Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha annunciato su Truth Social di aver bandito dalla Casa Bianca Cnn, MsNow e Politico, accusandole di diffondere con costanza notizie false. Nel messaggio, Trump sostiene che MsNow avrebbe cambiato nome per mancanza di pubblico e credibilità e che Politico avrebbe ricevuto un abbonamento governativo illegale sotto l’amministrazione Biden. Il presidente afferma che i media non dovrebbero poter scrivere finzione o menzogne quando trattano la Casa Bianca, avvertendo che altre testate potrebbero seguire la stessa sorte.
Lo scontro con i cronisti nello Studio Ovale
Interpellato da una giornalista che ha richiamato il Primo Emendamento e il diritto alla libertà di stampa, Trump ha replicato definendola disonesta e terribile. Nel corso dello stesso incontro nello Studio Ovale, il presidente ha attaccato anche The New York Times e The Washington Post, definendoli disgustosi e accusandoli di trasformare notizie positive in articoli negativi sull’amministrazione.
Le reazioni di Cnn e Politico
La Cnn ha definito la decisione un attacco illegale, sostenendo che la Costituzione garantisce il diritto di informare senza interferenze governative. In una dichiarazione pubblicata su X, l’emittente afferma che un eventuale divieto rappresenterebbe una violazione di un diritto fondamentale. Politico, da parte sua, ha annunciato che difenderà con fermezza i propri diritti sanciti dal Primo Emendamento e ha definito false le affermazioni sulle presunte sovvenzioni governative ricevute, ricordando che tali accuse sono già state smentite.
Media sempre nel mirino
Durante il primo mandato Trump aveva già preso di mira media e reporter con oltre seicento messaggi, usando insulti come “incompetente”, “idiota”, “disonesto” o “pazzo”. Nel secondo mandato il livello dello scontro è aumentato: nel novembre 2025 ha risposto a Catherine Lucey di Bloomberg News con “Stai zitta, porcellina”, mentre a Mary Bruce di ABC News ha detto “Sei una persona terribile e una terribile giornalista”. Parallelamente, l’amministrazione ha imposto nuove regole per limitare il lavoro dei media, ampliato la strategia giudiziaria e utilizzato i poteri di controllo del governo per fare pressione sulle testate. Secondo diverse ricostruzioni, anche agenzie federali come l’FBI sarebbero state impiegate per intimidire e perseguire giornalisti critici.







