La startup californiana JetZero sta sviluppando il Z4, un innovativo velivolo con design ad ala integrata che punta a rivoluzionare il settore dell’aviazione commerciale entro il 2030. Grazie a una struttura che fonde fusoliera e ali, l’aereo promette di dimezzare i consumi di carburante. Punta anche a ridurre drasticamente le emissioni, sfidando il dominio globale di Airbus e Boeing. Il progetto ha già ottenuto il sostegno finanziario dell’aeronautica militare statunitense. C’è il forte interesse di grandi compagnie come United e Alaska Airlines.
Nonostante i vantaggi aerodinamici e gli interni spaziosi con quattro corridoi, l’azienda deve superare complesse sfide tecnologiche e normative legate alla certificazione del nuovo design. Il successo del primo volo sperimentale, previsto per il 2027, sarà determinante. E potrà trasformare questa visione futuristica in una realtà operativa per il trasporto passeggeri.
Il corpo ad ala integrata
Il cuore dell’innovazione di JetZero risiede nella fusione totale: la fusoliera e le ali non sono più componenti distinte, progettati in un’unica superficie portante. Questo design, sostiene l’azienda, permette di azzerare la resistenza aerodinamica superflua, trasformando l’intero corpo dell’aereo in un generatore di portanza.
Secondo le stime della start up, questo cambiamento potrebbe ridurre il consumo di carburante fino alla metà rispetto ai modelli attuali, con una riduzione delle emissioni del 50%. Anche confrontandolo con i giganti della tecnologia attuale come il Boeing 787, JetZero promette un miglioramento dell’efficienza del 30%.
Il sogno di un gruppo di ricercatori sta diventando realtà in un enorme hangar nel deserto del Mojave, in California. Qui si sta costruendo un prototipo in scala reale di quello che potrebbe diventare un jet da oltre 200 posti.
L’amministratore delegato, Tom O’Leary, è consapevole della portata della sfida: «Nessuno lo ha mai fatto prima», riferendosi alla costruzione di un prototipo commerciale in scala reale di questo tipo.
Tuttavia, JetZero non sta inventando da zero. Il concetto di ala integrata è stato studiato per decenni dalla NASA, che ha investito oltre 1 miliardo di dollari in ricerca e test di volo, collaborando in passato anche con Boeing. JetZero sta capitalizzando su oltre 30 anni di ricerche e su componenti già esistenti e certificati dalla FAA per accelerare il percorso verso il mercato.
L’architettura interna dello Z4 rompe con il passato tanto quanto il suo esterno. La cabina è descritta come ampia e piatta, superando i tradizionali modelli a uno o due corridoi per proporne ben quattro. Questa configurazione è pensata per ospitare tra i 200 e i 270 passeggeri, puntando a quella fascia media di mercato un tempo dominata dai Boeing 757 e 767.
Lo Z4 è progettato per volare a circa 10.000 piedi più in alto rispetto agli attuali aerei di linea, con un’autonomia di circa 5.000 miglia nautiche.
Il nodo dei finanziamenti e l’appoggio governativo
La domanda che perseguita O’Leary è semplice: «Questa cosa è davvero reale?». La risposta sembra risiedere nel massiccio supporto finanziario e istituzionale che la startup è riuscita a catalizzare. Il governo degli Stati Uniti ha identificato in JetZero una possibile risposta alla crisi di competitività del settore aerospaziale nazionale, attualmente rappresentato dal solo colosso in difficoltà Boeing. La United States Air Force ha assegnato a JetZero un contratto da 235 milioni di dollari per la costruzione del prototipo, vedendo nel design blended-wing un potenziale enorme per il trasporto militare, il rifornimento in volo e le operazioni stealth grazie al grande volume interno.
Inoltre, la Export-Import Bank degli Stati Uniti ha raggiunto un accordo preliminare per fornire fino a 3 miliardi di dollari in prestiti e garanzie, fondi destinati alla costruzione del primo stabilimento produttivo a Greensboro, nel North Carolina. A livello privato, JetZero ha raccolto 175 milioni di dollari in un round guidato da B Capital, con la partecipazione di giganti come Northrop Grumman e RTX Ventures.
La tabella di marcia verso il 2030
Il cronoprogramma è serrato. Il primo volo del prototipo in scala reale è previsto per la fine del prossimo anno (o comunque entro il 2027). Un momento che O’Leary definisce come lo spartiacque tra il dubbio e la realtà. Se i test avranno successo, JetZero punta alla quotazione in Borsa entro il 2028, cavalcando l’onda dell’interesse per l’aerospazio alimentata dai successi di SpaceX. La produzione dei primi esemplari dovrebbe essere avviata a Greensboro, in Carolina del Nord, entro il 2030.







