È scattata la tregua fiscale di agosto. Secondo stop dell’anno, dopo il fermo previsto anche a dicembre, per evitare sovraccarichi e blackout nel periodo di ferie e vacanze. La sospensione temporanea riguarda circa due milioni di atti, tra cartelle di pagamento, avvisi di intimazione e solleciti.
Ad agosto l’Agenzia delle Entrate-Riscossione non farà pressioni sui contribuenti. Tuttavia, la “tregua” non è assoluta: restano esclusi dalla sospensione gli atti urgenti e inderogabili, ovvero quelli che, se posticipati, potrebbero compromettere la riscossione stessa o che sono legati a termini di prescrizione imminenti o quelli di rilevanza penale come le notizie di reato.
Questa sospensione si affianca agli stop già previsti dal decreto legislativo n.1 del 2024 che coinvolgono numerosi atti emessi dall’Agenzia delle Entrate. Sono compresi gli avvisi bonari, le comunicazioni derivanti dai controlli automatizzati e formali. Riguarda anche alcuni avvisi di liquidazione e le cosiddette lettere di compliance, con le quali il Fisco invita il contribuente a regolarizzare anomalie o difformità riscontrate nelle dichiarazioni.
In generale l’attività di notifica risulta quasi raddoppiata nell’ultimo triennio: il numero degli avvisi è passato dai 4,9 milioni del 2023 agli oltre 9 milioni del 2025.
Le attività di riscossione non si fermano
Le attività regolari amministrative interne degli uffici naturalmente non andranno in ferie. Le procedure già avviate e tutte le notifiche che in presenza di motivate ragioni di urgenza possono comunque essere effettuate faranno il loro normale corso.
I numeri della riscossione
Il ministero dell’Economia stima per l’anno in corso un flusso complessivo tra i 24 e i 31 milioni di documenti. La sospensione di due milioni di atti ad agosto rappresenta quindi una fetta significativa dell’attività mensile ordinaria.
Gli obiettivi di recupero restano ambiziosi. Il target di riscossione per il 2026 è fissato a 14,3 miliardi di euro. Questo si inserisce in un contesto di arretrato imponente: una “montagna” di debiti accumulati dal 2000 che, a fine dello scorso anno, ha raggiunto la cifra astronomica di 1.331 miliardi.
Somme ancora da recuperare, nonostante l’opportunità offerta i contribuenti morosi con le rottamazioni: le quattro campagne attivate finora hanno consentito il recupero di poche decine di miliardi di euro. Secondo la Corte dei conti oltre il 75% delle somme non pagate sarebbe di difficile riscossione.
La strategia attuale concordata tra ministero e Ader mira ad accorciare i tempi di notifica, con l’obiettivo di consegnare almeno il 53% delle cartelle entro tre mesi dall’affidamento del carico da parte degli enti creditori.
Smentito il “sovraccarico” di luglio
L’Agenzia delle Entrate è intervenuta ufficialmente per smentire le riguardanti un presunto “tempestamento” di cartelle nei mesi immediatamente precedenti la pausa estiva. I dati ufficiali forniti dall’Istituto indicano una realtà diversa. Le lettere di compliance inviate a luglio rappresentano solo il 9% del totale annuale. Le comunicazioni di irregolarità a luglio sono diminuite di oltre il 40% rispetto allo stesso periodo del 2025. Le cartelle del primo semestre 2026 hanno registrato una flessione del 9% rispetto all’anno precedente.
Il quadro normativo: il Testo unico e lo “scudo” di agosto
La tregua non è un’iniziativa isolata, ma sta trovando una collocazione stabile nel Testo unico sugli adempimenti e l’accertamento. Questo schema di decreto legislativo blinda le disposizioni che proteggono cittadini e professionisti durante agosto e dicembre.
Le salvaguardie principali
- Stop agli invii. Dal 1° al 31 agosto non vengono inviati avvisi bonari (controlli automatizzati e formali) e lettere di compliance.
- Sospensione dei pagamenti. Dal 1° agosto al 4 settembre sono sospesi i termini per il pagamento delle somme dovute a seguito di controlli automatici e formali. Anche se un atto venisse notificato per urgenza, il termine per pagare scatterebbe comunque dal 5 settembre.
- Sospensione dei documenti. Nello stesso periodo (1° agosto – 4 settembre), i contribuenti non sono tenuti a trasmettere documenti o informazioni richiesti dagli uffici, a meno che non si tratti di verifiche in loco o rimborsi Iva.
- Contenzioso Tributario. La tregua si estende anche ai tribunali, con la sospensione dei termini per impugnare le cartelle di pagamento e gli atti nel mese di agosto
Maggiori tutele per i contribuenti
La riforma fiscale ha introdotto ulteriori elementi di flessibilità. Il termine per chiarire la propria posizione o pagare dopo una comunicazione di irregolarità è passato da 30 a 60 giorni. Inoltre, l’Agenzia ha confermato che prenderà in considerazione la documentazione fornita per i controlli formali anche oltre il termine standard di 30 giorni, riconoscendo le difficoltà oggettive del periodo estivo.







