Oltre Visa e Mastercard, arriva la risposta europea ai colossi dei pagamenti

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Il Parlamento europeo ha approvato l’avvio dei negoziati per l’introduzione dell’euro digitale, una nuova valuta elettronica emessa dalla Banca centrale europea che affiancherà il contante senza sostituirlo. Questa iniziativa mira a modernizzare il sistema dei pagamenti nell’eurozona, garantendo autonomia strategica rispetto ai circuiti finanziari esteri e offrendo ai cittadini uno strumento sicuro utilizzabile sia online che offline.

La normativa prevede rigorose tutele per la privacy degli utenti e l’obbligo di accettazione per la maggior parte delle imprese, assicurando al contempo servizi di base gratuiti. La presidente della Bce, Christine Lagarde, ha confermato che l’obiettivo è raggiungere l’adozione definitiva entro la fine del 2026. L’Europa compie dunque un passo decisivo verso il futuro dei pagamenti digitali con una valuta Ue in grado di competere nei mercati globali.

Un voto storico: il Parlamento si spacca, ma passa la linea della Bce

L’approvazione del mandato negoziale è arrivata con una solida maggioranza: 416 voti a favore, 169 contrari e 22 astenuti. Nonostante il risultato netto, il dibattito ha evidenziato profonde divisioni politiche, specialmente all’interno delle delegazioni italiane. Mentre il centrodestra europeo si è spaccato, con la Lega e l’eurodeputato Roberto Vannacci (leader di Futuro Nazionale) che hanno espresso un voto contrario, Forza Italia e Fratelli d’Italia hanno invece sostenuto il provvedimento. Unica eccezione di rilievo nelle fila di FdI è stata quella di Sergio Berlato, che ha scelto di votare contro l’avvio dei negoziati. Sul fronte dell’opposizione italiana, il sostegno è stato unanime da parte di Avs, PD, M5S e Azione.

Che cos’è l’euro digitale?

L’euro digitale è una valuta digitale emessa direttamente dalla Banca centrale europea. A differenza delle criptovalute private, l’euro digitale avrebbe corso legale, il che significa che dovrebbe essere accettato in tutti i Paesi dell’eurozona. Il Parlamento europeo ha stabilito alcuni pilastri fondamentali per questa nuova moneta. Sarà utilizzabile sia attraverso connessioni internet che in modalità offline, garantendo versatilità in ogni contesto.

I cittadini avranno diritto a “servizi di base gratuiti”, come l’apertura di un conto dedicato, la gestione dei fondi e l’accesso ad almeno uno strumento di pagamento. La maggior parte delle imprese sarà tenuta ad accettare l’euro digitale, con l’esclusione prevista per lavoratori autonomi e microimprese. Per l’utilizzo, con ogni probabilità, sarà necessaria l’installazione di un’app che fungerà da portafoglio digitale (wallet) per pagamenti e trasferimenti peer-to-peer.

La sfida della sovranità, meno dipendenza da Visa e Mastercard

Uno dei punti cardine della strategia indicata dalla presidente della Bce, Christine Lagarde, riguarda l’autonomia strategica dell’Europa. Attualmente, circa il 60% dei pagamenti con carta in Europa viene gestito da infrastrutture in mani straniere, prevalentemente statunitensi (come Visa e Mastercard) o, talvolta, cinesi.

«Abbiamo bisogno di una soluzione europea perché vogliamo essere sovrani in casa nostra», ha dichiarato Lagarde in un’intervista esclusiva a Euronews. L’euro digitale è dunque concepito come una risposta istituzionale per rafforzare la capacità innovativa del blocco e ridurre la dipendenza geopolitica da fornitori esterni.

Il mito della sostituzione del contante e la questione privacy

Una delle critiche più feroci sollevate dagli oppositori al passaggio alla moneta unica digitale riguarda il timore che ciò possa portare alla sparizione delle banconote fisiche o a un controllo sociale attraverso il tracciamento dei pagamenti. Lagarde ha smentito categoricamente queste ipotesi, affermando che l’euro digitale «affiancherà e non sostituirà il contante».

Per rafforzare questo impegno, il Parlamento ha approvato anche un regolamento sul corso legale delle banconote volto a salvaguardare l’accesso e l’accettazione del contante negli Stati membri. La Bce presenterà entro fine anno una strategia per un nuovo design delle banconote: «Il contante non sparirà, verrà ringiovanito», ha assicurato la presidente. Sul fronte della privacy, il Parlamento ha inserito garanzie affinché le transazioni possano essere verificate senza esporre i dati personali degli utenti, cercando di dissipare i timori di un monitoraggio di massa dei cittadini

I prossimi passi verso il traguardo finale

Come spiega la Banca d’Italia, ora il percorso legislativo entra in una fase cruciale. Entro luglio si aprirà il negoziato tra Parlamento europeo, Consiglio dell’Ue e Commissione europea per definire il testo finale del regolamento. Parallelamente ai negoziati politici, l’Eurosistema sta procedendo con le attività di preparazione tecnica e sperimentazione. L’obiettivo istituzionale è ambizioso: punta a completare il processo legislativo entro dicembre per arrivare all’adozione effettiva dell’euro digitale entro la fine del 2026.