Meloni contro Corona: Giorgia evita il faccia a faccia a palazzo Chigi? Rinviata l’udienza con mezzo tribunale di Milano in trasferta

Giorgia Meloni contro Fabrizio Corona

C’è qualcosa di profondamente surreale nell’immagine di un Paese alle prese con inflazione, salari fermi, crisi industriali, tensioni internazionali, guerre ai confini dell’Europa e dazi americani, mentre la presidente del Consiglio continua a trascinarsi dentro una battaglia giudiziaria contro un sito di gossip e contro Fabrizio Corona.

La vicenda è quella ormai nota del processo per diffamazione aggravata legato a un articolo pubblicato da Dillingernews.it, nel quale si parlava di una presunta relazione tra Giorgia Meloni e Manlio Messina. Un contenuto che Palazzo Chigi ha ritenuto offensivo e che ha portato la premier a costituirsi parte civile.

Fin qui la cronaca giudiziaria. Ma la politica, inevitabilmente, è un’altra cosa. Perché mentre il governo chiede sacrifici agli italiani, mentre si moltiplicano emergenze economiche e sociali, l’idea che il capo del governo debba mobilitare apparati istituzionali, udienze speciali e persino Palazzo Chigi per una causa contro Corona lascia molti interdetti.

Il premier di un Paese o protagonista di una guerra al gossip?

La domanda che circola sempre più apertamente non riguarda il diritto di Giorgia Meloni a difendere la propria reputazione. Quello è sacrosanto per chiunque. Il punto è un altro: opportunità politica, proporzione e senso delle priorità.

Perché un conto è querelare un giornale o un sito ritenuto diffamatorio. Un altro è trasformare la vicenda in una questione che coinvolge direttamente Palazzo Chigi e l’immagine istituzionale della presidenza del Consiglio.

L’udienza che avrebbe dovuto tenersi direttamente nella sede del governo italiano aveva già provocato più di un malumore. E il rinvio all’ultimo minuto per “sopravvenuti impegni” ha finito soltanto per aumentare il rumore attorno a una storia che probabilmente Palazzo Chigi avrebbe tutto l’interesse a sgonfiare, non ad alimentare.

Il rischio di trasformare Corona in un simbolo

C’è poi un altro aspetto politico che molti nel centrodestra sembrano sottovalutare. Ogni volta che il potere entra in collisione con il mondo del gossip, dei retroscena o della stampa scandalistica, il rischio è sempre lo stesso: trasformare il provocatore in vittima.

Ed è esattamente quello che potrebbe accadere con Fabrizio Corona. Personaggio divisivo, spesso eccessivo, certamente discutibile in molti toni e metodi, ma che negli ultimi anni ha costruito gran parte della sua nuova popolarità proprio sull’idea di essere “contro il sistema”.

Ogni attacco istituzionale, ogni processo mediaticamente esplosivo, ogni scontro con il potere finisce inevitabilmente per rafforzare quella narrazione. Soprattutto in un’epoca in cui una parte crescente dell’opinione pubblica diffida delle versioni ufficiali e vede nella stampa indipendente – anche quella più aggressiva e borderline – uno degli ultimi spazi realmente liberi.

Libertà di stampa o fastidio per il gossip?

Il nodo vero è proprio questo. La libertà di stampa non vale soltanto per i giornali eleganti, allineati o graditi al potere. Vale anche per chi disturba, provoca, esagera o pubblica contenuti scomodi.

Dillinger non è un quotidiano tradizionale. Usa linguaggi aggressivi, vive di provocazioni, retroscena e gossip politico. Ma proprio per questo il tentativo di trascinarlo continuamente sul piano giudiziario rischia di apparire più come una guerra personale che come una semplice tutela della reputazione.

E la sensazione, per molti osservatori, è che questa vicenda stia finendo per danneggiare più Palazzo Chigi che Corona stesso.

Un Paese pieno di problemi reali

Mentre si discute di udienze, rinvii e articoli di gossip, fuori dai palazzi resta un’Italia alle prese con problemi enormemente più seri. Le famiglie fanno i conti con il costo della vita, le imprese rallentano, il potere d’acquisto continua a scendere e il quadro internazionale è sempre più instabile.

Per questo motivo l’immagine di una presidente del Consiglio impegnata in prima persona in una battaglia giudiziaria contro Fabrizio Corona rischia di apparire scollegata dalla realtà quotidiana del Paese.

Ed è qui che nasce la critica più dura: davvero il premier dell’Italia non ha nulla di più importante da fare che inseguire il gossip? Davvero Palazzo Chigi deve trasformarsi nello scenario di un processo mediatico contro un ex paparazzo?

Domande politicamente devastanti perché colpiscono non il diritto di querelare, ma la percezione delle priorità. E nella politica moderna, spesso, la percezione pesa quasi quanto i fatti.