Marina Berlusconi rompe il silenzio: “Nessun contatto con il Pd”. Smentiti i retroscena sul Colle e sulle manovre anti-Meloni

Marina Berlusconi

Marina Berlusconi rompe il silenzio e lo fa con parole durissime. Dopo settimane di indiscrezioni, retroscena e ricostruzioni che la volevano protagonista di presunte trattative sotterranee tra Forza Italia e il centrosinistra, la presidente di Fininvest ha deciso di intervenire pubblicamente per smentire tutto.

Nel mirino finisce soprattutto l’articolo pubblicato da La Stampa dal titolo “E per Marina Berlusconi si muove Gianni Letta. Via ai contatti coi vertici del Pd”, considerato dalla figlia del Cavaliere il punto di rottura definitivo.

«Dopo settimane di retroscena del tutto campati in aria, in cui sono stata dipinta come artefice di fantomatiche trattative sotterranee tra Forza Italia e il centro-sinistra, l’articolo sulla Stampa di oggi ha avuto l’effetto della classica goccia che fa traboccare il vaso», ha dichiarato.

La smentita

La smentita di Marina Berlusconi arriva netta, senza lasciare spazio a interpretazioni. «Voglio dirlo con estrema chiarezza: non esiste alcun mio contatto con esponenti del Partito democratico, e non ho in agenda incontri o interlocuzioni di questo genere».

Una frase che punta a chiudere definitivamente settimane di rumors politici, alimentati dalle tensioni interne al centrodestra e dalle discussioni sulla nuova legge elettorale, sul futuro di Forza Italia e persino sulla futura corsa al Quirinale.

La presidente Fininvest respinge anche l’idea di essere coinvolta in manovre politiche più ampie. «Non sono né artefice, né ispiratrice di manovre volte a ridefinire alleanze e schieramenti, o addirittura a influenzare l’elezione del futuro Presidente della Repubblica. Queste sono dinamiche che competono esclusivamente alla politica e ai partiti».

Il riferimento a Gianni Letta e ai retroscena sul Quirinale

Nelle ultime settimane diversi retroscena giornalistici avevano raccontato di presunti contatti informali tra ambienti vicini a Marina Berlusconi, il centrosinistra e figure storiche come Gianni Letta. Sullo sfondo, il timore dentro il centrodestra di una possibile fase di riassetto politico in vista delle prossime elezioni e soprattutto dell’elezione del futuro capo dello Stato.

Una narrazione che Marina Berlusconi liquida come pura fantasia politica. Il suo intervento arriva infatti in un momento delicatissimo per la maggioranza guidata da Giorgia Meloni, tra tensioni sulla legge elettorale, dubbi di Forza Italia e sospetti reciproci dentro la coalizione.

“Forza Italia è l’eredità politica di mio padre”

Nel suo intervento, Marina Berlusconi ha voluto chiarire anche il rapporto con il partito fondato dal padre Silvio Berlusconi. Un legame che definisce naturale e affettivo, ma che — sottolinea — non implica alcun ruolo operativo o strategico. «Credo sia del tutto naturale che io guardi con attenzione e affetto alla creatura politica di mio padre, alla quale ha dedicato trent’anni della sua vita», ha spiegato.

Subito dopo, però, arriva la precisazione politica: «È un rapporto che si esprime nel pieno rispetto dei ruoli e dell’autonomia della classe dirigente del partito». Un messaggio diretto anche a chi, negli ultimi mesi, ha ipotizzato una crescente influenza della famiglia Berlusconi sulle strategie future degli azzurri.

“Vogliono indebolire Forza Italia e il centrodestra”

La parte più politica della nota arriva nel finale, quando Marina Berlusconi attacca apertamente la diffusione di indiscrezioni e retroscena. «In una fase così delicata per il Paese, sarebbe meglio vedere più rispetto e più attenzione per i fatti e per la realtà», afferma.

Poi la stoccata finale: «Non l’ennesima rincorsa a retroscena del tutto fantasiosi, messi in giro ad arte da chi ha un unico obiettivo: indebolire Forza Italia e tutto il centrodestra». Parole che suonano come un messaggio preciso non soltanto ai giornali, ma anche ai tanti movimenti sotterranei che agitano la maggioranza e il sistema politico italiano in vista delle prossime grandi partite istituzionali.