Alla vacanza estiva non si rinuncia, tutt’al più ci si indebita. Gli italiani sono disposti ad affrontare un lungo piano di rientro economico, fino a 10mila euro, pur di lasciare casa per qualche giorno o più. Nei primi cinque mesi di quest’anno sono stati concessi circa 170 milioni di euro di prestiti personali per pagare le vacanze. Un boom in termini di importi con in testa le richieste da parte degli under 30 che hanno messo insieme oltre il 20% dei contratti sottoscritti con gli istituti di credito. Il numero dei finanziamenti è diminuito rispetto al 2025 quando erano stati erogati oltre 200 milioni, ma le domande sono aumentate del 42%: 5.400 euro la cifra media concessa.
Lo dice l’indagine commissionata da Facile.it all’istituto di ricerca EMG. Ci si indebita, dunque, è i piani di rientro sono abbastanza lunghi. Secondo EMG dai calcoli emerge che a fronte di un ticket di 5.400 euro, l’opzione è la restituzione in 50 rate da 132 euro al mese. Secondo l’indagine, gli spenderanno in media 939 euro a testa solo per il viaggio e l’alloggio.
L’identikit dei richiedenti prestito
Questa tipologia di finanziamento è particolarmente diffusa tra i giovani. Se, in generale, chi si rivolge ad una società di credito in Italia ha, in media, più di 46 anni, quando si tratta di prestiti per le vacanze l’età dei richiedenti scende a 38 anni. Un valore su cui ha un ruolo determinante la fascia di età compresa tra i 25 e i 30 anni: rappresentano più del 20% della domanda di prestiti per viaggi. I richiedenti sono soprattutto uomini (69%) per un ammontare medio di 5.626 euro, il 15% in più rispetto alla somma richiesta dalle donne.
Più credito al consumo per salvaguardare i risparmi
Secondo gli esperti di Facile.it il credito al consumo viene utilizzato sempre di più per far pesare il meno possibile sul budget mensile alcune spese, ad esempio una vacanza, e per non intaccare direttamente i propri risparmi.
Lo studio EMG è stato condotto su un campione di 400.000 istanze di finanziamento personale. Nei primi 5 mesi del 2025 lo stock di prestiti erogati è stato superiore ai 200 milioni di euro. Segno del fatto che la crisi energetica e le crisi internazionali hanno frenato la propensione al consumo spingendo verso atteggiamenti più prudenziali consigliati dal quadro di incertezza generale.







