Il Governo si appresta a varare una nuova estensione temporanea degli sconti sul gasolio, mentre progetta il passaggio ad aiuti selettivi per i redditi fino a 28/30mila euro a partire da ottobre. Tra l’aumento del prezzo del greggio e l’attesa per i conti Istat del 22 settembre, l’esecutivo cerca un difficile equilibrio tra esigenze politiche e tenuta della finanza pubblica. Oggi è attesa la 16ª proroga dall’inizio della crisi in Medio Oriente. Ancora un provvedimento d’emergenza solo per i rifornimenti di gasolio e con molta probabilità di importo inferiore allo sconto di 17 centesimi praticato oggi.
L’entità del taglio si attesterebbe intorno ai 10 centesimi al litro più Iva, in una versione alleggerita poiché, fanno sapere dal ministero dell’Economia, l’allungamento dei tempi di applicazione riduce lo sconto concedibile a risorse invariate. Quindi si prospettano almeno due proroghe del taglio alle accise fino a fine mese della durata di una settimana ciascuna.
Da ottobre solo interventi mirati
Come richiesto da Bruxelles, con l’accesso alla clausola di salvaguardia per la crisi energetica gli interventi dei Governi dovranno essere mirati. Palazzo Chigi pensa ad un bonus di 150/200 euro, per i redditi fino a 28/30mila euro, per coprire i mesi di ottobre, novembre e dicembre. Lo sconto non sarà per tutti. L’Ue chiede tutele maggiori per le famiglie più fragili e il Governo dovrà fare i conti con una spesa che sta per raggiungere i 3 miliardi. Dall’inizio della crisi gli italiani stanno pagando circa 2,5 miliardi in più al mese tra carburanti, bollette e spese quotidiane.
Prezzi al distributore in aumento
Listini ancora su. La crisi di Hormuz spinge il prezzo del Brent, che si attesta sui 110 dollari al barile. Sale anche il prezzo del gas nelle contrattazioni sulla piazza di Amsterdam venduto a 80,53 euro/MWH. Oggi il prezzo medio della benzina sulla rete stradale è di 2,106 euro (in crescita rispetto ai 2,105 di ieri), mentre sulle autostrade è 2,198 euro (stabile rispetto a ieri).
La provincia dove il prezzo medio giornaliero stradale è più elevato è Trieste, seguita da Bolzano e Crotone. È invece a Sondrio che il prezzo medio giornaliero stradale è più basso, seguita da Ancona e Biella. Il prezzo medio del gasolio sulla rete stradale è di 2,216 euro (in crescita rispetto ai 2,214 di ieri), mentre sulle autostrade è di 2,293 euro (in crescita rispetto ai 2,292 di ieri). La provincia dove il prezzo medio è più elevato è Trieste, seguita da Bolzano e Messina. È invece a Sondrio che il prezzo medio giornaliero è più basso, seguita da Macerata e Fermo.
I costi della crisi energetica
L’ultima proroga di sette giorni dello sconto fiscale ha comportato un costo complessivo per le casse dello Stato pari a circa 82 milioni di euro. A cui si aggiungono 16 milioni di crediti d’imposta per gli autotrasportatori. La riduzione delle tasse sul gasolio, pari a 17 centesimi al litro (14 centesimi di accisa e 3 centesimi di Iva), incide sul bilancio pubblico per circa 13 milioni di euro al giorno. Con il decreto varato 6 giorni fa il conto pagato dallo Stato per far fronte al caro carburanti raggiunge quota 2 miliardi e 172,5 milioni di euro. Sale a 413 milioni il credito d’imposta a favore degli autotrasportatori.
Accelerazione sui permessi per aumentare la produzione nazionale
Oltre all’intervento sui prezzi alla pompa, il provvedimento introduce disposizioni mirate ad aumentare la produzione nazionale di petrolio e gas. La norma conferisce allo Stato la facoltà di nominare commissari straordinari a supporto delle Regioni, con l’obiettivo di snellire la burocrazia e velocizzare il rilascio di permessi e concessioni per la ricerca, l’esplorazione e l’estrazione. La premier, Giorgia Meloni, nei giorni scorsi ha sottolineato come l’Italia debba ridurre l’acquisto di energia dall’estero sfruttando le risorse interne ed evitando le lungaggini procedurali che in passato hanno bloccato i permessi per decenni. “Vogliamo andare avanti sull’aumento della produzione nazionale di petrolio e di gas – ha detto la premier – perché non ha molto senso comprare all’estero questa energia quando possiamo produrla anche qui in Italia“.







