Matteo Salvini si dimette da segretario della Lega, ma accompagna il passo indietro con la disponibilità a tornare alla guida del partito. A riportarlo è la Repubblica, in una notifica relativa a un articolo firmato da Lorenzo De Cicco: «Ora sono pronto a ricandidarmi», sono le parole attribuite al vicepresidente del Consiglio e ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, che avrebbe inoltre chiesto di azzerare i vicesegretari.
L’annuncio contiene dunque due elementi da leggere insieme: le dimissioni dalla segreteria e la prospettiva di una nuova candidatura. Presentarlo soltanto come un addio alla leadership rischierebbe di trascurare proprio la seconda parte della dichiarazione.
Salvini si dimette e apre alla ricandidatura
La formula riportata dal quotidiano indica che Salvini non considera conclusa la propria esperienza alla guida del Carroccio. La disponibilità a ricandidarsi lascia aperta la possibilità di un nuovo mandato, mentre restano da chiarire modalità, tempi e conseguenze del passaggio annunciato.
Sul piano politico, il punto da osservare sarà il rapporto tra questa iniziativa e il confronto interno al partito: una nuova candidatura può diventare una richiesta di conferma della leadership, ma il suo significato dipenderà dalle decisioni degli organismi leghisti.
La richiesta di azzerare i vice
Accanto alla segreteria, la notizia investe la squadra dirigente. Secondo quanto anticipato da Repubblica, Salvini chiede infatti di azzerare i vice: una proposta che apre il tema dell’assetto del vertice, senza consentire ancora di indicare sostituzioni o nuove nomine.
Le dimissioni e la ricandidatura delineano così un passaggio aperto, più complesso di un semplice abbandono. Salvini annuncia di lasciare l’incarico, ma mette già sul tavolo la possibilità di riprenderlo.







