Nel delitto di Garlasco sono cambiati l’accusato, il movente e la ricostruzione dell’omicidio. Non è cambiato il punto intorno al quale vengono costruite le diverse ipotesi: la vita privata di Chiara Poggi. Prima il materiale pornografico trovato sul computer di Alberto Stasi e il rapporto tra i due fidanzati; oggi i video intimi della coppia, il presunto accesso di Andrea Sempio al computer e il rifiuto di un approccio sessuale che, secondo la Procura di Pavia, avrebbe provocato l’aggressione.
Due uomini diversi vengono indicati, in momenti diversi, come responsabili dello stesso delitto. Intorno a entrambi prende forma un movente che attraversa la sessualità, i desideri, i confini e le scelte di Chiara. Lei, però, non può raccontare che cosa sapesse, che cosa temesse, chi avesse respinto e quale significato attribuisse ai contenuti custoditi nel proprio computer.
Diciannove anni dopo, la vittima continua così a essere descritta attraverso ciò che gli altri avrebbero pensato, desiderato o scoperto di lei.
Garlasco, il primo movente costruito intorno al computer di Stasi
Nel procedimento concluso con la condanna definitiva di Alberto Stasi, il materiale pornografico conservato sul suo computer entrò nella lunga ricerca di un possibile movente. Gli investigatori analizzarono i file, le abitudini digitali dell’allora fidanzato e il rapporto con Chiara, tentando di individuare un conflitto abbastanza grave da spiegare un’aggressione tanto violenta.
Una spiegazione chiara e definitivamente dimostrata del movente, tuttavia, non venne mai individuata. Stasi fu condannato sulla base di un quadro indiziario, non perché fosse stata provata l’esistenza di una lite scoppiata per quei contenuti. Eppure la sfera intima della coppia divenne una delle chiavi attraverso le quali il Paese imparò a guardare Chiara e la relazione con il suo fidanzato.
Il rischio fu trasformare un elemento da verificare in una narrazione: Chiara avrebbe visto, scoperto o contestato qualcosa; Stasi avrebbe temuto le conseguenze; il delitto sarebbe nato dentro quella frattura. Ipotesi che non potevano essere confermate dalla sola persona capace di raccontare davvero che cosa fosse accaduto tra loro.
I video intimi tornano nel movente attribuito a Sempio
La nuova inchiesta cambia radicalmente il responsabile indicato, ma torna nello stesso spazio privato. Secondo la Procura di Pavia, Andrea Sempio avrebbe avuto accesso al computer sul quale erano presenti anche i video intimi di Chiara e Stasi. Il movente prospettato dagli inquirenti sarebbe legato a un approccio sessuale respinto dalla giovane.
Sempio nega ogni responsabilità e deve essere considerato innocente fino a un’eventuale condanna definitiva. Anche in questa ricostruzione, però, la sessualità di Chiara diventa il luogo nel quale cercare l’origine della violenza. Non più una presunta scoperta capace di aprire un conflitto con il fidanzato, ma un confine imposto a un altro uomo e non accettato.
Le due accuse sono incompatibili, ma possiedono un elemento comune: entrambe attribuiscono a Chiara una reazione decisiva poco prima della morte. Nel primo scenario avrebbe scoperto qualcosa; nel secondo avrebbe rifiutato qualcuno. In entrambi i casi, le intenzioni della vittima vengono ricostruite da documenti, tracce informatiche e interpretazioni formulate molti anni dopo.
Chiara Poggi raccontata attraverso gli uomini del caso
Di Alberto Stasi conosciamo gli interrogatori, le abitudini, il computer, la tesi, gli spostamenti e le parole pronunciate dopo il ritrovamento del corpo. Di Andrea Sempio sono stati analizzati frequentazioni, comportamenti, dispositivi, conversazioni e dichiarazioni. Le loro vite sono diventate fascicoli aperti, discussi e contrapposti ogni giorno.
Di Chiara rimane invece un’immagine molto più fragile: la ragazza in pigiama che avrebbe aperto la porta a qualcuno che conosceva, la fidanzata che avrebbe potuto scoprire un segreto, la donna che avrebbe respinto un approccio. Persino le sue possibili decisioni vengono raccontate soprattutto per spiegare le azioni degli uomini entrati nell’inchiesta.
È il paradosso più profondo di Garlasco. Il processo contro Stasi e l’accusa contro Sempio cercano due colpevoli differenti, ma interrogano la stessa intimità di una donna uccisa. E mentre ogni parola degli uomini viene ascoltata, contestata e reinterpretata, quella di Chiara Poggi resta l’unica versione che nessuna indagine potrà più recuperare.







