Stop alla circolazione delle auto con targa straniera, sarà obbligatoria l’Rc auto italiana

Targa Straniera 2

Stop alla circolazione delle auto con targhe straniere. Sarà obbligatoria l’Rc auto italiana. La pratica diffusa in molte regioni si appresta a subire una drastica regolamentazione. Il testo-base del nuovo Codice della strada, predisposto dal ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti, punta a introdurre un blocco immediato.

Il ministero ha avviato il confronto con le associazioni di settore, le quali dovranno esprimersi entro il 13 settembre, per giungere a una bozza finale entro il 14 ottobre 2026.

L’obiettivo è quello di colpire i finti noleggi e l’esterovestizione. Due pratiche sostanzialmente diverse che puntano a risultati simili: risparmiare sull’assicurazione ed eludere il bollo, oltre ai controlli fiscali.

Noleggi e leasing

Se il mezzo circola in Italia per oltre 30 giorni, anche non consecutivi, è obbligatoria l’iscrizione al Registro veicoli esteri. Non si tratta di una intestazione fittizia ma l’impiego può essere distorto a vantaggio di chi utilizza l’auto o la moto. Di regola il veicolo viene acquistato da una società estera, che paga l’assicurazione in Italia. Mentre chi noleggia il mezzo, auto o ciclomotore che sia, si ritrova a carico il solo canone di utilizzo. Noleggi e leasing possono nascondere problemi legati alle nuove immatricolazioni, all’assicurazione del veicolo o alle revisioni.

L’esterovestizione

L’esterovestizione è un espediente consolidato che nel tempo si è spostato geograficamente: dalle targhe tedesche a quelle bulgare, fino alle attuali polacche. Il funzionamento è noto: residenti in Italia intestano fittiziamente il proprio veicolo a una società estera, riprendendolo in uso tramite contratti di noleggio o leasing.

Questo espediente permette di evitare la più costosa copertura assicurativa italiana e di risparmiare sulle imposte. Inoltre, rende difficile per la polizia locale notificare i verbali di infrazione stradale all’estero. Finora, nonostante l’obbligo di iscrizione al Registro dei veicoli con targa estera (Reve), era sufficiente una polizza polacca, valida in Italia, per circolare liberamente.

L’obbligo della polizza Rc auto italiana

La novità decisiva contenuta nel testo-base mira ad azzerare la convenienza economica del fenomeno. Una volta iscritto il veicolo al Reve, l’obbligo di copertura Rc auto potrà essere assolto unicamente stipulando un contratto con un’impresa italiana o con una compagnia estera autorizzata a operare in Italia e iscritta negli elenchi Ivass.

Non si tratta di vietare le targhe straniere, ma di un requisito che impone ai trasgressori le tariffe e le tasse del mercato assicurativo italiano. Questa stretta si aggiunge a quella introdotta il 25 maggio scorso, che ha vincolato l’iscrizione al Reve (obbligatoria dal 2022) al pagamento dell’Imposta provinciale di trascrizione.

Focus sulla Campania e controlli rafforzati

Secondo le stime, il fenomeno riguarda decine di migliaia di veicoli, concentrati soprattutto in Campania, dove i premi assicurativi sono i più alti d’Italia. La quasi totalità delle targhe polacche circola nella provincia di Napoli, dove il ricorso all’espediente è diffuso proprio a causa del forte divario tariffario. La Prefettura del capoluogo campano ha avviato controlli a tappeto per intercettare le auto immatricolate fittiziamente all’estero.

Il sottosegretario al ministero dei Trasporti, Tullio Ferrante, ha chiarito che il dilagare dell’uso improprio di targhe estere rende necessario tracciare i veicoli stabilmente utilizzati in Italia, imponendo l’immatricolazione nazionale, la registrazione al Reve o la stipula di una polizza assicurativa italiana o autorizzata.

Una circolare del ministero dell’Interno del 13 agosto ha annunciato l’apertura dei collegamenti telematici con i portali governativi polacchi, consentendo verifiche rapide in tempo reale su regolarità e documenti dei mezzi.

Targhe straniere, una questione che si trascina da anni

Il dibattito normativo sulle targhe estere dura da anni. Nel 2018, il decreto Sicurezza impose il divieto di circolazione per i veicoli esteri condotti da residenti in Italia, salvo eccezioni. Successivamente, l’articolo 93-bis del Codice della strada ha introdotto il divieto per i veicoli stranieri di proprietà di soggetti residenti in Italia da oltre tre mesi, e l’obbligo di iscrizione al Reve per quelli di proprietari residenti all’estero che circolano in Italia per più di 30 giorni all’anno.

Nonostante la nuova stretta assicurativa, il provvedimento suscita critiche politiche. Il deputato di Alleanza Verdi e Sinistra, Francesco Emilio Borrelli, definisce l’intervento parziale e insufficiente, individuando la causa del fenomeno proprio nella disparità territoriale delle tariffe Rc auto. Borrelli contesta al governo di agire solo con divieti repressivi sulle auto estere senza affrontare “la parte più importante relativa alla tariffa unica per gli automobilisti virtuosi, unico modo per superare le inaccettabili discriminazioni territoriali sulle tariffe”.

Con la scadenza di metà settembre per le osservazioni delle associazioni e la bozza finale attesa a ottobre, l’iter del nuovo Codice della strada promette di accendere ulteriormente il dibattito su regole, tariffe ed elusioni assicurative.