Strage di Ustica: la Procura di Roma ritira la richiesta di archiviazione, ma rimangono le perplessità dei familiari delle vittime

I resti del Dc) Itavia precipitato a Ustica

La Procura di Roma riapre il fascicolo sul disastro aereo di Ustica, la tragedia del 27 giugno 1980 in cui persero la vita ottantuno persone a bordo del DC-9 Itavia. I pm capitolini depositano un nuovo incartamento e ritirano la richiesta di archiviazione proprio alla vigilia dell’udienza davanti al Giudice per le Indagini Preliminari.

A spingere i magistrati verso questo passo indietro e stato il canale diplomatico aperto con la Francia. Le autorita di Parigi hanno comunicato al Ministero degli Esteri italiano la piena disponibilità a consegnare tutti i documenti conservati tra il 1980 e il 1990, aggiungendo ulteriori carte custodite dagli archivi del Ministero della Difesa fino al 1994. Fonti diplomatiche transalpine assicurano di aver sempre garantito la massima cooperazione giudiziaria con Roma.

La cautela dei familiari delle vittime di Ustica

La notizia dell’apertura francese suscita forti perplessità in Alessandro Gamberini, legale dell’associazione dei familiari delle vittime della strage. L’avvocato evidenzia come Parigi abbia opposto un atteggiamento reticente nel corso degli ultimi quarantasei anni. Il legale ribadisce la presenza di una mole imponente di elementi a sostegno della tesi di una battaglia aerea intorno al velivolo civile, ipotizzando che la scelta del governo transalpino derivi dalla profonda crisi politica interna e non da un puro slancio di amicizia.

Ad alimentare i dubbi intervengono anche le dichiarazioni dell’ingegnere Leonardo Lecce, già membro della commissione d’inchiesta del giudice Vittorio Bucarelli. L’esperto conferma la certezza scientifica dell’abbattimento da parte di un missile, poiché la concentrazione dei rottami in soli due chilometri di fondale smentisce l’ipotesi di un’esplosione interna. Lecce svela inoltre che la società statale francese Ifremer tornò in segreto sul luogo del disastro, lasciando solchi meccanici sul fondo del Tirreno dopo aver sospeso le operazioni ufficiali per oltre un mese e mezzo nel 1988.

I tracciati radar e lo scenario militare internazionale

Le analisi svolte sui sistemi radar civili e militari dell’epoca confermano il diretto coinvolgimento delle forze armate francesi. Durante le prime indagini, il giudice Bucarelli mostrò ai periti le registrazioni effettuate dalla stazione dell’Aeronautica Militare di Poggio Ballone. I dati rivelarono una traccia aerea circolare nei pressi della Corsica, rotta tipica degli aerei radar utilizzati per la sorveglianza e il coordinamento delle incursioni belliche.

Cadrà il muro di gomma su Ustica?

Le inchieste di quel periodo indicarono la presenza della portaerei Clemenceau nello stesso specchio di mare. La ricostruzione descrive un’operazione militare congiunta tra Stati Uniti, Gran Bretagna e Francia per intercettare il leader libico Muammar Gheddafi, condotta mantenendo l’Italia all’oscuro. La Procura di Roma intende ora verificare se il materiale in arrivo da Parigi permetterà di abbattere definitivamente il muro di gomma eretto sulla strage.