Martedì da incubo per migliaia di viaggiatori già dalle ore 6:00 di oggi 14 aprile la circolazione ferroviaria dell’Alta Velocità è finita nel caos. Un guasto tecnico localizzato nei pressi di Napoli ha innescato un effetto domino devastante, spaccando letteralmente in due i collegamenti tra il Sud e il resto del Paese.
Guasto a Napoli, Termini nel caos
Il cuore del problema è nel nodo partenopeo, ma le ferite più profonde si registrano alla stazione di Roma Termini. Qui, i tabelloni luminosi mostrano cifre che scoraggiano anche i viaggiatori più pazienti: i convogli Frecciarossa e Italo provenienti da Napoli e Salerno hanno accumulato ritardi che superano ampiamente i 200 minuti.
Quello che di norma è un rapido spostamento di un’ora si è trasformato in un sequestro forzato sui binari. La paralisi non risparmia il Nord: i treni in partenza dalla Capitale verso Milano e Torino hanno registrato picchi di 220 minuti di attesa, rendendo impossibile la gestione di coincidenze e appuntamenti di lavoro.
Regionali nel mirino e pendolari disperati
Il collasso dell’Alta Velocità ha travolto, come un’onda d’urto, anche il trasporto regionale. Per tentare di smaltire il traffico, i treni veloci sono stati dirottati sulla linea convenzionale via Formia, saturando binari già congestionati.
Le conseguenze peggiori si sono abbattute sulla linea FL8 Roma-Nettuno. I pendolari del litorale si sono ritrovati nel mezzo di una gestione d’emergenza: molti passeggeri sono stati fatti scendere forzatamente a Campoleone, nel tentativo di liberare la linea. Una situazione che ha trasformato il tragitto verso la Capitale in una vera e propria “marcia della speranza”.
Tra i tanti racconti di rabbia, emerge la storia di una ragazza, scoppiata in un pianto disperato davanti agli altri passeggeri. La giovane era diretta a Roma per sostenere l’ultimo esame della sua carriera universitaria: un traguardo svanito a pochi chilometri dalla meta a causa di un sistema ferroviario che, oggi, ha smesso di correre.







