Allegri al Napoli, ci siamo: la pec del Milan lo libera e De Laurentiis prepara il colpo dopo l’addio di Conte

Massimiliano Allegri

Massimiliano Allegri e il Napoli non si sono più soltanto cercati. Si sono finalmente trovati. Dopo anni di corteggiamenti, telefonate, tentativi rimasti sospesi e occasioni sfumate, Aurelio De Laurentiis ha scelto l’uomo che avrebbe voluto già da tempo sulla panchina azzurra. L’addio di Antonio Conte ha aperto la strada, la pec del Milan con l’esonero firmato da Paolo Scaroni ha liberato formalmente il tecnico e ora manca soltanto l’ultimo passaggio: la firma su un contratto biennale che dovrebbe aprire una nuova era sotto il Vesuvio.

Allegri al Napoli, il lungo corteggiamento di De Laurentiis

Nel destino di Allegri il Napoli sembrava scritto da anni. Dal 2019 lui e De Laurentiis si piacciono, si studiano, si sfiorano senza mai arrivare davvero al punto decisivo. Questa volta, però, le condizioni sono cambiate. Conte ha lasciato, il presidente ha deciso di puntare su un allenatore di esperienza, abituato a vincere e a gestire pressioni enormi, e Allegri ha trovato l’occasione per rientrare subito in Champions League dopo la fine turbolenta del rapporto con il Milan.

Sul tavolo, secondo quanto filtra, c’è un biennale da circa 4-4,5 milioni più bonus. Prima dell’annuncio servirà completare la risoluzione con il club rossonero e definire la buonuscita, ma il passaggio decisivo è già arrivato: il Milan ha comunicato l’esonero via pec e Allegri è libero di chiudere con il Napoli. Una svolta quasi simbolica, perché arriva proprio mentre Max riceveva il premio intitolato a Giovanni Galeone, l’allenatore che lo portò da giocatore sotto il Vesuvio.

Italiano battuto di corto muso

La corsa alla panchina del Napoli si era ristretta a due nomi: Allegri e Vincenzo Italiano. De Laurentiis aveva incontrato il tecnico del Bologna a Roma e l’onda del tifo partenopeo sembrava spingere con forza in quella direzione. Italiano rappresentava l’idea più moderna, verticale, aggressiva. Allegri, invece, la scelta dell’esperienza, della gestione, del risultato, del “corto muso” diventato ormai marchio di fabbrica.

Alla fine il presidente ha seguito l’istinto. Lo stesso che in passato lo aveva portato a scegliere Carlo Ancelotti e Antonio Conte. Tre allenatori italiani tra i più forti dell’ultimo ventennio, tre nomi pesanti, tre profili da grande club. Allegri ha vinto il duello con Italiano come spesso ha vinto le sue partite più complicate: senza clamore, senza fuochi d’artificio, ma arrivando primo al traguardo.

Come sarà il Napoli di Allegri

Il nuovo Napoli non dovrebbe nascere da una rivoluzione. Allegri conosce bene la squadra, la considera competitiva e non avrebbe presentato richieste esagerate sul mercato. Le priorità sono chiare: un centrocampista se Anguissa partirà, un esterno e un vice Hojlund. Il resto sarà lavoro di campo, gestione del gruppo e valorizzazione di quei giocatori che con Conte non sono riusciti a trovare continuità.

Tra questi c’è soprattutto Lang, uno degli acquisti della scorsa estate rimasti ai margini del progetto tecnico precedente. Allegri proverà a recuperarlo, come ha spesso fatto in carriera con giocatori dati per incompiuti o poco funzionali. Il suo Napoli sarà probabilmente meno ossessivo di quello contiano, più pragmatico, più attento agli equilibri e alla lettura delle partite. Una squadra costruita per stare dentro le gare, non necessariamente per dominarle sempre.

Il ruolo di Manna e il precedente con Conte

Nella scelta ha pesato anche Giovanni Manna, direttore sportivo del Napoli e vecchia conoscenza di Allegri ai tempi della Juventus. Max lo avrebbe voluto al suo fianco anche in prima squadra a Torino, prima che l’arrivo di Cristiano Giuntoli cambiasse gli equilibri interni. A Napoli il rapporto può ripartire su basi nuove, con Manna sponsor convinto di un binomio che considera solido e vincente.

C’è poi una coincidenza che a De Laurentiis non dispiace affatto. L’ultima volta che Allegri subentrò idealmente a Conte fu alla Juventus: vinse scudetto e Coppa Italia e arrivò in finale di Champions League contro il Barcellona. Certo, il calcio è cambiato e il Napoli non è quella Juve, ma il presidente azzurro crede nel peso dei segnali e nelle traiettorie che sembrano tornare.

Allegri arriva dopo due esoneri complicati, con una credibilità da ricostruire e una fame di rivincita che può diventare carburante prezioso. Napoli gli offre una squadra forte, la Champions, un ambiente caldo e una piazza che pretende subito identità e risultati. Lui porta esperienza, mestiere, freddezza e quella capacità di vincere anche quando il calcio non è bello ma tremendamente efficace. De Laurentiis lo ha aspettato per anni. Ora il matrimonio è pronto.