«Italia e India sono più vicine che mai». Lo ha detto la presidente del Consiglio Giorgia Meloni, nelle dichiarazioni congiunte alla stampa con il primo ministro Narendra Modi dopo l’incontro bilaterale che si è svolto a Villa Doria Pamphili. È la prima visita ufficiale di un premier indiano dopo 26 anni. I rapporti tra i due paesi, ha detto la nostra premier, hanno raggiunto il livello di «partenariato strategico speciale».
Un patto per la cooperazione e lo sviluppo
L’intesa costruita nel tempo punta oggi su un’alleanza più forte che guarda al futuro «per ridisegnare gli equilibri globali» e per «perseguire nuovi traguardi» valorizzando «le forze complementari» che i due Paesi possono mettere in campo.
Modi ricevuto al Quirinale da Mattarella
La prima tappa della visita ufficiale di Narendra Modi è stata al Quirinale, dove il presidente indiano è stato ricevuto dal capo dello Stato, Sergio Mattarella. «La sua presenza è un onore per l’Italia e manifesta la comune volontà di intensificare in ampia misura, al massimo possibile, la nostra collaborazione», ha detto Mattarella a Modi.
Una comunità laboriosa
«So che ha incontrato una rappresentanza della comunità indiana in Italia. Desidero dirle che è una comunità molto apprezzata – ha detto il capo dello Stato – che opera in maniera dinamica, attiva, laboriosamente, contribuendo alla vita del nostro Paese».
Gli obiettivi strategici della cooperazione Italia-India
Tecnologia, intelligenza artificiale, transizione energetica, industria e infrastrutture. Sono i quattro pilastri su cui le agende politiche dei due governi intendono accelerare il passo insieme. L’Accordo di libero scambio tra l’Unione europea e l’India apre la strada a un aumento del commercio e degli investimenti in entrambe le direzioni. L’obiettivo di Roma e New Delhi è quello di raggiungere i 20 miliardi di euro di scambi commerciali entro il 2029.
Parola d’ordine: innovazione
Sull’innovazione e sulla ricerca tecnologica e digitale, Italia e India hanno già importanti collaborazioni in atto: sia sul fronte dello sviluppo dell’IA, sia nel settore aerospaziale, in quello della difesa, nell’industria e in ambito energetico.
Duecentomila start-up
La rapida crescita economica dell’India unita al «talento ingegneristico e al potenziale industriale», ha detto la nostra premier, creano le base per nuove sinergie nei settori strategici dove operano già 200mila start-up. Università e centri di ricerca italiani sosterranno i progressi indiani in ambito tecnologico, chimico e farmaceutico.
Impegno comune per la transizione energetica
Insieme alla Cina, l’India è il Paese con la maggiore capacità di accelerazione verso l’impiego di fonti di energia rinnovabili a basso impatto ambientale. New Delhi punta a diventare il primo hub mondiale per la produzione ed esportazione di idrogeno verde mentre l’Italia, ha detto la nostra premier, aspira al ruolo di «porta energetica dell’Europa».
India, un colosso in movimento
Entro il 2030 l’India è destinata a diventare la terza economia del mondo. Oggi è terza al mondo per numero di unicorni, le startup non quotate in borsa che hanno raggiunto una valutazione di mercato di almeno 1 miliardo di dollari: sono più di 100. L’india è il secondo Paese al mondo per laureati STEM (oltre 2,5 milioni ogni anno) ed i suoi ingegneri informatici coprono un quinto dei laureati su scala globale.
L’economia indiana è in forte crescita
Il prodotto interno lordo indiano cresce a ritmi maggiori della media mondiale (+6,4% annuo medio nell’ultimo decennio) e insidia il primato cinese. New Delhi somma prospettive di significativo aumento dei consumi domestici, trainati dal vivace andamento demografico (241 milioni di abitanti in più entro il 2050), a necessità di maggiori investimenti e tecnologie nell’economia nazionale. L’obiettivo del Paese è di espandere la propria base manifatturiera e affermarsi nel commercio internazionale.
Interscambio e presenza imprenditoriale
Nel 2024, l’export italiano verso l’India ha raggiunto i 5,2 miliardi di euro (+1% rispetto al 2023), collocando il Paese al quinto posto tra i mercati di sbocco italiani nell’area Asia-Pacifico, con un peso del 9,8% sul totale dell’export regionale. Il valore complessivo dell’interscambio commerciale, pari a 14,2 miliardi di euro. Sono oltre 800 le imprese italiane presenti in India, con un’occupazione stimata di circa 60.000 unità e un fatturato complessivo di 9,7 miliardi di euro. Le imprese indiane nel nostro Paese sono oltre 1.000.
Gli investimenti diretti in Italia e in India
Nel 2024, lo stock di investimenti diretti esteri italiani in India ha raggiunto i 6.892 milioni di euro, mentre lo stock di investimenti indiani in Italia è salito a 490 milioni di euro.
L’export italiano
L’export italiano è trainato principalmente dai beni strumentali e ad alta tecnologia. I tre principali settori di esportazione italiani in India sono quello dei macchinari e delle apparecchiature elettroniche che rappresentano circa 2,05 miliardi di euro (il 39,2% del totale), seguito dalle sostanze e dai prodotti chimici con circa 593 milioni di euro (11,4% del totale) e dai metalli di base e dai prodotti in metallo con circa 426 milioni di euro (8,2% del totale).
Le importazioni dall’India
Per quanto riguarda le importazioni dall’India, i settori dominanti in termini di valore sono i metalli di base e i prodotti in metallo (913 milioni), le sostanze e i prodotti chimici (847 milioni) e i prodotti tessili e dell’abbigliamento (640 milioni).







