclusi quelli da balcone con potenza da 1 kilowatt).
Conto termico, Comuni e supporto strutturale alle Pmi
Parallelamente all’Ecobonus, la strategia del governo prevede il rafforzamento del conto termico, con norme ad hoc mirate all’efficientamento di strutture pubbliche strategiche come università e ospedali. Lo strumento è al centro di una proposta di revisione presentata in conferenza delle Regioni, formulata per superare le criticità legate all’eccesso di domande. Il GSE è costretto a chiudere la procedura 2026 dopo le 1.500 istanze ricevute nel solo mese di febbraio per un importo di 1,3 miliardi di euro.
Ora il Governo prevede di riservare un canale privilegiato ai Comuni con popolazione inferiore ai 5.000 abitanti, garantendo una copertura del 100% per il primo intervento e dell’80% per i successivi.
Sul piano delle imprese, il viceministro Leo ha confermato lo studio di un aiuto strutturale indirizzato alle Pmi, volto a facilitare l’accesso ai contratti di acquisto di energia a lungo termine e a prezzo fisso. Attraverso il meccanismo dell’Energy Release, che mette a disposizione delle imprese energivore forniture a prezzo calmierato (65 euro per MWh) a fronte dell’impegno a realizzare nuova capacità green, il Gestore dei servizi energetici ha già assegnato 23,6 TWh dei 24 TWh annui disponibili, mobilitando risorse pari a 1 miliardo per il 2025 e 2 miliardi per il 2026.
La guida ENEA per l’Ecobonus: i criteri tecnici e la mappa degli interventi ammessi
Sul fronte tecnico e operativo, l’ENEA ha pubblicato l’aggiornamento dei propri vademecum basati sulle indicazioni stabilite dal D.Lgs. 5/2026. Pur senza introdurre norme inedite, il documento chiarisce i requisiti indispensabili per fruire delle detrazioni e costituisce la base di riferimento per la futura applicazione della misura.
L’elenco degli interventi agevolabili si articola in oltre 10 categorie.
Parti comuni condominiali
L’agevolazione è riconosciuta per gli interventi sull’involucro opaco dell’edificio che interessino oltre il 25% della superficie disperdente lorda dell’immobile rivolto verso l’esterno, vani non riscaldati o il terreno. L’opera deve configurarsi come modifica o sostituzione di elementi preesistenti. Contestualmente, possono essere inclusi anche la sostituzione di serramenti e infissi, l’installazione di schermature solari e l’ammodernamento degli impianti comuni di riscaldamento.
Coibentazione termica
Rientrano nella misura gli interventi di isolamento termico delle strutture opache (pareti, solai, coperture) delimitanti volumi riscaldati esistenti.
Infissi, schermature e collettori solari
Rientrano nelle detrazioni la sostituzione di finestre, porte e lucernari delimitanti il perimetro riscaldato. Sono ammessi anche l’acquisto e la posa in opera di schermature solari o chiusure oscuranti mobili montate in modo solidale alla struttura, oltre ai collettori solari termici per la produzione di acqua calda sanitaria destinati ad abitazioni, industrie, strutture sportive, scuole, università ed enti di cura.
Impianti a biomassa e riscaldamento efficiente
Sono agevolabili i generatori alimentati a biomassa combustibile (caldaie, stufe, termocamini a pellet o legna) destinati a sostituire parzialmente o totalmente gli impianti di climatizzazione invernale esistenti.
Ecobonus: caldaie a condensazione, pompe di calore e sistemi ibridi
Gli incentivi coprono la sostituzione di impianti tradizionali con caldaie a condensazione ad alta efficienza, pompe di calore elettriche o geotermiche, scaldacqua a pompa di calore e sistemi ibridi (pompa di calore integrata con caldaia a condensazione o biomassa) espressamente concepiti per funzionare in abbinamento.
Micro-cogeneratori, ecobonus e domotica
Sono ammessi gli acquisti di micro-cogeneratori a fonti rinnovabili in sostituzione dell’esistente, che garantiscano un risparmio di energia primaria pari o superiore al 20% e potenza inferiore a 50 kWe. Infine, rientrano nei bonus i sistemi di Building Automation per la gestione automatizzata e il controllo da remoto degli impianti termici.







