Di Battista torna in tv: «Sto abbastanza bene», iniziate le cure

Alessandro Di Battista nello studio di Accordi & Disaccordi, insieme agli altri partecipanti alla trasmissione.

Alessandro Di Battista torna in uno studio televisivo e racconta un passo avanti nel percorso iniziato dopo il grave malore a Cuba: «Sto abbastanza bene», dice ad Accordi & Disaccordi, la trasmissione del Nove condotta da Luca Sommi che lo ha ospitato sabato 3 ottobre. L’ex deputato del Movimento 5 Stelle ha spiegato di avere cominciato le terapie dopo l’intervento per il tumore cerebrale, aggiungendo che i medici gli hanno prospettato possibilità concrete di efficacia delle cure. Il ritorno davanti alle telecamere rappresenta per lui un modo per ritrovare una parte della quotidianità, mentre prosegue il percorso sanitario. La sua testimonianza tiene insieme il sollievo di sentirsi meglio, la fiducia nei professionisti che lo seguono e la consapevolezza di una malattia che richiede ancora trattamento.

Di Battista, il ritorno in studio dopo il malore a Cuba

La presenza sul Nove segna una tappa diversa rispetto ai videomessaggi e ai collegamenti delle settimane precedenti. Di Battista ha raccontato che riprendere un’attività abituale gli permette di non concentrarsi continuamente sulla malattia; anche il semplice fatto di svegliarsi e sentirsi bene, ha spiegato, cambia il modo di affrontare la giornata.

Il punto centrale del suo aggiornamento riguarda l’avvio delle cure. Le prospettive riferite dall’ex parlamentare esprimono la fiducia comunicatagli dai medici, mentre resta aperto il percorso terapeutico: il miglioramento che descrive riguarda come si sente e la possibilità di recuperare alcune attività. Nelle sue parole, il ritorno alla normalità procede insieme alle terapie e all’attenzione per la propria salute.

Dall’operazione all’Avana alle cure in Italia

Il malore risale al 28 agosto, quando Di Battista si trovava a Cuba per un reportage. Dopo il ricovero e il trasferimento all’Avana, è stato sottoposto a un intervento chirurgico; il 12 settembre è rientrato in Italia ed è stato preso in carico dal Policlinico Gemelli di Roma, dal quale è stato dimesso il 18 settembre.

Il 22 settembre era tornato a parlare attraverso un video trasmesso da diMartedì, ringraziando i sanitari cubani per avergli salvato la vita. Nel collegamento del 29 settembre con Giovanni Floris aveva poi spiegato che all’origine del malore c’era un edema cerebrale collegato alla presenza di un tumore e che l’operazione aveva consentito di asportarne quasi tutto.

In quella stessa occasione aveva indicato nelle cure la priorità del momento, rinviando ogni valutazione su una possibile candidatura. Un passaggio che resta essenziale per leggere il suo ritorno televisivo: riprendere la parola nel dibattito pubblico non equivale all’annuncio di un rientro elettorale.

Di Battista e la solidarietà oltre le divisioni politiche

Nel racconto del 29 settembre aveva trovato spazio anche la solidarietà ricevuta durante il ricovero. Di Battista aveva riconosciuto il comportamento della presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ricordato i messaggi arrivati dai membri del governo, pur mantenendo le proprie critiche politiche. La vicinanza nella difficoltà, dunque, aveva attraversato schieramenti e contrapposizioni senza richiedere una rinuncia alle rispettive idee.

Di Battista aveva inoltre contestato le ricostruzioni sul viaggio di rientro, precisando di essere tornato con un volo sanitario pagato dalla propria assicurazione, e denunciato la diffusione di informazioni inesatte sulle sue condizioni. Anche per questo i suoi aggiornamenti pubblici hanno un peso particolare: permettono di seguire il percorso attraverso ciò che sceglie personalmente di raccontare, rispettando i tempi delle cure e della convalescenza.

Il confronto politico riparte dal campo largo

La serata sul Nove ha riportato anche il Di Battista politico, con critiche rivolte al campo largo e alle posizioni di Elly Schlein sull’Ucraina. L’ex deputato ha contestato la direzione dell’alleanza progressista, mostrando di voler continuare a intervenire sui temi che hanno caratterizzato la sua attività pubblica.

Il giudizio sull’opposizione coinvolge anche il Movimento 5 Stelle, al quale ha rimproverato una minore attenzione ai temi rispetto alla stagione delle proposte di Gianroberto Casaleggio. A suo avviso, un’alleanza deve misurarsi prima di tutto con le questioni sostanziali; nel confronto sul Nove ha perciò indicato Meloni come favorita alle prossime elezioni, esprimendo una valutazione politica sullo stato dei progressisti.

La sua presenza in trasmissione restituisce così due aspetti dello stesso ritorno: il desiderio di recuperare attività familiari e la volontà di continuare a discutere, anche in modo severo, con l’area politica dalla quale proviene. Le critiche al campo largo confermano una voce autonoma, mentre il percorso sanitario scandisce ancora le priorità personali.

Salute e politica restano però su piani distinti. Le terapie sono cominciate e Di Battista racconta di sentirsi abbastanza bene: è questo l’aggiornamento che accompagna il ritorno in studio, dopo settimane nelle quali aveva condiviso il ricovero, il rientro in Italia e la diagnosi. Il futuro immediato passa ancora dalle cure, ma comprende anche la possibilità di ritrovare spazi della propria vita.